Riforma del lavoro: i contratti a tempo determinato saranno limitati, agevolazioni giovani e donne

Lavoratori parasubordinati, una definizione che la dice lunga sui privilegi di questa categoria di lavoratori atipici assimilati ai lavoratori dipendenti solo sul fronte dei doveri ma non su quello dei diritti



Lavoratori parasubordinati, una definizione che la dice lunga sui privilegi di questa categoria di lavoratori atipici assimilati ai lavoratori dipendenti solo sul fronte dei doveri ma non su quello dei diritti.
Tra i contratti atipici rientrano diverse tipologie di rapporti lavorativi, dai co.co.co. ai co.co.pro, passando per i contratti a tempo determinato e quelli di formazione. Ognuno con le sue modalità e oneri a carico dell’impresa ma tutti accomunati dalla temporaneità.

Se la riforma Biagi, disegnata e concepita con i migliori auspici di flessibilità, salvo alcuni necessari miglioramenti, ha proposto valide misure per l’inserimento di giovani lavoratori nel mondo professionale è altrettanto vero, come molti potranno testimoniare, che nel nostro paese si abusa largamente del lavoro interinale per sfruttare al meglio delle risorse senza offrir loro nulla in cambio in termini di prospettive di crescita.

A tal proposito sembrano intenzionati a cambiare lo status quo i sindacati che hanno recentemente proposto un limite al rinnovo dei contratti a tempo determinato. La proposta della Cgil presentata qualche giorno fa riguardava il passaggio obbligatorio al contatto a tempo indeterminato per quei contratti a tempo determinato rinnovati per 36 mesi, e, sebbene non sia stata approvata dal governo si è comunque raggiunto un accordo enucleato nel Protocollo su previdenza, lavoro e competitività.

Mercato del lavoro

Dopo 36 mesi di continui rinnovi contrattuali il dipendente avrà infatti diritto a stipulare un’ulteriore rapporto professionale presso la Direzione provinciale del lavoro competente, in modo da essere assistito da un rappresentante delle associazioni sindacali di riferimento. In caso contrario il lavoratore sarà assunto a tempo indeterminato.

Saranno esclusi da questa procedura i lavoratori in somministrazione che dopo un contratto superiore ai 6 mesi avranno precedenza sulle assunzioni a tempo indeterminato nei 12 successivi alla stipula del contratto (v. articolo).

Per quanto riguarda il lavoro a chiamata, previsto dalla legge Biagi, ”l’orientamento del governo e’ quello di procedere all’abrogazione”. Si attivera’ un tavolo con le parti sociali per esaminare ipotesi di part-time che corrispondano ad esigenza di attivita’ di breve durata per lavoratori e imprese.

Il protocollo prevede anche di affrontare le problematiche relative al lavoro a tempo parziale. I lavoratori che abbiano trasformato il loro rapporto a tempo pieno in part-time, dovranno avere il diritto di precedenza rispetto alle assunzioni a tempo pieno per le stesse mansioni. Saranno poi introdotti incentivi per i contratti a tempo parziale ”lungo” e incentivi per le trasformazioni di contratti a tempo pieno in tempo parziale su richiesta di lavoratori o lavoratrici che debbano svolgere compiti di cura (v. articolo).

Il fisco “interinale”

Per ridurre il costo del lavoro viene abolita la contribuzione aggiuntiva ora in vigore sugli straordinari, inoltre sarà istituito un fondo da 160 milioni di euro l’anno per tre anni con cui finanziare gli sgravi contributivi per aziende e lavoratori che stipulano contratti di secondo livello in cui si prevedono premi per aumenti della produttività e per i risultati dell’azienda. Il tetto dello sgravio sale dal 3% al 5% della retribuzione annua.

Aumenteranno inoltre i contributi Inps per i professionisti senza Albo, così detti autonomi, e lavoratori atipici con l’evidente intento di rendere più gravoso per le aziende l’onere da lavoro parasubordinato. Un obiettivo di prelievo del 26,5% (con aumenti di un punto percentuale all’anno a apartire dall’attuale 23,5%) peserà infatti sui 200 mila iscritti alla gestione separata Inps ricadenti nella categoria dei professionisti senza albo.
Saranno dunque investiti dalla riforma fiscale anche i 1,5 milioni di co.co.co e co.co.pro che gravitano intorno alla gestione separata.

Giovani

Per il triennio 2008-10 un fondo da 150 milioni di euro sarà a disposizione di chi ha carriere discontinue. Fornirà prestiti a tasso zero in grado di compensare cadute di reddito e anticipare i futuri stipendi. Inoltre ci saranno risorse per il microcredito rafforzando il prestito d’onore. Facilitata la totalizzazione dei contributi e il riscatto degli anni di università.

Sarà inoltre aumentato l’importo degli assegni di ricerca per i giovani ricercatori, mentre sul fronte riscatto della laurea sarà possibile ottenere una dilazione fino a 120 rate senza tassi di rteizzazione.

Donne

Per aumentare la partecipazione delle donne al lavoro saranno potenziati incentivi al part time e i servizi per l’infanzia. Sarà inoltre predisposta, almeno sulla carta, una corsia preferenziale per il microcredito ad attività innovative per giovani imprenditori. Una prevista riduzione del cuneo fiscale dovrebbe incentivare l’assunzione in rosa nel mezzogiorno mentre ci saranno sgravi fiscali per quanti concedano orari flessibile al personale femminile, per una maggiore conciliazione tra lavoro e famiglia.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il
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