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Pensioni inevitabili novità mostrate da sondaggi che indicano iniziativa nuova molto probabile per mini pensioni, quota 100

Come potrebbero trasformarsi in realtà le novità per le pensioni in discussione da mesi: gli ultimi sondaggi su andamento maggioranza dimostrano necessità di cambiamenti




PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME: Tutti i recenti sondaggi mostrano che l'attuale maggioranza non è così certa di vincere le elezioni amministrative e comunali e che una novità per le pensioni o per un altro tema parimenti importanti agli occhi degli elettori, come ad esempio, le imposte potrebbe essere presa. Indicazioni confermata anche dalle ultime notizie e ultimissime indiscrezioni.

Ricompattare la maggioranza, risolvere gli squilibri interni, procedere con la realizzazione di novità per le pensioni o anche con l’attuazione reale del piano di taglio delle tasse già annunciato e che porterebbe decisi aumenti degli stipendi per tutti come conseguenza: sono questi i primi passi necessari perché l’esecutivo si rimetta in riga dopo queste ultime settimane di concitazione. Le ultime notizie confermano che il Partito Democratico sta perdendo sempre più piede e consensi: dai sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani è emerso che il Movimento 5 Stelle ha superato la maggioranza ma la strada per 'il successo' è ancora lunga.

Solo una settimana fa, infatti, il Partito Democratico era dato per vincente. Ma le cose sembrano in continuo cambiamento. Il M5S, infatti, avrebbe il 52,2% delle preferenze contro il 47,8% del partito del premier e ad avere contribuito a questo sorpasso certamente l’esito delle primarie di Roma e Napoli con tutta la confusione che però essere hanno suscitato, tra brogli emersi in alcuni seggi di Napoli e le schede bianche gonfiate a Roma per aumentare l’affluenza ai seggi.

Anche la Lega è salita nelle intenzioni di voto degli italiani di un mezzo punto, passando dal 14,2% al 14,7%, mentre Forza Italia è scesa dall’11,2% al 10,6%. L’operato del premier è stato considerato insufficiente sia per quanto riguarda il capitolo immigrazione, sia per quanto riguarda lavoro, le cui nuove norme non sono state ben accette da tutti, e chiaramente pensioni, per cui occorre, come ormai si ribadisce da mesi, fare qualcosa per cambiare l’attuale legge. Si tratta, infatti, di una necessità sempre più conclamata soprattutto alla luce delle ultime notizie anche sul lavoro, che attestano un tasso di disoccupazione giovanile ancora elevato.

Insomma la situazione politica di caos e, a tratti di sospetta illegalità, certo non ha contribuito ad accrescere la visibilità del Partito Democratico come il migliore per guidare il nostro Paese. E alla luce di queste ultime notizie, è, dunque, chiaro come sia necessario fare qualcosa per dare una svolta a questo andamento che potrebbe portare solo e soltanto ad una caduta dell’esecutivo. E l’iniziativa, quasi inevitabile, che avrebbe il potere di far riconquistare alla maggioranza consensi e nuova fiducia è agire con novità sulle pensioni. Si tratta, infatti, di un tema particolarmente caro ai cittadini perché andrebbe a toccare concretamente la vita quotidiana di tutti, pensionandi e lavoratori, rendendo migliori condizioni che adesso sono considerate da tutti estreme.

E quale migliore soluzione per riprendere terreno se non quella di aprire nuove possibilità che trasformino in realtà piani di quota 100, mini pensione o uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino a un massimo di 8% o di uscita a 63 anni e sette mesi di età con almeno 20 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo del 10% quasi, meccanismi che, come si evince, pur a fronte di penalità anche elevate permetterebbero a tutti di scegliere di andare in pensione prima rispetto alla soglia di uscita attuale di 66 anni. Mettendo a punto soluzioni, magari a sorpresa, in vista delle prossime elezioni amministrative, l’esecutivo riuscirebbe a conquistare nuovi voti ma bisognerà poi vedere se eventuali promesse diventeranno realtà effettivamente al contrario di quanto accaduto finora, in cui si è sempre parlato di sistemi per cambiare le regole in vigore oggi e di novità per le pensioni rimaste sempre incompiute.

L'unica certezza che potrebbe avere dopo gli ultimi interventi del premier stesso è che non potrebbe esserci per ora alcun aumento delle pensioni minime, perchè Renzi ha ammesso che le risorse economiche necessarie per alzare gli assegni più bassi non ci sono, per cui palare di aumenti in questo momentonon è ancora possibile. “Ora non siamo in condizioni di farlo, ma - ha ribadito senza fornire ulteriori elementi - stiamo lavorando a un sistema di flessibilità”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il