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Pensioni ultime notizie: le novità di Tito Boeri tra certificazioni e assegno universale con quoziente familiare

Le recenti proposte del presidente dell’Istituto di Previdenza per novità pensioni tra assegno legato al quoziente familiare e certificazioni per cambiare requisiti di uscita: cosa prevedono nel dettaglio




Cambiare l’attuale legge pensioni resta al centro degli obiettivi di forze politiche e sociali, nonostante le ultime notizie continuino a non essere ancora tanto positive, a dispetto di annunci e promesse di cambiamento, e le novità in discussioni creino ancora divisioni. Manca, infatti, ancora una soluzione condivisa ma cresce l’urgenza di applicazione di novità per le pensioni che stanno diventando sempre più necessarie, soprattutto alla luce delle ultime notizie su tasso di disoccupazione giovanile e stallo del mondo del lavoro, e dei conti stessi dell’Istituto di Previdenza. Se, come in tanti dicono, il primo passo verso il cambiamento potrebbe essere quell’ormai famosa divisione tra spesa assistenziale e spesa prettamente pensionistica, il successivo dovrebbe essere proprio quello di attuare novità che consentano a tutti di andare in pensione prima rispetto agli attuali 66 anni e tre mesi richiesti.

Soglia di uscita considerata troppo rigida e che, a meno di cambiamenti immediati, salirà ancora a partire dal primo gennaio 2019 sempre per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat. A proporre un piano di cambiamento delle pensioni in Italia è stato il presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri, d’accordo però con l’esecutivo. Nel suo piano non solo sistemi di uscita prima, ma anche cancellazione delle ricongiunzioni onerose e semplificazione del cumulo, e assegno universale.

Secondo il presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri, l’assegno universale dovrebbe essere erogato agli over 55 che perdono il lavoro ma sono ancora piuttosto lontani dal raggiungimento dei requisiti pensionistici necessari. L’assegno avrebbe un valore di 500 euro, che scenderanno a 400 nel 2017, cui bisogna però sommare 250 euro per adulto, se insieme all’over 55 vi siano uno o più conviventi adulti. Se il convivente ha meno di 14 anni, l’aumento sarebbe di 150 euro. L’importo dell’assegno universale dipenderebbe dunque dal quoziente del nucleo familiare che non deve essere titolare di altri redditi se non di un immobile adibito ad abitazione principale. Per fare un esempio concreto, se un over 55 perde il lavoro riceve 500 euro, se con lui vivono due adulti, per esempio coniuge e figlio maggiorenne, l’assegno arriva a 1000 mille euro. Se invece con l’over 55 disoccupato vive un adulto (per esempio la moglie) e un figlio di 12 anni, l’assegno sarà a pari a 900 euro.

Insieme all’erogazione dell’assegno universale legato al quoziente familiare, Boeri, come soluzione per convincere l’Europa che ogni novità per le pensioni al vaglio del nostro esecutivo non avrebbe conseguenze negativi per i conti pubblici, tanto sotto osservazione, propone di presentare certificazioni che verrebbero puntualmente definite dall’Ufficio parlamentare di Bilancio per documentare come eventuali cambiamenti pensionistici non avrebbero ripercussioni sui conti previdenziali. Potrebbero lavorare alla messa a punto di queste certificazioni anche aziende di consulenza, purchè assicurino oggettività, trasparenza e veridicità dei dati riportati

Il motivo per cui il presidente dell’Istituto di Previdenza ha avanzato questa proposta di certificazioni è che secondo lui l’unico modo per avviare, concretamente, novità per le pensioni è convincere Bruxelles che i sistemi di cui si sta discutendo in Italia, ormai da due anni, per cambiare le attuali norme pensionistiche sono convenienti e vantaggiosi sotto diversi punti di vista: innanzitutto per il rilancio dell’occupazione giovanile, considerando che permettendo ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima si lascerebbero liberi posti di lavoro in cui assumere i più giovani, dando così nuova spinta al mercato del lavoro; e poi in termini di risparmi, perché, nel lungo periodo, le penalità imposte da ogni metodo permetterebbero di coprire le spese iniziali per la messa in atto di novità ma successivamente anche di accumulare nuovi soldi. Sarebbe bene, dunque, secondo Boeri, rivedere il Patto di Stabilità per riuscire a lavorare in modo concreto su una questione che riguarda in maniera concreta e diretta la vita quotidiana di lavoratori e pensionandi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il