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Pensioni nuova mossa con novità deleghe per vincere elezioni amministrative e comunali incerte

Le possibili novità per le pensioni in vista delle prossime elezioni: quali gli iter previsti, tempi delle deleghe e costi dei diversi sistemi




PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME:  La strada per riuscire ad ottenere delle novità importanti per le pensioni è molto stretta ed irta in salita e tanti sono gli ostacoli come indicano le ultime notizie e ultimissime pur prendendo per buona la volontà politica che sembra esserci (seppur con diversi dubbi). A questo punto se non vi fosse neppure la possibilità di novità per le pensioni minime da intraprendere subito, si potrebbe dare una sorta di segnale molto importante con il "giochino" delle deleghe che pur con i tanti contrasti e problemi che pone, sarebbe comunque un passo in avanti.

All’indomani delle primarie del Partito Democratico che si tenute domenica scorsa a Roma e Napoli, e dopo quelle già tenutesi di Milano, ci si avvia alle prossime elezioni amministrative per la scelta di nuovi sindaci in città chiave dell’Italia. Le ultime notizie dipingono un quadro piuttosto caotico considerando gli squilibri e i nuovi assetti all’interno della maggioranza e che potrebbero avere diverse influenze sulla definizione di novità per le pensioni. Nelle prossime settimane l’obiettivo della maggioranza è quello di ristabilire ordine, proprio in vista delle prossime amministrative e non è escluso che proprio per conquistare nuova fiducia e nuovi consensi da parte dei cittadini, prima di allora decida di agire con una mossa a sorpresa che possa riguardare anche le novità per le pensioni suppur non sconvolgenti

Si tratterebbe di una mossa che punterebbe a colpire gli elettori anche se per ogni novità sia che si tratti di pensioni che imposte in progetto bisogna sempre fare i conti con i soldi che sono decisamente pochi. Una possibile apertura degli impegni per la realizzazione di novità per le pensioni potrebbe arrivare dalle deleghe, cioè lavorare tramite collegati alla prossima Manovra che, però, per diventare operativi dovrebbero metterci circa due anni, a differenze dei decreti attuativi che entrerebbero in vigore subito a partire dal prossimo anno, rispettando fondamentalmente l’impegno in agenda finora ufficiale o per meglio dire semi ufficiale che aveva fissato il capitolo pensioni per l'anno seguente

Nonostante il rinvio di due anni dei termini di arrivo delle novità per le pensioni concrete, comunque la delega rappresenterebbe un impegno della maggioranza vincolante all’approvazione di novità per le pensioni, anche se fino ad un certo punto, perché durante l'iter di discussione, le novità per le pensioni potrebbero cambiare costantemente, sia che si tratti di novità per le pensioni sia che si tratti dell’annunciato piano di taglio delle tasse per tutti, che porterebbe conseguenti aumenti degli stipendi per lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati stessi.

Nessuna certezza, dunque, di approvazione delle novità per le pensioni ma almeno un vincolo di impegno e la decisione di lavorare su una particolare novità piuttosto che su un’altra, anche in base alla disponibilità di risorse economiche. Ogni sistema, infatti, da quota 100, a mini pensione, quota 41, uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi o a 63 anni e sette mesi con almeno 20 anni di contributi, implica dei costi e proprio per colmare questi costi sarà necessario imporre penalizzazioni, diverse a seconda di quanti soldi servono per la sua realizzazione.

Per l’uscita a 62 anni con 35 anni di contributi servirebbero, per esempio, circa 1,5 miliardi di euro nel 2017, per poi salire a 2,5 miliardi di euro nel 2018 e a 3 miliardi nel 2019, e per recuperare questi soldi le penalizzazioni imposte sarebbero del 2% per ogni anno di anticipo in cui si decide fino ad un massimo dell’8%. Per l’uscita, invece, a 63 anni e sette mesi con almeno 20 di contributi e la maturazione di un importo minimo di 1.500 euro servirebbero circa 7 miliardi di euro e questa cifra richiederebbe penalizzazioni fino al 10%. Una cifra decisamente inferiore, circa 1,5 miliardi di euro, serve invece per quota 41.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il