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I prossimi passaggi ufficiali che potrebbero portare finalmente alla definizione di cambiamenti per le pensioni: cosa aspettarsi e tempi




Sembra che la discussione previdenziale, nonostante sempre viva, non riesca mai a portare alla definizione di novità per le pensioni, si avanzano proposte, continuano i dibattiti ma puntualmente non si fa nulla di concreto. Eppure le ultime notizie tornano a parlare di prossimi passaggi che potrebbero portare a cambiamenti per le pensioni in direzione di sistemi come quota 100, mini pensioni, quota 41. Ma sarà la volta buona che qualcosa realmente cambi per le novità per le pensioni?

L’auspicio di tutti è ovviamente una risposta positiva. Ma ancora lunga è la strada perchè si possano vedere delle novità per le pensioni reali soprattutto se importanti. Il primo passaggio ufficiale da attendere potrebbe essere la definizione del nuovo Def 2016, Documento di Economia e Finanza, che dovrebbe essere presentato entro il prossimo 28 aprile e che, come ormai sappiamo, definisce i fondi da impiegare per le varie misure, pensioni comprese. Ma considerando che ad oggi si continua a lamentare una mancanza di soldi, è difficile che per il momento di possa parlare di soldi da stanziare per le novità per le pensioni.

Il secondo passaggio sarà l’inizio della discussione della prossima Manovra con una prima presentazione in estate, anche se prima dovranno essere risolti i vari problemi economici con l’Europa. Lo stesso ministro del Lavoro, qualche giorno fa, ha lasciato intendere che la Manovra potrebbe essere lo strumento che contemplerà finalmente novità per le pensioni. Le discussioni ufficiali delle misure in essa contenute inizieranno a settembre, per poi proseguire nei soliti mesi di ottobre e novembre e arrivare all’approvazione ufficiale, come di consueto, a dicembre.

Le norme approvate entreranno poi in vigore l'anno successivo. Se, però, invece di decisioni e decreti attuativi si dovesse decidere di fare una delega per le novità per le pensioni (come plausabile e più probabile)  i tempi si allungherebbero di ulteriori due anni e andrebbe a coincidere più o meno con l'altra legge delega sulla indigenza appena iniziata dove vi sarebbe ulteriore novità per le pensioni come il riordino delle pensioni stsse, a partire dalla divisione tra assistenza e pensioni, per poi procedere ai cambiamenti negativi annunciati e quindi, solo in un secondo momento, a cambiamenti positivi verso quota 100 o mini pensioni, ma non solo. E tra due anni sarebbe un tempo strategico, considerando che ci si avvia alle elezioni, per cui potrebbe essere una mossa vincente definire novità pensioni proprio in quel tempo.

Al vaglio vi sarebbero infatti diversi metodi per le novità per le pensioni, dal piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni del 2% per ogni anno di anticipo in cui si lascia il lavoro; uscita con 42 o 43 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica o con quota 41, soprattutto per sostenere coloro che hanno iniziato a lavorare fin da giovanissimi; proroga delle norme per l’uscita prima delle donne oltre il 2015; o, come proposto dal presidente dell'Istituto di Previdenza, l'uscita a partire da 63 anni e 7 mesi, con 20 anni di contributi e un importo minimo maturato di 1.500 euro, con penalità del 9% dell’assegno mensile.

Si tratta di piani per uscire prima allo studio insieme ad altre novità per le pensioni presentate dall'Istituto di Previdenza che prevedono un prelievo di solidarietà sui redditi più alti, l'introduzione dell'assegno universale per gli over 55 che restano senza lavoro e non possono ancora andare in pensione, ricalcolo contributivo ma anche sistemi di unificazione e armonizzazione dei trattamenti previdenziali, con una cancellazione delle ricongiunzioni onerose e semplificazione del cumulo. La proposta del presidente dell’Istituto di Previdenza di tagli agli assegni più elevati dovrebbe interessare quelli di importo superiori ai 3.500 euro.

L’assegno universale, come prospettato dal presidente dell’Istituto di Previdenza, dovrebbe prevedere un importo di 500 euro al mese, che diventeranno 400 nel 2017, per gli over 55 da erogare in base alla composizione del nucleo familiare, senza però alcun vincolo temporale. Ai 500 euro di base previsti, infatti, si aggiungerebbero 250 euro per ogni componente adulto e 150 per ogni componente che abbia meno di 14 anni di età. Somme che permetterebbero di arrivare a percepire anche fino a 900 euro mensili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il