Carifirenze: acquisizione da parte di Intesa SanPaolo può procedere

Disco verde per l’acquisizione di Carifirenze da parte di Intesa Sanpaolo. I consigli d’amministrazione della banca milanese e dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze hanno approvato con verdetto unanime l’operazione



Disco verde per l’acquisizione di Carifirenze da parte di Intesa Sanpaolo. I consigli d’amministrazione della banca milanese e dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze hanno approvato con verdetto unanime l’operazione. Secondo l’accordo, Intesa Sanpaolo acquisirà il 40,3% del capitale sociale di Carifirenze detenuto da Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Fondazione Cassa di Risparmio di La Spezia e Sofibar tramite permuta con 399 milioni di azioni ordinarie proprie che saranno acquistate sul mercato nei due mesi successivi al varo del buyback, previsto tra la fine di settembre e i primi di ottobre. Il rapporto di scambio è pari a 1,194 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo per ogni azione Carifirenze.

L’operazione consentirà alle Fondazioni di acquisire una partecipazione di Intesa Sanpaolo pari a circa il 3,3% e di salire così al 4%, diventando uno dei grandi azionisti del gruppo milanese. Da parte sua, quest’ultimo, per effetto della quota già posseduta nell’istituto fiorentino, pari al 18,6%, arriverà a detenere il 58,9% del capitale, con conseguente obbligo di lanciare un’opa sul resto del capitale (41,1%) che avverrà in contanti al prezzo di 6,73 euro per azione e dovrebbe partire a dicembre per concludersi a gennaio 2008.

La banca guidata da Corrado Passera potrà in questo modo consolidare la sua presenza nel centro Italia (salendo dal 5 al 20% del mercato in Toscana), dove controllerà e coordinerà 12 aziende di credito e 900 sportelli. A regime, cioè nel 2010, sono attese sinergie per circa 185 milioni di euro, derivanti per il 65% da risparmi nei costi e per il 35% da ricavi aggiuntivi. Di ammontare analogo saranno gli oneri di integrazione. Gli azionisti di Intesa Sanpaolo vedranno inoltre una crescita dell’utile per azione stimato dal “consensus Ibes” al 2010 pari al 3,4%.

L’annuncio dell’operazione è stato accolto positivamente dai principali broker. I termini dell’acquisizione sono risultati migliori delle attese degli analisti di Csfb i quali hanno confermato la raccomandazione ‘outperform’ con target price a 6,80 euro, inserendo il titolo tra i ‘top pick’ in Italia. Anche se il Tier 1 si riduce in questo modo di 100 punti base, il ratio resta comunque “intorno al 6,5%-7%, che è un ottimo livello” e che potrebbe comunque subire un incremento di 20 bps grazie alla vendita della quota del 50% di Findomestic. Sostanzialmente analogo il giudizio espresso da Ubs che ha inoltre sottolineato l’impatto positivo sull’Eps 2009, stimabile intorno al 2,4%, confermando il precedente ‘buy’, con prezzo obiettivo a 6,40 euro.

Una voce fuori dal coro è quella di Cheuvreux. Il broker francese ritiene infatti che il prezzo pagato per l’acquisizione sia troppo elevato. “A 6,73 euro per azione Intesa SanPaolo sta pagando 26 volte il P/E 2007 e 23 volte il P/E 2008″ spiegano gli esperti che, anche alla luce dei numeri troppo aggressivi riguardo alle sinergie ottenibili, hanno rivisto al ribasso le stime dell’utile per azione dell’istituto milanese del 4% (5,5% escludendo Carifirenze). Il target price è passato così da 6,5 euro a 5,8 euro. Confermato il rating ‘outperform’.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il