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Indulto e amnistia: novità della settimana

Nuova calendarizzazione dei tempi di amnistia e indulto in sede di commissione Giustizia al Senato. Appuntamento a martedì.




Appuntamento al 15 marzo 2016 per la trattazione delle questioni amnistia e indulto in sede di commissione Giustizia al Senato. Si discuterà anche della proposta di legge che porta la firma dei senatori Manconi, Compagna, Corsini e Tronti. Stando al testo è concessa amnistia per tutti i reati per i quali è stabilita una pena detentiva non superiore a quattro anni, ovvero una pena pecuniaria, sola o congiunta. E comunque non si applica se l'interessato dichiari di non volerne usufruire. In parallelo, è concesso indulto nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10.000 euro per le pene pecuniarie, sole o congiunte alle pene detentive.

A detta dei relatori si tratta di misure che potrebbero avere un effetto sul sovraffollamento penitenziario, anche sul contenzioso giudiziario ma che saranno affiancate da modifiche al sistema penale sostanziale e processuale nonché all'ordinamento penitenziario. Cambiamenti, spiegano, capaci di eliminare le cause del sovraffollamento penitenziario. In tal senso sono invocate misure idonee a rendere il carcere l'extrema ratio e riportare la sanzione penale a ruolo di sanzione residuale, da riservare ai soli illeciti caratterizzati da maggiore disvalore sociale e giuridico, che la Costituzione e, in particolare, il principio del favor libertatis, le assegna.

Ai fini del computo della pena per l'applicazione dell'amnistia si ha riguardo alla pena stabilita per ciascun reato consumato o tentato; non si tiene conto dell'aumento di pena derivante dalla continuazione e dalla recidiva, anche se per quest'ultima la legge stabilisce una pena di specie diversa; si tiene conto dell'aumento di pena derivante dalle circostanze aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa o dalle circostanze a effetto speciale.

È concesso indulto nella misura non superiore a cinque anni coloro che risultino affetti dalla patologia derivante da HIV, diagnosticata, su base chimico-ematologica, da apposite Commissioni mediche istituite nell'ambito di ciascun istituto di pena, al secondo stadio dello standard definito dall'Organizzazione mondiale della sanità, e coloro che risultano affetti da gravi forme di epatite, da patologie oncologiche o da altre gravi malattie, diagnosticate dalle Commissioni mediche di cui alla lettera, incompatibili con il regime di detenzione carceraria. Il beneficio dell'indulto verrebbe revocato di diritto se chi ne ha usufruito commette, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un delitto non colposo per il quale riporti condanna a pena detentiva non inferiore a due anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il