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Pensioni conferme ulteriori novità mini pensioni da tecnici e politici autorevoli

Arrivano nuove conferme sull'attività di Palazzo Chigi sul fronte delle novità pensioni. Ma si procede con troppa gradualità.




Si continua a lavorare sulle novità pensioni, un po' sotto le luci dei riflettori e un po' nelle stanze dei tecnici dei Ministeri, un po' a ritmi sostenuti e un po' con eccessiva gradualità, perché da più parti si levano le invocazioni al cambiamento. E questi sono giorni importanti per la loro definizione poiché a Palazzo Chigi stanno lavorando sul Documento di economia e finanza nella prospettiva della manovra di fine anno. Diventa quindi più chiaro quale tra le novità proposte, tra assegno universale e quota 100, ricalcolo degli assegni con il contributivo e quota 41, fino ad arrivare al taglio degli assegni più onerosi, potranno essere effettivamente accolti.

Nuove indicazioni sul percorso delle novità pensioni e sulle intenzioni dell'esecutivo sono arrivate nel corso dell'ultima puntata di DiMartedì, la trasmissione di approfondimento politico condotta su La7 da Giovanni Floris. Il ministro Poletti ha infatti ribadito il suo sì a forme di uscita con qualche anno di anticipo e senza penalizzazioni eccessive ovvero meno disincentivanti rispetto alle attuali.

Come confermato dal sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in sede di commissione Lavoro a Montecitorio in occasione di una interrogazione a risposta immediata dalla Lega Nord, l'esecutivo sta realmente prendendo in considerazione la possibilità di introdurre le mini pensioni. Non si tratta di una novità perché sin dal suo insediamento, lo stesso Giuliano Poletti, responsabile del welfare italiano, aveva aperto a questa possibilità. Di più: anche il suo predecessore stava prendendo in considerazione questa ipotesi prima della fine anticipata dell'esperienza di governo a Palazzo Chigi. Di fatto, si tratterebbe della novità pensioni meno impattante per le case dello Stato.

In buona sostanza si tratta di concedere al lavoratore over 55 che si trova in uno stato di disoccupazione e ancora lontano dalla maturazione dei requisiti richiesti dall'attuale legge sulle pensioni, di congedarsi con un assegno statale da restituire in maniera integrale e a piccole rate solo dopo il raggiungimento dei parametri per la pensione. A fronte dell'esigenza di disporre di una liquidità immediata, si tratterebbe di una novità a costo sostanzialmente zero. Naturalmente ci sarebbero molti dettagli da limare e su cui trovare convergenza, ma essere d'accordo sarebbe anche il presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, che negli scorsi mesi ha elaborato un dettagli progetto per introdurre novità sulle pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il