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Pensioni nuovo slancio novità mini pensioni da attuare subito per ulteriori motivi preferita a quota 100, quota 41

Si torna a puntare sulla mini pensione come unica novità realmente fattibile al momento perché a costo zero: come sarebbe modulata e vantaggi




Dal primo gennaio 2016 l’età pensionabile è salita, passando da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, quattro mesi in più dunque per andare in pensione a causa dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, novità entrata in vigore con l’attuale legge pensioni. Si tratta di una regola che si vuole cambiare ormai da troppo tempo ma su cui non si riesce ad agire. Le ultime notizie poi sono piuttosto contrastanti: sembrerebbe, infatti, esserci la volontà di modificare l’attuale legge con novità per le pensioni che consentano a tutti di andare in pensione prima, seppur a fronte di penalizzazioni, ci sono le proposte di cambiamento, da piano di quota 100 a quota 41, a uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalità, a mini pensione, ma finora non è mai stato fatto nulla di concreto in tal senso.

Se diversi gruppi ed esponenti politici sostengono da tempo novità come quota 100 o quota 41, e il presidente del comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio continua a rilanciare sull’uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni del 2% per ogni anno in cui si decide di andare in pensione prima fino ad un massimo dell’8%, le ultime notizie tornano a concentrarsi soprattutto sulla mini pensione.

A rilanciare questa novità per le pensioni sono stati diversi tecnici, insieme al ministro del Lavoro, dopo averne valutato l’eventuale impatto economico. Il risultato è stata una previsizone a costo zero per le finanzie. Rispetto, infatti, alle altre novità per le pensioni in ballo, la mini pensione non costerebbe nulla, non avrebbe impatto sui conti pubblici, si potrebbe dunque fare subito e rappresenterebbe una mossa importante da parte dell’esecutivo per dimostrare che qualcosa di concreto sulle pensioni è stato fatto.

Strategia decisamente vincente in vista delle prossime elezioni. Secondo quanto modulato, la mini pensione non solo non toccherebbe i conti, su cui l’Ue punta particolare attenzione da sempre, ma permetterebbe ai lavoratori di andare in pensione due o tre anni prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e sette mesi, percependo un anticipo sulla pensione finale di circa 800 euro che, una volta raggiunti i normali requisiti, dovrà essere restituito e in tal caso la penalizzazione sull’assegno finale sarebbe del 4 o 5%. Si tratta dunque di una novità che non cambierebbe nulla dell’attuale legge e si porrebbe anche in un contesto di previdenza generale, come forma di aiuto e sostegno.

Resta, però, da capire se si tratta di una novità pensione che possa valere per tutti o soltanto per chi rimane senza lavoro ma non ha ancora maturato i requisiti richiesta per l’uscita definitiva. In ogni modo, considerando il suo stimato costo zero, potrebbe essere al momento l’unica misura da approvare per dare ai cittadini un segnale di concretezze, considerando anche che combine renne novità pensione con sostegno a chi si ritrova in difficoltà. La situazione sembrerebbe, dunque, semplice da chiudere ma ci si aspetta che, a meno di una sorpresa, la strada anche in tal senso sarà piuttosto lunga. L’unica via d’uscita rapida potrebbe essere la reale intenzione del premier di dimostrare di poter avere ancora fiducia nel suo operato e per dimostralo approvare questa novità che, come ben sappiamo, considerando che si riferisce alle pensioni tanto care ai cittadini, sarebbe decisamente ben accolta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il