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Pensioni indicazioni e novitÓ da Boeri su urgenza novitÓ mini pensioni, quota 100, quota 41 e ulteriori errori fatti

Nuovo allarme conti Istituto di Previdenza da presidente Boeri e quali possibili conseguenze potrebbero esserci per attuazione novitÓ pensioni: la situazione




Cambiare l’attuale legge pensioni sembra stia diventando ormai un’utopia e mentre si discute della necessità di approvare novità per le pensioni volte a rendere più flessibili i requisiti richiesti per l’uscita prima di tutti, le ultime notizie riportano nuove situazioni da risolvere prima di arrivare all’approvazione di piani come quota 100, mini pensione, quota 41 o anche introduzione dell’assegno universale. E’ infatti arrivato un nuovo allarme da parte del presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri conseguente la sentenza del Consiglio di Stato che ha escluso le indennità ai disabili dal calcolo Isee.

La sentenza ha come conseguenza immediata, infatti, l’abbassamento dell’Isee delle famiglie che potranno così accedere ad una serie di prestazioni ed esenzioni, come bonus bebè, esenzioni ticket sanitari, agevolazioni o esenzioni per asili nido, mense scolastiche, erogazione di borse di studio, ecc, da parte dello Stato e degli enti locali con effetti particolarmente pesanti sui conti pubblici. Lo stesso Boeri ha fornito qualche esempio concreto di quanto potrebbe ‘costare’ questa sentenza: nel caso, infatti, di una famiglia composta dai genitori e tre figli minorenni, di cui uno disabile grave, il reddito scende drasticamente da 29.693 euro a 14.278 euro con la cancellazione delle indennità di disabilità dal calcolo Isee che si abbassa, anch’esso,  passando da 15.155 a 10.101 euro, cioè il 33% in meno.

Secondo Boeri, per evitare nuovi caos soldi e arginare l’aumento della spesa, l’esecutivo dovrebbe pensare ad un decreto legge che regolamenti la nuova decisione. La cancellazione delle indennità ai disabili dal calcolo Isee, dunque, se da una parte soddisfa effettivamente le richieste delle associazioni di coloro che già sono penalizzati dalla loro condizione, dal’altra rischia di abbattersi come una scure sui conti, contribuendo a limitare sempre più le possibilità di attuare novità per le pensioni. E non sarebbe questo l’unico fattore.

Le ultime notizie, infatti, che arrivano dalla Toscana, fanno emergere un ulteriore errore da risolvere, quello cioè del rimborso ai pensionati. Nell’attesa, infatti, che l’esecutivo dia il via a regime a questa misura, resa obbligatoria da una sentenza di qualche tempo fa della Corte Costituzionale, che ha giudicato illegittimo il blocco delle perequazioni delle pensioni superiori tre volte il minimo deciso dall’ex esecutivo Monti, la Toscana ha dato già il via al rapido rimborso di quanto effettivamente dovuto a tutti i pensionati, e non i parte come fatto dall’esecutivo. E ci si chiede come sia stato possibile.

C’è da intravedere in questa decisione una vera e propria sfida sulle novità per le pensioni: il governatore della Toscana Rossi è da sempre, e lo confermano anche le ultime notizie, decisamente pronto a rimettere subito mano all’attuale legge pensioni con novità che contribuiscano a rendere migliore la vita per i cittadini e questa misura nella sua regione è decisamente un punto a suo favore. Altro errore compiuto che servirà solo a spendere soldi senza cambiare effettivamente le pensioni è stata l’approvazione della staffetta ibrida come modulata dall’esecutivo nella Manovra, che certamente non è vantaggiosa né per i lavoratori né per le imprese e che poco servirà a rilanciare quell’auspicato ricambio generazionale a lavoro volto a rilanciare l’occupazione giovanile.

A questo quadro di novità per le pensioni scoraggiante e negativo, si aggiungono tutti gli altri numeri sui conti dell’Istituto di Previdenza che continuano ad essere decisamente allarmanti: mancano infatti miliardi di contributi non versati e che, chiaramente, non riescono a controbilanciare l’attuale spesa pensionistica; la spesa assistenziale, che tra l’altro si vorrebbe cancellare, è troppo alta e le risorse decisamente esigue. Per un’inversione di rotta serve innanzitutto una revisione generale della gestione stessa dell’Istituto, proprio a partire dalla divisione tra spesa assistenziale e spesa prettamente pensionistica, il che potrebbe portare a ricavare nuove risorse da investire, finalmente, in novità per le pensioni positive.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il