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Banche non sicure e a rischio, ulteriori 50 banche credito cooperativo. Lista aggiornata nuova marzo 2016 dopo Padoan indicazioni

I numeri sono stati rivelati dal capo della vigilanza di Banca d'Italia: 50 Banche di credito cooperativo sono a rischio.




A rivelarlo è il numero uno della vigilanza di Banca d'Italia, Carmelo Barbagallo: sono 50 le Banche di credito cooperativo a rischio. A suo dire la componente più fragile del settore è individuabile nelle Bcc "che presentano contemporaneamente coefficienti di capitale più bassi e tassi di copertura inferiori a quelli medi del sistema bancario nazionale". In ogni caso, Banca d'Italia ha dato il suo parere positivo alle modifiche sulla riforma del credito cooperativo apportate dalla commissione Finanze di Montecitorio al testo del decreto banche.

A detta di Barbagallo, "nell'iter parlamentare di conversione del decreto sono stati approvati taluni emendamenti, alcuni dei quali particolarmente importanti, attinenti alla governance e al capitale della capogruppo nonché alla cosiddetta way out per le Bcc che non vogliano aderire a un gruppo. Si tratta di miglioramenti che, se definitivamente confermati, rafforzerebbero di molto l'efficacia della riforma".

Diverso è il caso delle banche sotto pressione in Borsa, che comprende FinecoBank, Banco di Sardegna, Credito Emiliano, Banco Desio e della Brianza, Banca Sistema, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare Emilia Romagna, Credito Valtellinese, Ubi Banca, Unicredit, Banco Popolare, Banca Carige, Banca Monte dei Paschi Siena. Letteralmente banca cattiva è una società costituita per ricevere crediti anomali. Viene creata dagli istituti bancari in difficoltà che non riescono a smaltire grandi quantità di titoli tossici.

La situazione delle banche è da molti mesi nel mirino dell'opinione pubblica. I non performing loans (prestiti non performanti) sono attività che non riescono più a ripagare il capitale e gli interessi dovuti ai creditori. Si tratta di crediti per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza che per ammontare dell'esposizione. Sono chiamati anche crediti deteriorati e sono quelli sui quali occorre innalzare il livello di attenzione.

Per cercare di contenere l'impatto su risparmiatori e per salvare le banche sono entrate in vigore nuove regole a livello europeo, che si affiancano al quantitative easing (alleggerimento quantitativo), lo strumento di politica monetaria messo in atto dalla Banca centrale europea. L'Eurotower sta comprando sul mercato secondario titoli emessi dai governi o dalle istituzioni europee. I titoli di debito pubblico sono acquistati in proporzione alle quote del capitale della Bce detenute dalle rispettive banche centrali nazionali, allocando gran parte del rischio sui singoli istituti nazionali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il