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Pensioni strategie, novità e affermazioni Poletti, Nannicini, Padoan, Boeri per accordo Europa su mini pensioni,quota 41,quota 100

I nuovi interventi di Nannicini, Padoan, Boeri, Poletti su novità pensioni e sistemi per convincere Europa della convenienza di cambiamenti




Pensioni novità pensioni e ultime notizie, ultimissime:  Sono diverse le opinioni sulle novità per le pensioni, ma se c'è ne è una caratterizzante nelle ultime notizie e ultimissime, è il ruolo dell'Europa, vero o falso che sia, che ci dovrebbe dare il consenso a dei cambiamenti che siano quota 100, quota 41, mini pensioni o altri metodi. Usiamo il vero e falso che sia, perchè per altre decisioni come il taglio dell'Imu l'Europa era contraria, ma si è proceduto ugualmente. Ora, comunque, dalle affermazioni di dievrsi importanti esponenti non solo si parla di Europa come ostacolo da superare, ma finalmente anche come si può superare tale presunto (lo ripetiamo ostacolo)

All’indomani del vertice europeo in cui non è stato il tema delle pensioni e di eventuali novità che potrebbero essere approvate, le ultime notizie tornano a ribadire le posizioni di autorevoli esponenti dell’esecutivo e del presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri sulla questione previdenziale. Mente personalità come Boeri stesso e il sottosegretario alla presidente del Consiglio, nonché amico e collega proprio di Boeri, continuano a dirsi dalla parte dell’approvazione di novità per le pensioni, tra l’altro sempre più urgenti, dall’altra ci sono i ministri di Economia e Lavoro che invece sono ancora ben lontani da esprimere totale appoggio a novità per le pensioni.

Nannicini, qualche giorno fa, ha detto, sostenendo in parte quanto sempre dichiarato da Boeri, che si potrebbe far passare qualcosa sulle pensioni, dimostrando all’Europa, con diversi studi e calcoli, che i costi che dovrebbero essere inizialmente impiegati potrebbero essere facilmente recuperati dall’imposizione di penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di andare in pensione prima. Ma ogni piano di uscita prima, oltre a permettere il recupero di soldi e ma anche l’accumulo di nuovi risparmi nel lungo periodo, permetterebbe anche di rilanciare, come più volte detto, l’occupazione giovanile.  

Decisamente diversa la posizione del ministro dell’Economia Padoan che, da sempre contrario a novità per le pensioni, ha soltanto aperto alla possibilità di introduzione dell’assegno universale come unica misura che l’Europa potrebbe effettivamente far passare, soprattutto per il fatto che si tratta di una prestazione sociale già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei ma che nel nostro ancora manca. Il ministro del Lavoro ha, dal canto suo, spiegato che, bloccando l’Europa ogni novità per le pensioni ma invitandoci a lavorare per il rilancio dell’occupazione e sulla strada di misure di solidarietà e per contrastare la povertà, la soluzione migliore al momento, e più fattibile da un punto di vista di sostenibilità dei costi, è la mini pensione.

Sono diverse le ipotesi di mini pensione avanzate e nel caso della proposta di Poletti si privilegerebbe il sistema che anticipa l’uscita dal lavoro di due, tre anni, erogando una sorta di anticipo sulla pensione finale, di circa 800 euro al mese, che però dovrebbe essere restituito una volta maturati i normali requisiti richiesti. Ma questo piano di uscita prima varrebbe, a differenza di quanto proposto dall’opposizione interna, solo per coloro che hanno perso il lavoro, diventando quasi un prolungamento dell’Asdi per i disoccupati e ponendosi tra i provvedimenti a sostegno della solidarietà e dell’aiuto sociale piuttosto che tra le novità per le pensioni.

O se non in quest’ottica, si potrebbe puntare sul piano della mini pensione concessa da imprese e banche, che non peserebbe dunque sui conti statali. Al momento, però, si è ancora ben lontani dal definire quale misura possa risultare la più conveniente, nonostante i recenti appoggi alla mini pensione. Significativa anche la recente posizione del presidente dell’Istituto di Previdenza: ben lontano dal portare in discussione piani come quota 100, favorevole alla quota 41, che potrebbe portare a quota 42 o 43, per Boeri l’unica possibilità di approvare realmente novità per le pensioni in maniera concreta sarebbe quella di superare il problema della contrarietà di Bruxelles. La soluzione potrebbe essere quella di far mettere a punto dall’Ufficio parlamentare di Bilancio certificazioni che possano attestare come l’attuazione di cambiamenti pensionistici non avrebbero ripercussioni sui conti previdenziali. Potrebbero essere certificazioni di realtà sovranazionali o di aziende di consulenza, anche estere, ma capaci di garantire massima oggettività.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il