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Pensioni ritorna novità mini pensioni subito con diverse varianti e il confronto con quota 100, quota 41

Cosa prevede il sistema di uscita con mini pensione, posizioni, favorevoli e contrario e come è cambiato nel tempo: parecchie le differenze con quota 100 e 41




Si è tornati a parlare ormai da giorni della novità della mini pensione per una revisione dell’attuale legge, ma le ultime notizie confermano cambiamenti dell’impostazione di questo sistemo da quando è stato proposto per la prima volta e fino ad oggi. E non tutti ne sono favorevoli.

Pensioni novità metodo mini pensioni secondo Ministero del Lavoro: Il ministero del Lavoro inizialmente aveva parlato della possibilità di approvare il piano di uscita prima con mini pensione per tutti, permettendo a tutti di andare in pensione due o tre anni prima rispetto alla soglia di 66 anni e sette mesi richiesti oggi, con piccole penalizzazioni sull’assegno finale. Recentemente, invece, nell’ottica di definizione di prestazioni sociali, l’intenzione sarebbe quella di iniziare ad erogare questa mini pensione solo a chi rimane senza lavoro, come se si trattasse di una sorta di prolungamento dell’Asdi per i disoccupati, mantenendo comunque lo stesso meccanismo con minime decurtazioni finali.

Pensioni novità sistema mini pensioni per opposizione interna: La mini pensione messa a punto dall’opposizione interna prevede la possibilità, per tutti e non solo per chi resta senza lavoro come invece rilanciato dal Ministero del Lavoro, di andare in pensione due o tre anni prima rispetto ai 66 anni, percependo una sorta di accompagnamento alla pensione finale che una volta raggiunta dovrà essere restituito attraverso decurtazioni minime sulla pensione finale.

Pensioni novità norma mini pensione per Istituto di Previdenza: Non è mai stata tra le misure contemplate dall’Istituto di previdenza per una revisione dell’attuale legge la novità della mini pensione. Piuttosto, considerando questa possibilità di uscita prima dal lavoro come il Ministero del Lavoro, nell’ambito di aiuti sociali, è stato invece messo a punto l’assegno universale che andrebbe erogato già agli over 55 che restano senza lavoro ma non possono ancora andare in pensione.

Pensioni novità piano mini pensione per Comitato ristretto: Vi è però un’altra variante della mini pensione, resa nota solo qualche mese fa, riproposta dal Comitato ristretto, d’accordo col piano dell’opposizione interna ma che potrebbe trovare ulteriori finanziamenti facendo ricorso alle imprese e alle banche o ad entrambe, così come aveva proposto ben tanto tempo fa l’ex ministro Giovannini. In vista, infatti, della Manovra dello scorso dicembre, era circolata una nuova ipotesi di mini pensione con la partecipazione delle aziende, che avrebbe ridotto l'intervento statale sarebbe e aumentato l’erogazione di questa mini pensione a carico dell’impresa nei confronti dei lavoratori che avessero deciso di andare in pensione prima. Una volta poi raggiunti i normali requisiti, esattamente come previsto dal sistema ormai ben noto, il lavoratore avrebbe dovuto restituire quanto percepito precedentemente all’azienda. Si tratta, come ben prevedibile, però, di una novità che sembra difficile da realizzare, innanzitutto perchè non coverebbe alle piccole imprese e poi perché la scelta del lavoratore di andare prima in pensione dovrebbe essere strettamente collegata alla volontà dell’azienda di procedere ad un turn over o diminuire il personale. Anche secondo questo schema, però, il lavoratore che scegliesse di andare in pensione prima percepirebbe un anticipo di circa 800 euro al mese e l’impresa, oltre che pagare parte di questo anticipo, dovrebbe anche continuare a pagare i contributi previdenziali del lavoratore fino al raggiungimento dei naturali requisiti richiesti che, un a volta raggiunti, obbligheranno il lavoratore a restituire l’anticipo percepito ma sempre con detrazioni minime sull’assegno finale.

Novità pensioni quota 100 e quota 41: Rispetto alla mini pensione, le possibilità di uscita prima con la quota 100 e la quota 41 sono decisamente diverse. Il piano di uscita con quota 100 prevederebbe l'uscita dal lavoro esattamente come avveniva con le vecchie regole della pensione di anzianità ma con qualche anno in più. Questo meccanismo prevede la possibilità di andare in pensione, lasciando al lavoratore la facoltà di scegliere quando, purchè la somma tra età anagrafica ed età contributiva abbia come risultato finale 100. Ciò significa che il lavoratore potrebbe decidere di andare in pensione a 62 anni di età con 38 anni di contributi, a 63 anni di età con 37 anni di contributi e così via. Nella variante proposta dalla Lega, i requisiti di uscita sarebbero di 58 anni di età con 42 anni di contributi. Poi, prima della presentazione della scorsa Manovra, la quota 100 è stata proposta in una variante sperimentale accompagnata dalla mini pensione: in questo caso, il lavoratore avrebbe potuto scegliere cioè di andare in pensione in base ai requisiti scelti per la quota 100, pagando le relative penalizzazioni che però sarebbero state alleggerite dall'erogazione di una mini pensione. Anche in questo caso, una volta raggiunti i requisiti pensionistici attualmente richiesti, il lavoratore avrebbe dovuto restituire l'anticipo ricevuto sotto forma di prestito con piccole decurtazioni sull'assegno finale. Passando, invece, alla quota 41, come suggerito, si tratta di un sistema, che consentirebbe a tutti i lavoratori di andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica e sempre accompagnata da penalità.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il