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Pensioni novità legge delega inedita per uscire prima si affianca a quota 100, mini pensioni

Una ulteriore novità per le pensioni e l’uscita prima insieme ai noti piani di quota 100, quota 41 e mini pensione: cosa prevede




Non solo piani e novità di quota 100 o mini pensione o quota 41 per andare in pensione prima: arrivano ultime notizie su ulteriori novità per le pensioni che contemplano la messa a punto di nuove legge delega per la revisione dell’attuale legge pensionistica. E sono diversi i provvedimenti al vaglio per cambiare le norme oggi in vigore, a partire dal nuovo disegno di legge, sostenuto dal presidente del Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio e dal ministro del Lavoro, che mira a garantire l’uscita prima ai lavoratori del comparto edile, secondo il principio di una differenziazione dei requisiti di uscita in base all’attività svolta.

Basandosi, infatti, sull'aspettativa di vita per accedere alla pensione, la proposta punta a definire diversi requisiti di uscita a seconda della professione svolta, soprattutto per andare incontro a particolari categorie di lavoratori, come i lavoratori del comparto edile che sono sottoposti a continui sforzi dal punto di vista fisico. Le ultime notizie sostegnono che dovrebberoessere  riconosciuti loro gli stessi benefici pensionistici che sono stati riconosciuti a coloro che svolgono mansioni pesanti. Questa novità dovrebbe, dunque, estendere requisiti e tutele dei lavoratori che svolgono mansioni pesanti, fisicamente e mentalmente, come gli operai, anche a lavoratori edili e in altezza, come quelle con funi o a parete, su ponti a sbalzo o a castello, o su ponti mobili a sospensione.

Le ultime notizie confermano, infatti, che i lavoratori edili sono da considerarsi tra coloro che svolgono lavori pesanti perché sono a contatto con un ambiente rischioso sia sul fronte delle malattie professionali sia su quello degli infortuni. L’edilizia è, infatti, uno dei settori produttivi in cui gli infortuni si verificano costantemente. Se, dunque, questo nuovo ddl venisse approvato, anche queste categorie di lavoratori potrebbero andare in pensione a partire da 61 anni e 7 mesi avendo maturato 36 anni di contributi o a 62 anni e 7 mesi di età con 35 di contributi.

L’iter di discussione, e fino all’approvazione, di questo ddl si prospetta ancora piuttosto lungo. E se approvato sarebbe una novità per le pensioni che se da una parte rappresenterebbe un passo avanti per la tutela di determinate persone, dall’altra potrebbe apparire come l’ennesima iniziativa che potrebbe creare nuovi privilegi, considerando che ancora una volta sarebbe una soluzione per pochi e che non varrebbe in maniera universale per tutti.

In questi ultimi giorni si è tornato a parlare poi di assegno universale e a riportarlo in auge tra le novità per le pensioni che potrebbero essere approvate nel breve periodo è stato il ministro del Lavoro che ha detto che si tratta dell'unica novità che non andrebbe ad intaccare i conti pubblici, al centro dell'attenzione dell'Ue. Il ministro del Lavoro ha anche spiegato che per ulteriori novità per le pensioni di natura organica e strutturale bisognerà aspettare ancora un pò e che al momento sarebbero possibili solo soluzioni sostenibili dal punto di vista finanziario, condizione che non è di meccanismi come quota 100, mini pensioni, o quota 41 che richiede ulteriori fondi almeno inizialmente.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il