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Come stanno cambiando gli assetti della politica e quali conseguenze potrebbe avere sulle novitÓ per le pensioni: situazione attuale e prospettive




PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME sabato OGGI (AGGIORNAMENTO ore 10:22): E mentre la maggioranza fa sempre più fatica a compattarsi portando avanti anche gli iter in corso, aumentano i privilegi e le discriminazioni tra le novità per le pensioni con soldi spesi e non pochi che si potrebbero risparmiare.

PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME venerdì OGGI (AGGIORNAMENTO ore 11:07): Da sottolineare anche la crisi della maggioranza che si sta facendo sempre più forte e che come abbiamo scritto potrebbe dare diverse novità per le pensioni sia in senso positivo che negativo.

PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME venerdì OGGI (AGGIORNAMENTO ore 7:01): La giornata inizia con un ulteriore riflessione sulla reale composizione della maggioranza e di come le novità per le pensioni ne possono risentire, mentre poi prosegue con l'analisi dei trattamenti impari che continuano creando disparità e privilegi.

Stanno cambiando gli equilibri interni della maggioranza dell’esecutivo con diverse novità per le pensioni che potrebbero prospettarsi, soprattutto in negativo: le ultime notizie confermano infatti nuovi assetti, venutisi a creare soprattutto all’indomani delle votazioni sul provvedimento delle coppie di fatto e probabili novità ulteriori e strane alleanze con Ncd e gruppo di Verdini. Situazione che si è acuita dopo le primarie che si sono svolte la scorsa domenica a Roma e Napoli. Si tratta di accadimenti che potrebbero avere, anzi sicuramente avranno, diverse conseguenze sulle novità per le pensioni. Senza una maggioranza solida sarà, infatti, difficile proseguire su determinati impegni dell’esecutivo, novità per le pensioni comprese. Sul tavolo dell’esecutivo vi sono diverse questioni pensionistiche da affrontare, risolvere e cambiare, dalle novità per le pensioni anticipate, alla cancellazione delle ricongiunzioni onerose, sistema che comunque consentirebbe a diversi lavoratori di andare in pensione prima, all’aumento delle pensioni minime.

Si tratta, in quest’ultimo caso, di una richiesta avanzata da Forza Italia da sempre, ma sostenta anche da altre forze politiche e cui ha fatto riferimento lo stesso premier qualche tempo fa anche se ultimamente ha ammesso che mancano ancora quelle risorse economiche necessari per proseguire con la realizzazione di questa novità. La scarsa disponibilità di fondi rappresenta da sempre un ostacolo alla messa in atto di novità per le pensioni concrete: si lamenta infatti da tempo il fatto che i soldi non bastano per soddisfare le richieste di cambiamenti pensionistici richiesti, vengono attuate da tempo soluzioni tampone giusto per dare quasi un contentino ai cittadini e dire che qualche novità per le pensioni è stata realizzata, ma manca quella soluzione universale e organica per tutti capace di modificare l’attuale legge partendo da un ‘ammorbidimento’ dei requisiti richiesti per l’uscita.

Ci vorrà ancora tempo, secondo quanto riportano le ultime notizie, per vedere effettivamente realizzate novità per le pensioni positive e nell’attesa, mentre si discute di soldi che mancano e si cercano i sistemi migliori per reperire risorse necessarie per l’approvazione di piani come quota 100, mini pensioni, quota 41 ma anche per l’introduzione dell’assegno universale, anche attraverso penalizzazioni a carico del lavoratore e talvolta elevate, i soldi che ci sono vengono spesi per aumentare quell’ingiustizia sociale che, invece, si cerca di ripianare.

Se, infatti, come dichiarato l’anno scorso già dal presidente dell’Istituto di Previdenza, tra gli obiettivi dell’impegno sulle novità per le pensioni c’è anche quello di rivedere la gestione dell’intero sistema previdenziale italiano, in modo da renderlo più sostenibile ed equo per tutti, ristabilendo appunto un’equità sociale, le ultime notizie sul trattamento riservato ad alcune categorie di lavoratori non sembrano andare proprio in questo senso. Al contrario, sembrano acuire quelle novità negative per le pensioni che invece si vorrebbero cancellare.   

Le ultime notizie riguardano le pensioni dei preti, trattamenti che costano allo Stato, e quindi ai cittadini contribuenti italiani, quasi otto milioni di euro all’anno, una cifra esorbitante che secondo alcuni non dovrebbe essere a carico dello Stato italiano che potrebbe investire queste risorse, almeno in parte, per l’attuazione di novità per le pensioni per tutti. Queste notizie sul clero sono solo le ultime che testimoniano trattamenti pensionistici di disparità: rispetto, infatti, a quanto previsto dall’attuale legge che fissa l’uscita per la pensione a 66 anni e sette mesi, vi sono determinate categorie di lavoratori che possono andare in pensione prima.

Sono, per esempio, i militari, che possono uscire a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o se hanno maturato 40 anni e 7 mesi di contributi senza alcuna soglia di età; i lavoratori del comparto dello spettacolo, che possono andare in pensione a 64 anni e 7 mesi di età o a 61 e 7 mesi se si tratta di attori, conduttori, direttori di orchestra, lavoratori appartenenti al mondo della moda; e i giornalisti, che possono lasciare la professione a 65 anni (per gli uomini) e 62 anni (per le donne) con almeno 20 anni di contribuzione, o a 62 anni di età e 35 anni di contributi per la pensione di anzianità, ma che possono anticipare ulteriormente l’uscita, fino a 57 anni, con penalizzazioni però elevate (fino al 20%) sull’assegno finale.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il