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Pensioni, ultime novità pensioni anticipate, usuranti, precoci, mini pensioni, flessibilità

Tutte le possibilità sul tavolo dell’esecutivo per cambiare l’attuale legge pensioni, novità e cosa prevedono: regole e norme da rivedere




Tra nuovi piani a sorpresa, tra taglio tasse e cancellazione del bollo auto, nuove proposte per cambiare l’attuale legge pensioni e novità dell’ultimo minuto, sono diverse le possibilità di cambiamento dell’attuale legge. Vediamo le varie possibilità.

Pensioni novità mosse a sorpresa premier: Dopo le recenti dichiarazioni del ministro dell’Economia sui costi della revisione della spesa pubblica, che, come ha dichiarato, ha tagliato 25 miliardi di euro e per cui al momento è difficile superare questa cifra, è chiaro come le novità per le pensioni potrebbero essere ancora una volta bloccate. Insieme infatti alla conclamata contrarietà dell’Europa, continuano a mancare le risorse economiche necessarie per attuare modifiche e cambiamenti e sembra che gli impegni si stiano concentrando più su misure del welfare, dall’assegno universale, anche di tipo comunitario, alla mini pensione come modulata dal Dicastero dell’Occupazione che potrebbe essere vista come una sorta di prolungamento dell’Asdi per i disoccupati, che su vere e proprie novità per le pensioni. E in questo quadro ci si potrebbe attendere una mossa a sorpresa da parte del premier in vista delle prossime elezioni, cosa che potrebbe profilarsi in settimana o comunque nei prossimi 15 giorni. Si tratta di novità che ancora una volta non interesserebbero le pensioni ma piuttosto un piano di revisione delle tasse, come già annunciato dal premier. E che prevederebbe non solo l’anticipo del taglio dell’Ires, che sarà seguito da quello dell’Irpef, e il congelamento dell’Iva per tre anni, ma anche, come riportato dalle ultime notizie, la possibile cancellazione definitiva del bollo auto, tassa tanto odiata dagli italiani. A queste probabili novità si aggiunge la detassazione, già approvata, dei premi produttività per il lavoratori. E, inoltre, è anche possibile che tre le mosse a sorpresa del premier spunti un nuovo bonus fiscale che dovrebbe valere per i pensionati che percepiscono pensioni minime.

Pensioni novità sistemi uscita anticipata e flessibilità: Sono diverse le proposte di cambiamento dell’attuale legge pensioni per una maggiore flessibilità, da quota 100 a quota 41 a uscita con 62 anni di età e 35 anni di contributi e penalizzazioni, o uscita a 63 anni e sette mesi di età con 20 anni di contributi e penalizzazioni in questo caso elevate. Quella che sembra piacere di più ai pensionandi è la quota 100, soluzione che lascerebbe effettivamente ai lavoratori la possibilità di scegliere quando andare in pensione, partendo da 60 anni di età con 40 anni di contributi, o 61 anni di età con 39 anni di contributo, 62 anni di età con 38 anni di contributi. Secondo la proposta della Lega Nord la quota 100 dovrebbe prevedere l'uscita con 58 anni di età e 42 di contributi. Il presidente del Comitato ristretto per le pensioni, sostenuto dalle forze sociali, punta ancora sulla quota 41, che prevede l’uscita per tutti con 41 anni di contributi per tutti, indipendentemente dall’età anagrafica, soluzione che sarebbe particolarmente vantaggiosa per i precoci che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi. Passando all’uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi, le penalizzazioni sarebbero del 2% per ogni anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro fino ad un massimo dell’8%; che salirebbero al 10% nel caso dell’uscita a 63 anni e sette mesi con almeno 20 anni di contributi.

Pensioni novità metodo mini pensioni: Rilanciata in questi ultimi giorni, la mini pensione, per alcuni, sembra essere la novità per le pensioni più fattibile. Diverse sarebbero, però, le varianti che, come confermano le ultime notizie, sono state proposte. Il ministero del Lavoro aveva, inizialmente, proposto la mini pensione per tutti, permettendo a tutti di andare in pensione due o tre anni prima rispetto alla soglia di 66 anni e con lievi penalizzazioni sull’assegno finale. Ma nell’ultimo periodo, in prospettiva di definizione di aiuti sociali, ha riproposto la mini pensione solo a chi rimane senza lavoro, come se si trattasse di una sorta di prolungamento dell’Asdi per i disoccupati. In ogni caso, prevederebbe l’erogazione anticipata di 800 euro al mese fino a quando il lavoratore non matura i  normali requisiti richiesti e una volta raggiunti dovrà restituire quanto percepito anticipatamente con decurtazioni minime però sull’assegno finale. Diversa la proposta dell’opposizione interna, che prevede la possibilità di andare in pensione prima con la mini pensione per tutti e non solo per chi resta senza lavoro. E se questa novità per le pensioni non è mai rientrata tra le misure di modifica dell’attuale delle dell’Istituto di Previdenza, qualche tempo fa il Comitato ristretto ne ha presentato una nuova variante, con finanziamenti derivanti da imprese e banche o entrambe. Si tratta di una ipotesi che era stata modulata dall’ex ministro Giovannini e prevedeva la mini pensione con la partecipazione delle aziende, per ridurre l’intervento statale nei confronti dei lavoratori che avessero deciso di lasciare prima il lavoro. Ma anche in tal caso, una volta poi raggiunti i normali requisiti, il lavoratore avrebbe dovuto restituire all’azienda quanto percepito prima con penalizzazioni sulla pensione finale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il