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Pensioni ultime notizie: le novitÓ del Governo Renzi fra le tante divisioni

Quali sono le novitÓ pensioni in discussione, quali le pi¨ convenienti e sostenute nonostante caos esecutivo: situazione e prospettive




A due di distanza dal suo insediamento, il governo Renzi sembra arrivato ad un punto di rottura e le ultime notizie di questi giorni non fanno che riportare un caos all’interno della maggioranza, tra annunciate scissioni e nuove strane alleanze, nate all’indomani del voto sulle coppie di fatto e in seguito alle primarie Pd che si sono tenute a Roma e Napoli. Sono in tanti gli esponenti della maggioranza che non sostengono più l’operato del premier e con il probabile ritorno sulla scena di personaggi come Bersani e D’Alema qualcosa potrebbe cambiare. E tantissime sarebbero le conseguenze su diversi temi cruciali ancora in discussione, comprese le novità per le pensioni. Se, infatti, c’è chi da sempre sostiene la necessità di modificare l’attuale legge, ci sono anche personalità politiche che ritengono sia meglio lasciare ancora l’attuale legge così com’è e tra queste soprattutto esponenti della Lega.

La stessa Lega che, insieme al M5S, inizia comunque a riscuotere più consensi. Che sia a causa degli eventi che stanno scuotendo la maggioranza, che sia a causa di mosse strategiche del premier (l’alleanza con Verdini) che potrebbero rivelarsi dannose piuttosto che vincenti, soprattutto dopo le ultime notizie sulla  condanna del leader del gruppo Ala, che sia a causa della rabbia degli italiani continuamente alla ricerca di soluzioni politiche che siano in grado di fare davvero il bene del Paese, di certo c’è che la fiducia nei confronti del governo continua a calare, anche se il premier lavora per raggiungere risultati contrari.

Questi risultati, secondo lui, potrebbero essere raggiunti con mosse a sorpresa, che potrebbero riguardare o novità per le pensioni o misure del piano di taglio delle tasse, già annunciato, ma da rendere ufficiali in vista delle prossime elezioni amministrative che anticipano, tra l’altro, il referendum di ottobre sulle novità costituzionali. Per le novità pensioni, però, la strada è ancora lunga e tortuosa: manca innanzitutto, ancora, l’appoggio dell’Europa a modifiche pensionistiche, mancherebbero ancora le risorse economiche per poter procedere ad approvare novità per le pensioni, e manca anche una soluzione condivisa.

Insieme ai discussi piani di quota 100, sostenuta da Lega, opposizione interna e M5S, da qualche settimana il Ministero dell’Occupazione ha rilanciato sulla mini pensione novità più conveniente e che potrebbe essere approvata, perché a coso zero e che non avrebbe alcun impatto sui conti pubblici. Permetterebbbe ai lavoratori di lasciare il lavoro a 63 o 64 anni, piuttosto che a 66 anni, cioè due o tre anni prima, percependo una sorta di accompagnamento alla pensione finale del valore di circa 800 euro ma da restituire una volta maturati i normali requisiti. Se, però, secondo l’opposizione interna, la mini pensione dovrebbe poter essere erogata a tutti, secondo il Dicastero dell’occupazione andrebbe data solo a coloro che restano senza lavoro.

Non fa, però, alcun riferimento né alla mini pensione né alla quota 100 il presidente dell’Istituto di Previdenza che, invece, per permettere l’uscita prima ha proposto la possibilità di andare in pensione a 63 anni e sette mesi di età con almeno 20 anni di contributi e a condizione di percepire mensilmente un assegno pari o superiore a 1.500 euro. Tutto però a fronte di penalizzazioni elevate, quasi al 10%, calcolando un 3% per ogni anno in cui si decide di lasciare prima il lavoro. Probabilmente prime indicazioni di possibili novità pensioni realmente fattibili potrebbero arrivare nei prossimi giorni, considerando che entro il 10 aprile è attesa la prima stesura del Def, Documento di Economia e Finanza in cui vengono definite le misure della prossima Manovra in base ai soldi disponibili.

E' difficile, però, pronosticare se qualcosa, anche di minimo, sarà inserito sulle pensioni, di certo c’è che parte delle forze politiche piuttosto che privilegiare novità per le pensioni, puntano a investire e risparmiare per rendere concreto l’abbattimento del peso fiscale. Intanto, il Comitato ristretto continua a lavorare per la definizione del Testo Unico: gli incontri riprenderanno da domani, martedì 22 marzo, ma in ballo in questo caso, insieme a quota 100, ci sono quota 41 e uscita prima a 62 anni con 35 anni di contributi e penalità del 2% da calcolare su ogni anno che si va in pensione prima dei 66 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il