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Novità già approvate e cosa aspettarsi nei prossimi giorni del week end su diverse questioni cruciali dell’esecutivo: attese e prospettive




PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME domenica OGGI (AGGIORNAMENTO ore 11:13):  Si moltiplicano dunque le iniziative per le novità per le pensioni su più fronti partendo sempre più dalle basi ovvero dai tanti gruppi che si stanno impegnando ad affrontare i vari problemi e questioni aperte come confermano le ultime notizie e ultimissime. E ora, anche grazie a queste pressioni, sembra ritornare, secondo le ultime notizie e ultimissime, la questione del cumulo che da tutti è stata dichiara un errore e che blocca migliaia di pensionandi.  Senzaa dimenticare altre novità sempre più aperte, seppur con molti più problemi, come quota 100, mini pensioni e quota 41. 

PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME domenica OGGI (AGGIORNAMENTO ore 8:20): Ulteriore iniziativa per i vari gruppi che stanno lottando per le novità per le pensioni con la presenza all'Angelus di Papa Francesco che celebra anche l'anniversario dei tre anni di pontificato. Una nuova iniziativa prima e dopo la S. Messa con una serie di cartelloni, dopo quelle di ieri davanti alla tv nazionale e con nuovi comunicati come riportato nelle ultime notizie e ultimissime.

PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME sabato OGGI (AGGIORNAMENTO ore 18:47): Vi sono numerose iniziative in questo week-end, sabato e domenica in riferimento alle novità per le pensioni e alla richiesta di una riforma pensioni sempre più forte e sentita. Quest'oggi vi sono stati una serie di presidi davanti alle sedi dell'emittente della nazionale tv, precoci e usuranti come abbiamo scrittto nelle ultime notizie sotto. Sono gli stessi che chiedono con forza quota 100, quota 41. Ma non è finita qui, pechè diversi comitati di esodati hanno scritto una lettera al Premier in cui si afferma che:

Illustre Presidente del Consiglio, Dott. Renzi, il Suo Governo è in carica da due anni ed in questi 24 mesi haricevuto da parte della “Rete dei Comitati degli Esodati” svariati  appelli per un incontro che possa favorire la soluzione complessiva della scandalosa questione dei cosiddetti esodati, ma   ogni nostra richiesta non ha fino ad ora ottenuto alcun riscontro. Anche la possibilità che era stata formulata da alcuni componenti la segreteria del PD nell’incontro, al Nazzareno con una rappresentanza della Rete dei Comitati il 19 febbraio 2014, secondo la quale si ipotizzava di poter risolvere strutturalmente la “questione esodati” con parte delle risorse finanziarie recuperate dal rientro dei capitali dall’estero, non ha poi avuto seguito. Vista la tendenza di certi ambigui personaggi dell’entourage politico (e non) alla rimozione e alla negazione del dramma con cui siamoinvece costretti giornalmente a confrontarci fin dai suoi esordi, si può tranquillamente affermare che gli “esodati” ad oggi non ancora salvaguardati sono dei fantasmi in carne ed ossa.

Le varie tappe della loro mobilitazione dal 6 dicembre 2011ad oggi, verso il recupero del loro diritto alla pensione con le regole previgenti la riforma, non necessitano di esserle ricordate, perché siamo certi che gli elementi di base sul tema Lei li conosca bene , ma riteniamo invece prioritario portare alla Sua attenzione due considerazioni:

- nel corso della Sua intervista alla trasmissione “Che tempo che fa” dello scorso autunno Lei dichiarò che per gli “esodati” (i 49.500 exlavoratori certificati dal Ministero del Lavoro al Parlamento) sisarebbe provveduto a risolvere il dramma con la settima salvaguardia nella Legge di Stabilità.

I fatti: ad oggi, di quei 49.500, oltre 24.000 “esodati” restano ancora non salvaguardati, esclusi da ogni possibilità di deroga. Si rende pertanto indispensabile un urgente ottavo provvedimento di salvaguardia  che porti a giustizia TUTTI gli oltre 24.000 esclusi dalle deroghe;

- Con una specifica norma di legge si è istituito e finanziato (anche con le risorse non utilizzate delle 6 precedenti norme di deroga) il   “Fondo Esodati” le cui somme avrebbero dovuto essere usate esclusivamente  per nuovi provvedimenti  a favore degli “esodati”.

I fatti: le risorse del fondo istituto con la legge 228/2012 sono state distratte per   il finanziamento della “no tax area”,  per interventi infrastrutturali per il Giubileo, per  interventi sulle aree Ex-Expo e per finanziare in parte il provvedimento di ripristino delle  norme che regolano la cosiddetta “Opzione Donna”.

I fatti non sono opinabili, sono elementi oggettivi. I fatti che abbiamo voluto mettere sotto i riflettori sono gravi perché non solo provano che gli impegni non sono stati rispettati, ma pure perché sono l';evidenza inconfutabile che non si è rispettato quanto previsto da una norma inserita in una legge dello Stato, quale è il comma 235 della L.228/2012. 

Il Governo da Lei presieduto non ha stanziato ulteriori fondi per risolvere la questione “esodati”, infatti sia la sesta che la settima salvaguardia sono state finanziate con i risparmi dei precedenti provvedimenti di deroga, ma ha consentito però che il Fondo a loro specificamente destinato venisse usato come un bancomat, per cui una  sola è la richiesta forte e determinata che oggi viene da parte nostra: la restituzione  immediata delle economie del Fondo Esodati usate per scopi ben diversi dalle salvaguardie, pertanto, in manieraincontestabile, non legittimamente utilizzati secondo la legge.

Nell'augurarci che questo nostro ennesimo appello possa trovare questa volta ascolto e speranzosi di poter finalmente avere un confronto costruttivo con Lei,

La ringraziamo dellattenzione e Le porgiamo distinti saluti.

Sono diverse le novità arrivate in questi giorni e attese nel week end su diverse questioni. Cerchiamo di capire l’andamento delle discussioni in merito da parte dell’esecutivo.

Pensioni: Domani, sabato 12 marzo, davanti alle sedi della tv nazionale delle principali città italiane, da Milano a Venezia, Torino e Firenze, si riuniranno i lavoratori che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi che a gran voce tornano a chiedere l’approvazione del piano di uscita prima con 41 anni di contributi, senza alcun limite di età e senza penalizzazioni. E’ l’ultima novità che va ad affiancarsi alle continue richieste di novità per le pensioni che in queste settimane si stanno susseguendo da parte di diversi esponenti dell’esecutivo stesso, nonché del presidente dell’Istituto di Previdenza. La situazione sembra diventare sempre più complicata e le ultime notizie lo confermano: la disoccupazione giovanile è ancora molto alta, le aziende assumono poco e questo dipende dall’allungamento dell’età pensionabile definito dalle norme in vigore che bisogna necessariamente cambiare. E mentre si continua a discutere di piani di uscita prima, ormai noti da mesi, da mini pensione, a quota 100, chiusa la partita sulle pensioni alle vedove che, come ripetuto più volte, non saranno toccate, continuano a perpetrarsi privilegi nei confronti di determinate categorie di lavoratori. L’obiettivo è infatti quello di arrivare a concedere a tutti la possibilità di andare in pensione prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e sette mesi, ma ad oggi alcune persone, indipendentemente da deroghe e novità, possono già uscire prima: stiamo parlando dei militari, degli invalidi, dei lavoratori del comparto moda e spettacolo, per esempio, e delle donne. Senza considerare poi che l’esecutivo, secondo le ultime notizie, spenderebbe milioni di euro per le pensioni dei preti. Un vero e proprio spreco di risorse, secondo alcuni, che potrebbero essere impiegate per novità per le pensioni positive per tutti.
 
Riforma QE Draghi: Prolungare il Qe per mantenere i tassi bassi ancora per un bel po’ di tempo. Le ultime mosse del presidente della Bce Draghi parlano chiaro: di fronte alle tensioni e le difficoltà economiche dell’Europa serve prolungare ancora gli aiuti. Draghi ha spiegato che con il nuovo pacchetto di sei misure, la Bce punta a stimolare il credito e a rinforzare la ripresa e in questo contesto si inserisce anche l’eventuale allungamento del Qe oltre marzo 2017 o comunque fino a quando non sarà evidente una netta ripresa. La Bce ha alzato dal 33% al 50% il limite acquistabile di ciascuna singola emissione di bond attraverso il Qe. Il pacchetto delle sei misure, in particolare, comprende: taglio dei tassi di riferimento da 0,05% a 0; taglio del tasso sui prestiti marginali portato a 0,25%; taglio del tasso sui depositi da -0,03% a -0,40%; nuova spinta al QE; acquisto di bond aziendali e non più bancari da parte della Bce a patto, però, che abbiano un rating con livello d'investimento; e nuovo piano di erogazione di liquidità illimitata, a partire da giugno, alle banche che fanno credito all'economia.

Olio: E' scontro sull'importazione di olio tunisino: Coldiretti Italia protesta mentre l'Europa, inaspettatamente, ha cancellato i dazi sull’olio tunisino e alza le importazioni dell’extravergine. Il Parlamento europeo ha infatti dato il via alle importazioni fino a 35 mila tonnellate in più all’anno per due anni, oltre le 56.700 già previste da un accordo Ue-Tunisia del 1995, a dazio zero. Ciò che maggiormente stupisce è che tra chi ha votato sì alla misura ci sono anche europarlamentari italiani, proprio del Pd, come Sergio Cofferati, l'ex ministro Kyenge, David Sassoli, Gianni Pittella.

Banche credito cooperativo: La riforma delle Bcc potrebbe dover essere rivista. Ad annunciarlo i tecnici di Montecitorio. Secondo quanto previsto dal decreto banche messo a punto dall'esecutivo, le Bcc più grandi con un patrimonio superiore ai 200 milioni di euro possono essere autonome, trasformandosi in una Spa e versando una tassa del 20% delle proprie risorse. Ed è proprio su quest'ultimo punto che sia Bankitalia sia i tecnici di Montecitorio hanno posto la loro attenzione, spiegando che prima di procedere in tal senso sarebbe bene valutare la compatibilità di questa misura con le norme europee per evitare un'eventuale procedura di infrazione. La tassa al 20% potrebbe essere, infatti, più bassa di quella pagata oggi dalle Bcc sugli utili.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il