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Pensioni prospettive e novità con il rientro di Bersani e D'Alema per quota 100, mini pensioni, quota 41

I possibili cambiamenti per le pensioni che potrebbero prospettarsi con rientro in campo di Bersani e D’Alema: eventuali novità e cosa aspettarsi




Lo scossone di quest’ultimo periodo che si è verificato all’interno della maggioranza del Partito Democratico sta portando alla ribalta nomi eccellenti: le ultime notizie confermano, infatti, un rientro in campo di Bersani e D’Alema, mossisi dopo gli squilibri che si sono verificati nell’ultimo periodo. E si tratta di nomi eccellenti che potrebbero portare decise influenze sull’attuazione, o meno, di novità per le pensioni. All’indomani delle votazioni sulle coppie di fatto e degli esiti delle primarie a Roma e Napoli, D’Alema D'Alema sembra aver preso sempre più le distanze dall’attuale Pd e dallo stesso premier, critico, seppur leggermente, nei confronti di alcuni operati dell’esecutivo stesso, dalle norme del Jobs Act alla cancellazione di Imu e Tasi, pronto a sostenere che la linea attuale Partito Democratico non sembra seguire quella originaria.

Proprio per questo cambiamento e le diverse novità verificatesi, D’Alema è ben consapevole che parte degli elettori stanno spostando i loro sostegni verso altri fronti, perché delusi dalle speranze che all’inizio Renzi rappresentava per tutti. Anche Pierluigi Bersani sembra prendere ormai le distanze dal premier, novità che dovrebbe portare ad una naturale scissione del Partito Democratico e che potrebbe portare a nuove alleanze da parte di Bersani con Sel e Sinistra Italiana, mentre il premier si concentra su altri compromessi, con Alfano, Scelta Civica, e non solo, per accaparrarsi i voti moderati di ex Forza Italia ed ex Pdl.

L’uscita di Bersani, come confermano le ultime notizie, potrebbe coinvolgere altri nomi illustri, da Gianni Cuperlo, all’ex capogruppo alla Camera Roberto Speranza. Questi possibili equilibri che si vanno prospettando potrebbero avere non poche ripercussioni sulle novità per le pensioni e la loro realizzazione potrebbe diventare ancor più difficile. Mentre parte della minoranza, tra cui il presidente del Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio, non sembra voler prendere le distanze dal premier e, soprattutto, continua a rilanciare sull’attuazione di novità per le pensioni soprattutto per una revisione dei requisiti di uscita, Bersani e D’Alema sono tra coloro che sono poi così favorevoli ad agire con novità per le pensioni.

Considerando però che la questione pensionistica è molto importante e rappresenta un pilastro per la tenuta del nostro sistema sociale ma anche un’urgenza da risolvere, migliorandola, è possibile che pur essendo contrari a cambiare l’attuale legge, possano agire con novità rivolte essenzialmente ad inserire piani di quota 100 o mini pensione, o quota 41 senza stravolgere l’impianto del sistema attuale ma moderandolo dando la possibilità, su base volontaria, a chi lo volesse, cioè, di andare in pensione prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e sette mesi.

E’ chiaro, infatti, vista l’età, che alcune categorie di lavoratori riescano con difficoltà a raggiungere i requisiti richiesti per cui andare in pensione prima potrebbe far tirare un sospiro di sollievo, pur a condizione di accettare decurtazioni sull’assegno finale, e, allo stesso tempo, potrebbero tirare un sospiro di sollievo anche i giovani che avrebbero maggiori possibilità di inserirsi nel mondo occupazione. A tutto vantaggio di un rilancio di produttività ed economia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il