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Decisione Draghi, Bce ufficiale con QE: novità e misure da ieri giovedì 10 Marzo 2016. Mutui, prestiti, azioni cosa cambia

C'è attesa per le misure che domani saranno vagliate dal board della Banca centrale europea sul Quantitative easing.




AGGIORNAMENTO: Come era previsto, ma senza la certezza così assolutamente, Draghi e la Bce hanno rinforzato ulteriormente il QE andando sopra le aspettative. Il tasso di riferimento è stato portato a zero, è stato aumentato l'acquisto dei titoli fino a 80 miliardi per quanto riguarda i titoli di Stato e i tassi sui depositi sono scesi a -0,40%. Numerosi miglioramenti espansivi, con le Borse che festeggiano al momento e con l'euro che perde sul dollaro. Lo spred Btp-Bund scende a 116 mentre scriviamo.

Siamo alla vigilia del board della Banca centrale europea, chiamato a varare il rilancio del Quantitative easing ovvero un aumento della quantità di titoli di Stato da acquistare con conseguente crescita della liquidità e un abbassamento del tasso sui depositi delle banche. Le misure attese sono il calo di rendimenti, il deprezzamento dell'euro e un aumento dell'inflazione ovvero del livello medio di prezzi. Cosa comporta in questo periodo di volatilità delle Borse? Il calo del costo dei mutui e dei debiti delle famiglie nei confronti delle banche e quindi un maggiore stimolo ai consumi.

Come spiegato dal Sole 24 Ore, per ogni misura vanno messi in conto pro e contro. Il taglio del tasso delle deposit facilities da -0,30% a -0,40% o più sotto spinge la liquidità verso impieghi più redditizi, misura forte per combattere la bassa inflazione ma aumenta il costo medio della liquidità delle riserve in eccesso e mina la redditività delle banche. Lo schema di esenzione sul tasso negativo applicato alle riserve in eccesso riduce il costo medio della liquidità in eccesso, favorisce gli scambi interbancari overnight senza collaterale nell'eurozona, ma il costo marginale sulla liquidità in eccesso deve restare per non vanificare l'impatto del tasso negativo.

Con il tasso negativo sulle operazioni di rifinanziamento Il costo del denaro scende di più, rischio di bolle principale, la Bce pagherebbe le banche nel finanziarle, misura che controbilancia il costo del tasso negativo sui depositi, ma il costo del denaro scende di più e si presenta il rischio di bolle. Il tasso negativo sulle Tltro mirate al finanziamento dell'economia limita i danni sulla redditività delle banche abbattendo il costo del finanziamento dalla Bce, ma finora l'impatto sull'economia è stato per ora limitato. Aumentare gli acquisti mensili nel programma APP (Asset purchase programme) dagli attuali 60 miliardi a 70 miliardi o più è una misura forte per contrastare la bassa inflazione e aumentare la liquidità perla crescita, abbassare i tassi a lungo, ma i rischi non sono adeguatamente remunerati dai rendimenti su alcuni bond.

Con i titoli acquistabili in APP estesi ai corporate bond (obbligazioni private societarie) è da mettere in conto l'abbattimento del costo della raccolta per le imprese private, ma il bacino di corporate bond è piccolo per cui la misura è tenue. Con i titoli acquistabili in APP estesi alle obbligazioni bancarie, rete di sicurezza contro il rischio di panico innescato dal bail-in (perdite estese anche ai portatori di senior bond), ma aumentano i rischi sul bilancio della Bce, alterato il rapporto rischio e rendimento. Gli acquisti di azioni o altre cartolarizzazioni nel QE3, la misura estrema nel caso di turbolenze forti sui mercati e rischio ritorno recessione, ma il rischio di alimentare bolle speculative in Borsa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il