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Pensioni usranti, precoci ultime novità: difficoltà nuove appaiono per mini pensioni, quota 100, quota 41

Quali sono gli ostacoli che bloccano la realizzazione di novità per le pensioni, cosa fare e previsioni: posizioni e proposte




La revisione della spesa pubblica, qualche mese fa sotto accusa per non essere stata come inizialmente calcolato, ha portato a tagli di 25 miliardi di euro e, secondo le ultime notizie, difficilmente si potrà andare oltre al momento. E questo nuovo blocco rappresenta un importante ostacolo all’attuazione di novità per le pensioni. Dallo scorso anno, infatti, si dice che i risparmi previsti dalla revisione della spesa pubblica avrebbero potuto essere fondamentali per l’approvazione di successive novità per le pensioni positive per tutti, ma evidentemente su questo piano di lavoro ci si è arenati. Le difficoltà economiche del nostro Paese, del resto, impediscono una programmazione di risparmi e spese precise e puntuali, per cui al momento non è ancora possibile definire modifiche pensionistiche che, spesso, sono state messe in secondo piano rispetto a provvedimenti considerati prioritari.

A far svanire le ulteriori speranze di vedere realizzate novità per le pensioni la bocciatura del disegno di legge che chiedeva il ricalcolo contributivo degli assegni più alti. In settimana, infatti, il Comitato Ristretto per le pensioni a Montecitorio ha detto no a questa novità, per problemi tecnici di ricalcoli eventuali, come ha spiegato il presidente, impedendo la possibilità di recuperare nuovi risparmi. Se approvata, infatti, questa misura avrebbe permesso di poter recuperare soldi che avrebbero potuto essere successivamente investiti per mettere in atto le novità per le pensioni finora richieste.  

E se l’ostacolo più grande alla realizzazione di novità per le pensioni, come hanno ultimamente ribadito le ultime notizie, è il netto no da parte di Bruxelles che non è mai stata favorevole a modifiche della nostra legge pensionistica e ha aperto solo alla possibilità di introduzione dell’assegno universale, considerando, però, che esiste già in quasi tutti gli altri Paesi europei, unico motivo per cui ne sostiene l’approvazione anche in Italia, ad accompagnarla oggi ci sono le nuove posizioni di Ministero dell’Economia e del Lavoro che più che pensare a reale novità per le pensioni sembrano più orientati alla definizione delle misure per il welfare.

La dimostrazione arriva dalle ultime posizioni degli stessi responsabili dei Dicasteri: il ministro dell’Economia continua chiaramente a dire no a modifiche dell’attuale legge pensioni, sostenendo, però, l’assegno universale, di tipo comunitario, come aiuto per coloro che, causa crisi, si ritrovano in gravi difficoltà; mentre il ministro del Lavoro, con le ultime dichiarazioni, ha fatto chiaramente intendere il suo appoggio a misure di sostegno sociale, dall’assegno universale alla mini pensione che, così come modulata dal Dicastero dell’Occupazione, sembrerebbe una sorta di prolungamento dell’Asdi. Per il ministro, infatti, dovrebbe essere erogata per andare in pensione due o tre anni prima solo a chi rimane senza lavoro e collegata, inoltre, a politiche attive per il lavoro, e prevederebbe l’erogazione di 800 euro al mese fino al raggiungimento della pensione normale e una volta raggiunta dovrebbe essere restituito con piccole penalizzazione da calcolare sull’assegno finale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il