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Novità pensioni, il riordino delle detrazioni è fondamentale per Corte dei Conti per quota 100, mini pensioni

Corte dei Conti sostiene taglio e revisione delle agevolazioni fiscali per attuazione concreta di novità per le pensioni: il progetto




La revisione delle prestazioni assistenziali e il riordino dei benefici fiscali per alcune categorie di persone sono fondamentali per poter effettivamente mettere in atto novità per le pensioni: questo è quanto emerge dal Rapporto sul coordinamento della Finanza pubblica della Corte dei Conti. La riduzione della spesa pubblica, che, secondo quanto spiegato dal ministro dell'Economia, dal 2014 ad oggi è stata tagliata di 3,5 miliardi nel 2014, 18 nel 2016 e 25 nel 2016, potrebbe portare a nuovi investimenti delle stesse risorse recuperate, che potrebbero interessare anche le novità per le pensioni e piani di revisione dei requisiti di uscita dal lavoro.

E nell'infinito mondo delle spese che potrebbero essere tagliate e riordinate, secondo la Corte, ci sono proprio quelle agevolazioni fiscali che sono, in realtà, nel mirino dell'esecutivo già da tempo e che rappresentano un'ulteriore strada di recupero di nuovi soldi da investire per successivi cambiamenti postivi che interesserebbero, appunto, anche le pensioni, permettendo, magari, l'attuazione (finalmente) di piani di uscita prima come quota 100, mini pensione o quota 41. Si tratta, come ben sappiamo ormai, di sistemi che finora non sono stati approvati per scarsa disponibilità di risorse economiche che, però, come spiegato, potrebbero essere facilmente recuperate. Il passo successivo dovrebbe, dunque, essere quello di capire quando e se l'esecutivo agirà davvero in tal senso una volta recuperati i soldi necessari.

E’ chiaro, dunque, come in vista di questo obiettivo di revisione di agevolazioni e detrazioni fiscali, siano fondamentali i prossimi passaggi di discussione ed eventuale approvazione sia del Fondo Indigenza che della delega fiscale, i cui provvedimenti, che comprendono anche l’abolizione dello spesometro, saranno discussi in tempi differenti. Una volta recuperati i soldi necessari, e in base ai conti derivanti, si potrà capire quel piano di cambiamento pensionistico poter finalmente rendere concreto.

E si tratta di un’operazione che si potrà facilmente definire, considerando che solo qualche settimana fa, l’Istituto di Previdenza ha già fornito in Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio eventuali costi di applicazione di novità per le pensioni, compresa l’uscita a 63 anni e sette mesi con 20 anni di contributi, elaborata dallo stesso presidente dell’Istituto e che costerebbe circa 10 miliardi di euro, da recuperare anche attraverso l’imposizione di elevate penalizzazioni, che potrebbero arrivare anche al 10%.

Meno costosa, anzi quasi a costo zero, potrebbe invece essere la mini pensione, così come modulata dal respondabile del Dicastero dell'Occupazione, che torna a ribadire come si possa agire sulle pensioni con questo sistema e in relativo breve tempo,. proprio perchè non avrebbe impatto sui conti pubblici anche se, a ben vedere, più che rappresentare una novità per le pensioni, potremmo parlare di un provvedimento di aiuto sociale, visto che nella proposta del ministro dovrebbe essere valida solo per coloro che perdono il lavoro. Insomma, sembra ci sia ancora parecchia strada da fare per arrivare finalmente all'approvazione di una soluzione universale e condivisa da tutti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il