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Pensioni interessanti novità e molte da Fondo Indigenza, Ballarò, sindacati in piazza per ultime su mini pensioni, quota 100

Gli appuntamenti di ieri che potrebbero preannunciare novità per le pensioni: quali sono stati, cosa si è detto e possibili cambiamenti




Ieri, martedì 15 marzo, è stata una giornata decisamente ricca di appuntamenti che hanno aperto a nuove prospettive per le novità pensioni e per i cambiamenti che potrebbero essere attuati alla legge in vigore. E le ultime notizie non fanno altro che confermare la necessità di agire con novità, anche se manca ancora una soluzione condivisa e le posizioni di esperti ed esponenti politici sono ancora diverse. Diversi, cioè, sono i punti di partenza delle novità attuare, tra chi punta sull’urgenza di anticipare i requisiti di uscita dal lavoro, scegliendo uno dei sistemi tra quota 100, mini pensione o quota 41, in base, ovviamente, ai costi che implicherebbe, chi, invece, vorrebbe partire dal taglio dei vitalizi dei politici e dalla riduzione delle tasse sulle pensioni.

Pensioni novità Ballarò e affermazioni Ospiti: Sono state diverse le questioni previdenziali affrontate ieri nel corso della puntata di Ballarò: tra gli ospiti l’esperto di previdenza Barbagallo, che da sempre punta ad una revisione dell’attuale legge, che tra le novità pensioni sostiene la quota 100 e che è tornato a chiedere all’esecutivo di rimettersi seriamente a lavoro per definire piani di prepensionamento, per trasformarli in realtà. Ma non solo: secondo Barbagallo bisognerebbe lavorare anche per diminuire la tassazione delle pensioni in Italia, considerando che, come confermano le ultime notizie, sono tassate il doppio rispetto a quanto accade negli altri Paesi. E ha infatti confermato: “Le pensioni in Italia sono tassate il doppio, la previdenza privata è tassata il doppio. Un detto Masai dice ‘I giovani sanno correre veloci, i vecchi conoscono la strada’. Insieme possiamo arrivare dove è giusto arrivare”. Presente al dibattito anche il giornalista Barisoni, evidentemente favorevole ad un taglio dei vitalizi dei politici che, se suo dire, non dovrebbero ricevere nulla di più della pensione che li spetta, considerando che svolgono un normale lavoro, che nulla ha di differente rispetto ad un’altra professione al termine della quale si percepisce quanto dovuto in base agli anni lavoratori. Barisoni ha infatti detto: “Per me i politici non dovrebbero neanche avere la pensione per il loro mandato. Fare il deputato è un servizio”. Riporta invece più attuale che mai la questione della inutilità delle soluzioni tampone e l’esigenza di novità per le pensioni universali per tutti la Bonafè che ha chiaramente detto: “Non possiamo fare provvedimenti spot per ogni singola situazione per risolvere il problema delle pensioni”, riprendendo in parte quanto già aveva annunciato tempo fa il ministro del Lavoro. Ma, date le ultime notizie, sembra si sia ancora ben lontani dalla definizione di una soluzione universale per tutti.  

Pensioni novità di Martedì: Anche la puntata di DiMartedì di ieri sera è stata piuttosto interessante. Tra gli ospiti l’ex premier Monti che, dopo l’intervento di qualche tempo fa dell’ex ministro del Lavoro fautrice dell’attuale legge tanto criticata, è tornato a spiegare i motivi che hanno portato l’allora esecutivo ad approvare una legge così rigida. A dettarla erano state le condizioni economiche, estremamente difficili, di quel periodo e mettere a punto norme di tal genere sembrava l’unica via da perseguire in quel momento. “Il sistema pensionistico fino a qualche anno fa scaricava oneri sulle generazioni futuri, era insostenibile. Abbiamo dovuto apportare delle modifiche. Non lo abbiamo reso perfetto, ma l'abbiamo migliorato, pur facendo aumentare l'età pensionabile”. L’allungamento dell’età di uscita è stato dunque nuovamente giustificato con un’esigenza di sostenibilità finanziaria necessaria, che, poi, nonostante critiche, polemiche e le ultime notizie sulla necessità di cambiamento, è quello che effettivamente l’attuale legge pensioni riesce a garantire. La soluzione, tuttavia, secondo Cofferati non sarebbe anticipare l’uscita per tutti, perché potrebbe non rivelarsi il meccanismo adatto e bisognerebbe prima valutarne, ovviamente, l’impatto economico. Per Cofferati, infatti, “La flessibilità in uscita è un diritto che si può costruire per chi deve ancora entrare nel mondo del lavoro. Ma non ha una efficacia particolare. È una soluzione usata da chi ha un altro reddito. È utile, ma non è un miracolo”. Occhi puntati invece sulla tenuta dei conti dell’Istituto di Previdenza, ed eventuali allarmi e conseguenze per novità per le pensioni, da parte di Martone e Belpietro: se per il primo “I conti iniziano a non tornare”, per il secondo “Si gioca molto con il fuoco, i conti non stanno bene e ogni giorno c'è una modifica”. Ma Belpietro è anche tra coloro che si dice favorevole all’approvazione di novità per le pensioni, d’accordo con i piani di uscita prima, se le risorse sono disponibili. “Sono favorevole alla flessibilità. Ma la flessibilità costa. È una scelta politica, di dove mettere i soldi”. Tra gli ospiti della puntata di ieri di DiMartedì anche il presidente della Commissione Lavoro Damiano. La sua posizione sulla questione pensioni è chiara e ormai ben nota: dopo aver messo a punto e proposto novità come quota 100, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, ma anche quota 41, continuamente chiesto all’esecutivo di dare concretezza alle novità per le pensioni da sempre in discussione, si è detto soddisfatto delle prossime manifestazioni organizzate proprio per sostenere modifiche pensionistiche. Ha infatti espresso soddisfazione per “la mobilitazione sindacale del 2 aprile per sostenere anche il tema della flessibilità. Dal mondo del lavoro si può uscire prima. E sono altresì contento di come la flessibilità sulle pensioni sia diventato un tema centrale, noi per primi avevamo depositato una legge in questo senso”.

Pensioni novità manifestazione unitaria sindacati: I sindacati hanno organizzato, per il prossimo 2 aprile, una grande mobilitazione, che si svolgerà con manifestazioni in diverse città, contro l’attuale legge pensioni, per chiedere nuovamente e con forza all’esecutivo di cambiare le norme in vigore con novità capaci di sostenere anticipo della pensione finale e , allo stesso tempo, il rilancio dell’occupazione. I sindacati chiedono, in particolare, come confermano le ultime notizie, novità concrete per il sistema previdenziale, la necessità di ristabilire un equilibrio sociale al suo interno, soluzioni per anticipare l’uscita dal lavoro, e la quota 41 senza alcun adeguamento all’aspettativa di vita, meccanismo previsto dall’attuale legge che ogni due anni, in base appunto all’allungamento dell’aspettativa di vita Istat, prevede un aumento dell’età pensionabile di tre, quattro mesi. Per i sindacati si tratta di richieste urgenti che non possono più essere rimandate.

Pensioni novità prima riunione per Fondo Indigenza, cosa è stato, resoconto: Sono iniziate le riunioni sul Fondo Indigenza che, come hanno confermato le ultime notizie, prevede anche misure per le pensioni, soprattutto in riferimento alla revisione dei trattamenti assistenziali e previdenziali a favore di chi si ritrova in condizioni di difficoltà. Secondo quanto previsto, infatti, l’erogazione di tali trattamenti, ad esclusione, e ci teniamo a sottolinearlo, delle pensioni alle vedove, dovrebbe essere legato al valore dell’Isee familiare. Dalle prime riunioni è emersa la necessità di volgere uno sguardo particolare al mezzogiorno dove le condizioni di vita della maggior parte delle famiglie sono effettivamente di evidente difficoltà. Ma non solo: altra necessità emersa è quella della divisione, di cui da tempo si parla, si spesa assistenziale da spesa prettamente pensionistica, operazione che porterebbe a grandi risparmi da investire, successivamente, nella definizione di novità per le pensioni positive.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il