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Pensioni ultime notizie: le novità da Nannicini, Boeri, Renzi, Poletti quota 100, quota 41, mini pensioni

Le ultime posizioni di Nannicini, Boeri, Renzi, Poletti su novità per le pensioni e progetti futuri di cambiamento: cosa aspettarsi




La politiche dell’esecutivo, da tanti considerate sbagliate, non sono state ancora in grado di toccare la questione previdenziale e rendere concrete quelle novità per le pensioni tanto auspicate ormai da troppo tempo. Sono, infatti, passati due anni da quando si è aperto il dibattito sulle novità per le pensioni, che spaziano da metodi di uscita prima come quota 100 e quota 41 a sistemi come mini pensione, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi o a 63 anni e sette mesi con 20 di contributi, ognuno accompagnato da penalizzazioni, ma nulla in queste direzioni è stato ancora fatto nonostante le ultime notizie continuino a confermare richieste da parte di forze politiche e sociali di cambiamento dell’attuale legge e le stesse ultime notizie confermino, seppur a tratti difficile da credere visto il nulla di fatto concreto ancora, la volontà di tutti di agire con modifiche del sistema previdenziale. Cerchiamo di capire le posizioni di autorevoli esponenti dell’esecutivo e del presidente dell’Istituto di Previdenza.

Pensioni novità Nannicini: Non ha mai nascosto il suo appoggio all’attuazione di novità per le pensioni il nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio Nannicini, particolarmente vicino al presidente dell’Istituto di Previdenza sociale Boeri, di cui condivide in pieno le misure del suo piano pensioni. alla luce dei conti forniti dallo stesso Istituto al Comitato ristretto, però, Nannicini ha stimato la necessità di risorse del valore di quasi 10 miliardi di euro per la realizzazione del piano di uscita prima proposto da Boeri a 63 anni e sette mesi di età, con un minimo di 20 di contributi e ma a patto di percepire un assegno mensile pari o superiore a 1.500 euro. Questa spesa decisamente elevate sarebbe il motivo di penalizzazioni altrettanto alte, circa il 3% per un massimo di quasi il 10%, che sarebbero a carico dei lavoratori che scelgono di andare in pensione prima. Secondo Nannicini, infatti, è ben possibile cambiare le attuali pensioni ma solo definendo piani di recupero dei soldi che verrebbero inizialmente impiegati.

Pensioni novità Boeri: E’ ben nota la posizione del presidente dell’Istituto di Previdenza sulle novità pensioni sempre più necessarie da approvare, tanto che solo qualche giorno fa, come riportato dalle ultime notizie, è stato proprio lui a chiedere nuovamente all’esecutivo di mettersi a lavoro sulla questione in maniera definitiva per arrivare finalmente all’approvazione di soluzioni universali. Come sopra detto, insieme a misure come assegno universale per gli over 55 e revisione delle ricongiunzioni, Boeri ritiene che anticipare l’uscita dal lavoro è possibile permettendo ai lavoratori di andare in pensione tre anni prima dei requisiti richiesti, con una decurtazione di circa il 3% per ogni anno di anticipo di uscita dal lavoro fino ad un massimo di quasi il 10%. L’ostacolo da superare però sarebbe ancora la resistenza dell’Europa, che frena la realizzazione di novità per le pensioni nel nostro Paese a causa dei conti continuamente sotto osservazione. Bisognerebbe dunque convincere l’Europa che la spesa iniziale per l’attuazione di piani di uscita prima verrebbe comunque recuperata dall’applicazione di penalizzazioni e decurtazioni. E proprio per dimostrare questa strada, ha proposto la definizione di certificazioni da parte della Commissione Bilancio a inviare all’Europa per giustificare costi ed eventuali recuperi. Nel frattempo, ha annunciato nei giorni scorsi l’invio delle buste arancioni per ben 7 milioni di contribuenti. Si tratta di documento che riporterà la simulazione del futuro pensionistico di ogni contribuente, tale da rendere chiara la situazione cui andrà incontro.

Pensioni novità premier Renzi: Nessun nuovo annuncio particolare sulle novità per le pensioni dal premier Renzi che potrebbe presentare, a sorpresa, cambiamenti anche se presumibilmente minimi in vista delle prossime elezioni proprio per conquistare e riconquistare elettori. Ma è possibile, invece, che punti sul piano di taglio delle tasse, mentre ha chiaramente detto qualche tempo fa che quell’aumento chiesto per le pensioni più basse non potrà esserci al momento per mancanza di soldi.

Pensioni novità ministro Poletti: Nel dibattito pensionistico, le ultime notizie che riguardano la questione sono le novità per le pensioni rilanciate dal ministro del Lavoro che è tornato a puntare, negli ultimi giorni, sulla mini pensione, spiegando che essendo a costo zero sarebbe la soluzione ideale per la tenuta dei conti pubblici. La mini pensione permetterebbe al lavoratore di andare in pensione due, tre anni prima rispetto ai 66 anni, ricevendo un anticipo sulla pensione finale, di circa 800 euro al mese, da restituire quando si saranno raggiunti i normali requisiti richiesti. Secondo Poletti, però, questa misura dovrebbe valere solo per coloro che restano senza lavoro, rientrando, così, tra le misure di aiuto sociale, piuttosto che tra le novità per le pensioni. Ancora una volta, dunque, manca quella soluzione universale di cui proprio il ministro aveva parlato mesi fa. E per cui si prospetta una strada ancora lunga.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il