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Pensioni novità favorite con il rinnovo e rafforzamento del QE da parte di Draghi

Le nuove parole del presidente della Bce potrebbero aprire nuovi spiragli per l’approvazione di novità per le pensioni: la situazione e possibili prospettive




Cambiare l'attuale legge pensioni resta l'obiettivo dell'esecutivo: finora si è riusciti a portare a termine diverse riforme, dal Lavoro, alla Scuola, alla P.A., ma le novità per le pensioni sembrano davvero difficili da attuare e ci si chiede ancora il perchè. Secondo le ultime notizie, che confermano ancora quanto ormai da due anni si ripete, ad ostacolare la realizzazione di novità concrete per le pensioni sarebbe la scarsa disponibilità di risorse economiche. Da mesi ormai, l'esecutivo sembra indirizzare i soldi a disposizione verso provvedimenti che reputa prioritari rispetto alle novità per le pensioni, senza considerare che l'attuale legge, secondo alcuni, compreso ministro dell'Economia italiano e stessa Ue, è ancora l'unica che riesce ad assicurare la sostenibilità finanziaria del nostro Paese in crisi, con la stima di risparmio di ben 80 miliardi di euro entro il 2021.

Positive le stime, ma negativa la situazione che le norme attuali hanno creato: l'allungamento dell'età pensionabile per tutti ha bloccato, infatti, l'occupazione giovanile chiudendo l'ingresso al mondo professionale ai ragazzi. il che chiaramente ha anche penalizzato produttività e competitività. E alla luce delle difficoltà che hanno i lavoratori più anziani a rimanere sempre più a lavoro e che hanno i più giovani che restano senza occupazione, si sono susseguite nel corso dei mesi proposte di novità per rendere meno rigidi i requisiti di uscita dal lavoro.

Da piano di quota 100, a mini pensione, quota 41, uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi o a 63 anni e sette mesi con almeno 20 anni di contributi e penalizzazioni, anche elevate, ogni novità per le pensioni presentata è ancora in ballo tra slanci di volontà di approvazione, stime dei costi che implicherebbero e continui passi indietro. La speranza ora è che le ultime notizie che arrivano dalla Bce e le nuove mosse del suo presidente possano favorire una reale approvazione di qualche seppur minima novità per le pensioni. Il presidente ha deciso di tagliare ulteriormente i tassi di riferimento, portandoli a 0, e prolungare il Qe anche oltre marzo 2017, sostenendo l’emissione di nuova liquidità alle banche e aiuti per i Paesi ancora in difficoltà.

Ma non solo: Draghi ha anche incitato i Paesi a rispettare le raccomandazioni dell’Ue che, con particolare riferimento all’Italia, riguardano le pensioni e il no ad eventuali novità. Allo stesso tempo, però, è stata la stessa Ue a raccomandare al nostro Paese l’attuazione di misure in grado di sostenere il rilancio dell’occupazione giovanile nonché l’introduzione dell’assegno universale, visto che si tratta di una prestazione sociale già esistente in quasi tutti gli altri Paesi europei. A questo punto tutto sarebbe riconducibile all’intenzione del presidente dell’Istituto di Previdenza che, da tempo ormai, punta innanzitutto a convincere l’Ue della convenienza e dei vantaggi che eventuali novità per le pensioni potrebbero avere proprio in termini di rilancio occupazionale.

Con sistemi come quota 100, mini pensioni o anche come metodi sperimentali, impiegando relativamente poche risorse perché compensate dalle penalizzazioni, si potrebbe infatti rilanciare l’occupazione e proprio per questo potrebbero prospettarsi possibilità che queste novità per le pensioni vengano accettate e sostenute, ora più che mai alla luce delle ultime notizie da parte del presidente della Bce che ha insistito perché i Paesi mettano a punto strategie e novità a sostegno della produttività per migliorare la competitività e, quindi, rilanciare conseguentemente l’economia in generale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il