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Pensioni la vera ripresa dell'economia da novità mini pensioni, quota 41, quota 100 altro che voucher con sbagli mai visti prima

E’ boom di voucher per l’occupazione: le polemiche e le contestazioni delle forze sociali e vantaggi che invece garantirebbero novità pensioni




Il Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio continua a spingere su novità per le pensioni come quota 100 o quota 41, il Dicastero dell’Occupazione rilancia la mini pensione, il presidente dell’Istituto di Previdenza ribadisce la necessità di modificare l’attuale, proponendo l’uscita a 63 ani e sette mesi di età con almeno 20 anni di contributi e a fronte di elevate penalizzazioni fino ad un massimo di quasi il 10%, posizioni che lasciano chiaramente intendere come intervenire sulle pensioni sia sempre più urgente, eppure le ultime notizie testimoniano la priorità di altri provvedimenti che sono più legati al welfare. In realtà, in questo senso si muove anche la mini pensione del Ministero dell’Occupazione che più che rappresentare una novità per le pensioni, così come modulata, cioè dando la possibilità di andare in pensione prima a 63 anni solo a chi è rimasto senza lavoro con un accompagnamento fino alla maturazione dei normali requisiti pensionistici richiesta, sembra più essere un sostegno sociale per i disoccupati.

Le ultime notizie rese note da Ministero del Lavoro e Istituto di Previdenza riguardano il boom dei voucher per lavori accessori basti pensare che il numero di coloro che sono stati retribuiti con voucher durante l'anno, almeno una volta, è passato da 24.437 del 2008 a 1.392.906 del 2015 e quasi un quarto dei 114,9 milioni di voucher venduti nel 2015 non è stato riscosso. Si tratta di una novità contro cui si scagliano senza mezzi termini le forze sociali, spiegando che si tratta di un quadro distorto di spinta all'occupazione, di un sostegno alla precarietà, piuttosto che al rilancio dell’occupazione, ma di cui pochi ne comprendono il negativo significato, considerando che chi si ritrova in forti difficoltà economiche e lavorative e ha come unica fonte di reddito il voucher comunque lo accetta. Il problema, in realtà, non è la forma di pagamento in sé, quanto il fatto che non esista una sua tracciabilità e che è un provvedimento che nulla a che fare con la stabilizzazione dei lavoratori e che, anzi, spinge allo sviluppo della sommersione del lavoro.

Proprio per rispondere alle critiche sollevate dalle forze sociali, il responsabile del Dicastero dell’Occupazione ha chiaramente annunciato che a breve sarà messo a punto un decreto correttivo per la tracciabilità dei voucher che obbligherà le imprese che li utilizzeranno a comunicare preventivamente, in modalità telematica, dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore cui verranno erogati, data, luogo, e durata della prestazione lavorativa richiesta, in modo da sostenere, contrariamente a quanto stanno ribadendo le forze sociali in questi giorni, l'emersione del lavoro nero. Si tratta di una novità annunciata dal ministro che fa chiaramente capire come si vuole creare lavoro a tutti i costi ma se da una parte si cerca di lottare contro la precarietà e ci è posti l’obiettivo di incrementare le tutele per i lavoratori e le possibilità di occupazione a tempo indeterminato con le norme approvate l’anno scorso, dall’altra, i nuovi contratti suscitano ancora molti dubbi e il boom dei voucher rischiano di far sprofondare in un precariato ancor più forte di quello dei co.co.pro che si sono voluti abolire.

Secondo l’esecutivo, però, si starebbe percorrendo una strada strategica, volta ad aumentare fiducia, occupazione, ricchezza e produttività grazie all'occupazione anche tramite i voucher o qualsiasi mezzo per lavoro. Il problema è che questi voucher più che sostenere il rilancio dell’occupazione portano ad un crescere della precarietà e ad un venire meno della fiducia, con pochi effetti positivi che, invece, potrebbero derivare dall’attuazione di una serie di novità reali e importanti sulle pensioni permettendo ai lavoratori di uscire prima con penalità, e, quindi, risparmiando nel lungo periodo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il