Pensioni ultime notizie: la novità per sparigliare le carte di Boeri per ottenere quota 100, quota 41, mini pensioni

L’ultima mossa del presidente Boeri dopo le novità già messe in atto per iniziare a cambiare le pensioni: al via sistema di simulazione del futuro pensionistico

Pensioni ultime notizie: la novità per s


Lo scorso autunno, il presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri ha presentato, d’accordo con l’esecutivo, il suo piano con novità per le pensioni in cinque punti, da assegno universale, a piano di anticipo dell’età pensionabile, a armonizzazione e unificazione dei trattamenti previdenziali, alla possibilità di continuare a versare i contributi anche una volta maturata la pensione finale. Prima di mettere a punto tale piano, anticipato lo scorso luglio, Boeri è stato l’unico a dare il via all’attuazione di novità concrete per le pensioni, mettendo in atto i provvedimenti della cosiddetta operazione trasparenza. Ha, quindi, deciso di pubblicare sul sito dell'Istituto di Previdenza il monitoraggio dei flussi di pensionamento del 2014 e del primo semestre di quest'anno dei lavoratori atipici, da cui è emerso un vero e proprio disagio sociale; ha messo a punto i sistema di calcolo automatico della pensione online per i lavoratori attraverso il servizio La Mia Pensione. Ma non solo.

L’anno scorso ha anche deciso di bloccare le erogazioni del Tfr maturato nel periodo di Cassa Integrazione e mobilità per 42 piloti che ricevevano contemporaneamente l’indennità della cassa integrazione e un regolare, nonché consistente, stipendio; ha predisposto controlli serrati su tutte le gestioni speciali; e ha rivelato le realtà sulle pensioni gonfiate dell’Inpdap. Dopo questi interventi susseguiti nel corso degli scorsi mesi, l’ultima mossa di Boeri è l’annuncio dell’invio delle buste arancioni che saranno recapitate a ben 7 milioni di contribuenti e che metteranno chiaramente neo su bianco situazione attuale e previsione pensionistica di ogni lavoratore.

L’idea di fondo di questa novità è far capire agli italiani la gravità della situazione in cui versano sia i pensionandi sia i giovani di oggi, in modo tale da continuare a fare pressing perché si decida di cambiare il nostro sistema pensionistico. Questa novità che riceveranno gli italiani permette di fare una simulazione del proprio futuro pensionistico e calcolare, in base alle norme vigenti, quando si potrà andare in pensione, quanto si percepirà e un'altra serie di risposte che, secondo le previsioni, non faranno gioire i cittadini. Secondo Boeri, si tratta di un sistema pensato per aumentare la consapevolezza previdenziale dei lavoratori italiani e che partirà dalla seconda settimana di aprile.

La comunicazione, che interesserà al momento solo i lavoratori privati mentre per i dipendenti pubblici si sta lavorando per la definizione di un sistema di invio della simulazione insieme al cedolino, conterrà un prospetto dell'estratto conto contributivo e la simulazione di base. Per leggere tale comunicazione i  cittadini dovranno richiedere lo spid, nuovo pin unico che permette di accedere a tutti i servizi online, compreso quello di simulazione della propria pensione futura. E', infatti, importante per il presidente dell'Istituto che i contribuenti italiani abbiano contezza del loro futuro, di ciò che gli sarà dovuto in base ai contributi versati e di cosa potrebbe eventualmente cambiare se venissero approvate determinate novità. E ha nuovamente invitato l'esecutivo a non rimandare oltre la definizione di novità per le pensioni che si stanno rendendo sempre più necessarie, soprattutto alla luce delle ultime notizie su occupazione e condizioni economica generale del nostro Paese. Non rilancia su sistemi come quota 100 o mini pensioni, apre alla quota 41, ma punta sull’uscita prima a 63 anni e  sette mesi di età con almeno 20 anni di contributi e un assegno pari o superiore a 1.500 euro al mese, accompagnata sempre da penalizzazioni.

In questo caso, le penalità sarebbero elevate, quasi del 10% ma perché, secondo le stime, per attuare questo piano servirebbe un impiego iniziale di circa 10 miliardi di euro recuperabili, chiaramente, solo attraverso l’imposizione di penalità a carico del lavoratore stesso. Le previsioni, tuttavia, non lasciano al momento ben sperare su futuri interventi di cambiamento delle pensioni in tal senso e la strada per l’attuazione delle novità richieste sembra ancora decisamente lunga nonostante sia chiara l’urgenza dei cambiamenti. Bisogna, infatti, ancora capire quale sia il sistema migliore di cambiamento e il più sostenibile per non andare ad intaccare i conti pubblici dello Stato.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il