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Riforma pensioni, oggi Venerdý Santo 25 Marzo le ultime novitÓ per pensioni anticipate e flessibili a 52-63 anni

Il nodo da sciogliere sulle novitÓ pensioni continua a essere di tipo economico. Le prospettive aggiornate a oggi mercoledý 23 marzo 2016.




Con i risparmi di spesa pubblica aumentano le possibilità di vedere novità pensioni. Ma naturalmente è necessario che ci sia una volontà politica chiara e definita a intervenire in materia previdenziale. I segnali che stanno arrivando in questi giorni non stanno andando in questa direzione, con un esecutivo che appare più interessato a spostare altrove le somme recuperate ovvero sul taglio delle tasse, dirette e indirette. Sviluppi positivi potrebbero arrivare dalle decisioni assunte a livello sovranazionale con la concessione del bonus migranti, di cui è attesa la decisione finale delle prossime settimane. Nelle casse dello Stato potrebbero entrare oltre tre miliardi di euro, parte di questi da impiegare sulle pensioni.

E poi è in corso la discussione sulla definizione di misure per il contrasto all'indigenza, anticamera di quella divisione tra spesa per assistenza e spesa per previdenza, fonte di confusione e forse anche di sprechi. Attualmente le principali prestazioni di natura assistenziale ovvero di natura previdenziale ma comunque sottoposte alla prova dei mezzi sono attualmente assegno sociale, pensione di reversibilità, integrazione al minimo, maggiorazione sociale del minimo, assegno per il nucleo con tre o più figli minori.

Le sole novità pensioni che hanno recentemente trovato spazio sono di tipo correttivo. Poco o nulla è stato fatto per la revisione del sistema previdenziale sulla base di un disegno generale che tenga conto dell'esigenza di chiarezza e dell'obiettivo di razionalizzare la spesa previdenziale nel segno dell'equità. Tra i più attivi di questa partita continua a esserci il presidente dell'Istituto nazionale di previdenza sociale, che ricorda come la sua ricetta sia già nero su bianco dal giugno del 2015: anticipare l'uscita fino a tre anni purché si abbia diritto a un assegno pari a circa 1.500 euro al mese. D'altra parte "noi abbiamo un ruolo di analisi e proposta", risponde a chi gli chiede di commentare le affermazioni dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ("lui può formulare proposte; a noi spetta decidere").

Niente di strano: "Ha ribadito quel che sappiamo", Inps ed esecutivo hanno ruoli diversi. Detto ciò, il numero uno dell'Istituto conferma che bisogna iniziare a pensare già da ora all'intervento. Soprattutto, tiene a precisare, agire subito vuol dire non farlo "tra tre anni" quando non avrebbe più gli effetti desiderati. La sua attenzione va in particolare alle nuove generazioni, evidenziando come i blocchi della legge attuale abbiano penalizzato molto le assunzioni dei giovani. Ecco poi la busta arancione che punta proprio sulle nuove leve, disinteressate al tema, come testimoniano i dati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il