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Pensioni resoconto novità riunione ieri e oggi pomeriggio Gruppo Pensioni per novità quota 100, mini pensioni, quota 41

Da domani, e fino a giovedì, nuovi incontri in Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio per novità pensioni: proposte e cosa aspettarsi




PENSIONI novità E PENSIONI ULTIME NOTIZIE ULTIMISSIME: E' avvenuto ed è terminato l'odierno incontro del Comitato Ristretto o meglio della Commissione sull'Occupazione e mercoledì e giovedì sono attese ulteriori due sessioni con temi e novità per le pensioni interessanti che si ampliano, almeno stando alle ultime notizie e ultimissime (che poi possono essere come spesso avviene smentite). Appena disponibile il resoconto delle novità odierne ve ne daremo immediata relazione.

Si prospettano tre giorni interessanti e importanti per quanto riguarda le discussioni su eventuali novità per le pensioni. Le ultime notizie confermano, infatti, che da domani, martedì 15 marzo, e fino a giovedì prossimo, sono in programma nuovi incontri del Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio per tornare a parlare dei cambiamenti necessari per la revisione dell’attuale legge pensioni, una novità che in questo momento più che mai, sia per la costante perdita di consensi da parte dell’esecutivo, sia per la disoccupazione giovanile ancora elevata, sembra davvero urgente e necessaria. Vediamo quali potrebbero essere le novità in via di definizione.

Pensioni novità quota 100: E’ il sistema che il presidente del comitato ristretto ha proposto già mesi fa e che sta cercando di portare avanti e inserire nel Testo Unico, in cui dovrebbe rientrare anche la quota 41. Si tratta, a detta di molti, del’unico sistema che permetterebbe davvero al lavoratore di scegliere quando andare in pensione, se, cioè, a 60 anni di età con 40 anni di contributi, o a 62 anni di età con 38 anni di contributi o a 63 anni di età con 37 di contributi, purchè, dunque, la somma di età anagrafica ed età contributiva dia come risultato 100, a fronte, chiaramente, di penalizzazioni.   

Pensioni novità mini pensioni: Nonostante sia stata rilanciata solo qualche tempo fa e il ministro del Lavoro ne abbia parlato con particolare entusiasmo, al momento il piano di mini pensione non sembra essere poi così tanto considerato al momento. Con la mini pensione, il lavoratore potrebbe andare in pensione due o tre anni prima rispetto alla soglia dei 66 anni e sette mesi oggi previsti, con penalizzazioni elevate sull’assegno finale, ma alleggerite dall’erogazione di una sorta di prestito, che potrebbe essere di circa 800 euro al mese, ma che il lavoratore stesso, una volta maturati i normali requisiti richiesti dovrà in parte restituire. Il ministro del Lavoro ne ha rilanciato l’importanza, perché si tratterebbe, a suo dire, dell’unico sistema che non richiederebbe l’impiego di ulteriori soldi e non graverebbe, dunque, sui conti pubblici. Secondo il ministro, infatti, sarebbe “l’unica soluzione che mette al riparo i conti pubblici, sotto stretta osservazione in questi giorni da parte della Commissione Europea per il rischio di un mancato raggiungimento degli obiettivi previsti per il 2016”.

Pensioni novità ricongiunzioni: Tra le novità per le pensioni di cui si parla da tempo, anche la cancellazione delle ricongiunzioni onerose, e semplificazione del cumulo, misura che il presidente dell’Istituto di Previdenza ha inserito nel suo piano pensioni presentato in accordo con l’esecutivo stesso, che avrebbe dovuto essere inserita nella scorsa Manovra ma per cui alla fine non si è fatto ancora nulla. Pur non trattandosi di un sistema di uscita prima con modifica dei requisiti oggi richiesti per andare in pensione, la ricongiunzione permette comunque al lavoratore di raggiungere prima i requisiti di uscita dal lavoro. Questo è il motivo per cui, come riportano le ultime notizie, sinistra riformista e sindacati chiedono novità per chi, avendo cambiato lavoro e versato contributi in enti diversi, vuole ricongiungere, appunto, tutti i contributi versati ma non deve essere costretto e sborsare somme onerose. La Gnecchi ha pertanto annunciato che nei prossimi giorni sarà chiesto all’Istituto di Previdenza di fissare un’audizione proprio sul tema delle ricongiunzioni, mentre i sindacati premono perché sia il ministro del Lavoro a fare qualcosa e anche in tempi brevi.

Pensioni novità quota 41: Il Comitato ristretto porterà avanti anche e certamente la proposta di quota 41, sempre avanzata dal suo presidente, e che permetterebbe a tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi e indipendentemente dall’età anagrafica. Il problema nasce dal fatto che se nel disegno originale sono previste penalizzazioni, secondo molti tali penalizzazioni non devono essere considerate, perché non sarebbe giusto penalizzare determinate categorie di lavoratori che sono tra quelle che hanno passato più tempo a lavoro iniziando a lavorare sin da giovanissimi, La quota 41 potrebbe rientrare nella nuova legge delega, ma secondo alcuni sarebbe una novità per le pensioni sbagliata perché andrebbe a creare ulteriori privilegi. A parte, infatti, coloro che hanno iniziato a lavorare sin da ragazzini, chi riesce ad accumulare oggi 41 anni di contributi per andare in pensione? E’ chiaro, dunque, come si tratterebbe dell’ennesima soluzione tampone che varrebbe solo per pochi, e considerando anche i costi che implicherebbe, potrebbe anche passare in secondo piano per il momento. La nuova legge delega per la revisione dell’attuale legge dovrebbe contenere novità per la pensione prima anche dei lavoratori del comparto edile, puntando a definire i requisiti di uscita dal lavoro in base all’attività svolta. E in quest’ottica, anche ai lavoratori del comparto edile, che sono sottoposti a continui sforzi dal punto di vista fisico, dovrebbero essere riconosciuti gli stessi requisiti per coloro che svolgono lavori pesanti, permettendo loro di andare in pensione a partire da 61 anni e 7 mesi avendo maturato 36 anni di contributi o a 62 anni e 7 mesi di età con 35 di contributi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il