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Pensioni indicazioni e novità pensioni anticipate, flessibili, usuranti e precoci per novità riforma pensioni da Ichino e Damiano

Damiano e Ichino rilanciano sulla necessità di novità per le pensioni: condivisa l’urgenza ma con diversi i piani di cambiamento proposti




Si fa sempre più intenso il dibattito su questione previdenziale e novità per le pensioni da attuare e continuano ad essere sempre diverse richieste e posizioni di forze politiche e sociali. Le ultime notizie riguardano le novità annunciate dal presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, e un suo membro, Pietro Ichino. Se Damiano per cambiare l'attuale legge e permettere l'uscita anticipata a tutti punta sempre su alcune novità particolari, da piano di uscita con 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, che sarebbero del 2% per ogni di anticipo in cui si decide di andare in pensione; sulla quota 100, risultato della somma di età anagrafica ed età contributiva; e sulla quota 41, che permetterebbe di andare in pensione con41 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica e sempre accettando penalizzazioni, Ichino non sembra essere d'accordo con questi progetti di uscita prima.

Secondo Ichino, infatti, non si è nelle condizioni di approvare novità per le pensioni uguali per tutte, ma bisognerebbe mettere a punto sistemi differenti, in base alle categorie di lavoratori, come quelle di usuranti, precoci ed esodati che sono le persone che sono state maggiormente penalizzate dall'entrata in vigore delle norme attuali. E se Damiano ha chiesto un nuovo incontro con l'esecutivo, per discutere ancora di novità pensioni, e in tempi brevi, Ichino rilancia il ricalcolo contributivo e questa posizione contribuisce a spaccare ancora il PD: da una parte, infatti, ci sono coloro, la minoranza, che sostengono il piano di uscita anticipata a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni e quota 41 di Damiano; dall’altra, ci sono coloro (la maggioranza) che sostengono il passaggio al contributivo rilanciato da Ichino e che rientra nel piano di novità delle pensioni presentato dal presidente dell’Istituto di previdenza, Boeri.

Il passaggio al contributivo, a differenze del piano di uscita a 62 anni di Damiano, non prevederebbe alcuna spesa, non influendo, dunque, sui conti pubblici, ma Damiano ha sottolineato che anche se la novità per le pensioni da lui proposta dovesse prevedere un impiego iniziale di risorse, si tratterebbe comunque di soldi che verrebbero recuperati nei successivi anni attraverso le penalizzazioni imposte ai lavoratori che decidono di uscire prima, motivo per il quale anche in questo caso non si toccherebbero i conti pubblici e, anzi, nel lungo periodo potrebbero essere accumulati anche nuovi risparmi.

L’approvazione di novità per le pensioni è comunque un passo da compiere, secondo Damiano, e anche in maniera urgente, perché si tratta di una questione strettamente legata all’occupazione: senza, infatti, l’approvazione di novità per le pensioni che permettano a tutti di andare in pensione prima, pur a fronte di penalizzazioni, si rischia di bloccare ulteriormente il mercato dell’occupazione, portando la popolazione lavoratrice ad invecchiare sempre più, chiudendo l’accesso al mondo del lavoro ai più giovani e fermando di conseguenza produttività e competitività che sono il pilastro per un rilancio dell’economia in generale.


Sarà, dunque, necessario incitare l'esecutivo a nuove riflessioni per la realizzazione concreta di novità per le pensioni, ma sarà altrettanto necessario trovare un accordo per una soluzione che sia condivisa da tutti, in modo da arrivare ad una immediata approvazione delle novità per le pensioni capaci di soddisfare le richieste di tutti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il