Pensioni incredibile novità rimborsare deficit pensioni preti una ulteriore novità negativa che si aggiunge ad ulteriori

Nonostante i conti allarmanti dell’Istituto di Previdenza e le continue richieste di novità per le pensioni, continuano privilegi e sprechi

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La situazione dei conti dell’Istituto di Previdenza continuano ad essere allarmanti, l’esecutivo continua a parlare della necessità di rivedere l’attuale legge pensionistica mettendo a punto novità per le pensioni che anticipino i requisiti di uscita per tutti, ma le ultime notizie confermano che, mentre vengono rimandate le attuazioni di piani come quota 100, mini pensione, quota 41 ma anche l’introduzione dell’assegno universale a causa di una scarsa disponibilità di risorse economiche, dall’altra continuano ad esserci privilegi destinati solo a determinate categorie di persone.

Possono, per esempio, andare in pensione prima le donne lavoratrici che scelgono di accettare il calcolo della loro pensione finale esclusivamente con sistema contributivo e che, raggiunti i requisiti di 57 anni e 3 mesi di età, che salgono a 58 anni e 3 mesi per le autonome, 35 anni di contributi, possono uscire a fronte di una pensione ridotta del 25, 30% rispetto a quanto avrebbero percepito con sistema misto. Possono andare in pensione prima anche i lavoratori del comparto difesa e sicurezza, che hanno la possibilità di uscire a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o avendo maturato 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall'età anagrafica.

Trattamento di favore è riservato anche ai lavoratori del comparto dello spettacolo, che, a prescindere dalle novità pensioni che si auspicano, possono già uscire a 64 anni e 7 mesi di età, che scendono a 61 e 7 mesi, attori, conduttori, direttori di orchestra, lavoratori appartenenti al mondo della moda. In questa categoria di privilegiati nell’uscita dal lavoro anticipata rientrano anche i giornalisti: l'età per andare in pensione per i giornalisti iscritti all'Inpgi è di 65 anni per gli uomini e 62 anni di età per le donne con almeno 20 anni di contribuzione. Per accedere invece alla pensione di anzianità bisogna raggiungere i 62 ani di età con 35 anni di contributi.

Accettando però penalizzazioni fino anche al 20% i giornalisti possono anticipare l’età di uscita dal lavoro a 57 anni. Le ultime notizie riportano ancora privilegi che riguardano questa volta i preti e che fanno emergere come invece di trovare coperture per poter approvare quelle novità per le pensioni di cui tanto si discute, si continuano a perpetrare ingiustizie. Secondo le ultime notizie, infatti, le pensioni ai preti costano quasi otto milioni di euro all’anno e sono a carico dei contribuenti italiani. Mantenere il sistema previdenziale del clero costa allo Stato ogni anno 7 milioni 924 mila.

Si tratta di una cifra decisamente esorbitante e che, al pari del costo dei vitalizi d’oro dei politici, potrebbe essere tagliata per permettere l’accumulo di nuovi fondi da investire per la realizzazione di novità per le pensioni positive.

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di Marianna Quatraro pubblicato il