Parità tra uomo e donna sul lavoro? Tra duecento anni secondo unao studio inglese

Se in Italia si parla molto di quote rosa, anche nel Regno Unito il divario tra uomini e donne, in numerose aree cruciali della vita sociale ed economica, è ancora smisurato, e non sarà colmato prima di due secoli. Sono le conclusioni di uno studio d



Parità tra i sessi? Ne riparliamo tra due secoli. Mentre in Italia si fa un gran parlare di quote rosa e di pari opportunità per uomini e donne - con il nascente partito Democratico che ne fa un punto d'onore e annuncia l'intenzione di riservare alle donne il 50 per cento delle candidature nelle proprie liste - in Gran Bretagna il divario tra i due sessi in numerose aree cruciali della vita sociale ed economica è ancora smisurato, e non verrà colmato prima di 200 anni. E' questa la conclusione di una ricerca svolta dalla Commissione Pari Opportunità (Eoc - Equal Opportunity Commission) britannica, per la quale esiste ancora un gap enorme tra la donna e l'uomo per quel che riguarda salario, salute, pensioni e sicurezza.

Secondo il rapporto, sono molte le istituzioni britanniche che non seguono l'evoluzione del ruolo della donna nella società. Anche in Inghilterra, paese storicamente simbolo della democrazia rappresentativa, ad esempio, le donne sono ancora una minoranza in Parlamento e nei consigli direttivi delle aziende. Non solo: il gentil sesso viene pagato meno, riceve pensioni più basse e continua a sobbarcarsi la maggior parte dei lavori domestici. Peggiora inoltre il cosiddetto "gap della sicurezza" per le donne, che in numero crescente hanno paura a tornare sole a casa di notte.

Presto o tardi, tuttavia, le cose si aggiusteranno, calcola la Eoc. Basta avere un po' di pazienza. Quanta? Al ritmo attuale, tra "appena" un quarto di secolo le donne percepiranno paghe uguali agli uomini nel part-time, mentre occorreranno 45 anni affinché le pensioni tra i due sessi si equiparino e, dato più clamoroso, 200 anni per raggiungere il traguardo della pari rappresentatività in Parlamento. Altro che quote rosa: "a questa velocità - osserva lo studio - i cambiamenti verso l'eguaglianza saranno dolorosamente lenti".

Il british way of life, d'altronde, è cambiato drasticamente nel corso degli ultimi trent'anni: rispetto al passato, evidenzia il rapporto, oggi i genitori si dividono più equamente il peso dell'educazione dei figli, mentre il lavoro, tanto degli uomini quanto delle donne, è divenuto estremamente più flessibile. Tuttavia, molti luoghi di lavoro, istituzioni e servizi sono rimasti fermi all'epoca in cui le donne stavano a casa, il che crea una barriera contro l'eguaglianza. E a farne le spese non sono solo le donne, poiché il rapporto osserva come anche gli uomini "soffrano" di questo mancato aggiornamento di tanti settori della società.

"Questi dati sorprendenti - è stato il commento di Jenny Watson, presidente della Commissione Pari Opportunità, che a ottobre verrà sciolta ed incorporata nella nuova Commissione per l'eguaglianza e i diritti umani - suggeriscono una realtà che non coincide con le aspirazioni di molte donne ed uomini. Viviamo nel mezzo di una rivoluzione sociale non finita. Oggi la maggior parte delle donne lavora, molti uomini non si definiscono più come coloro che portano il pane a casa, e entrambi i sessi lottano per trovare il tempo di cui hanno bisogno per occuparsi delle altre persone che fanno parte della loro vita. L'ineguaglianza colpisce ogni parte della nostra vita, dalle donne che hanno paura a girare sole di notte, agli uomini che hanno difficoltà a fissare un appuntamento dal medico, con conseguenze a lungo termine per la loro salute".

Nello studio, l'Eoc indica quindi i punti-chiave di questa sfida: ridurre il divario degli stipendi uomo-donna, dare migliore assistenza alle famiglie, e una condivisione equa del potere tra uomini e donne. Per Watson, "un Paese che manda le donne verso lavori pagati male, non sostiene adeguatamente le famiglie, e forza le persone che vogliono lavorare in maniera flessibile a scegliere lavori al ribasso paga un alto prezzo in termini di povertà infantile, famiglie che si sfasciano e bassa produttività. E' una sfida che il governo di Gordon Brown deve urgentemente affrontare".

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il
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