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Riforma pensioni 2016 ultime notizie: pensione flessibile e anticipata a 62 anni con contributivo uomo e donna e nuovo decreto

Le difficoltà a introdurre novità pensioni sono sotto gli occhi di tutti, ma si cercano strade alternative.




L'obiettivo massimo sulle novità pensioni è permettere il congedo anche a 62 anni, tenendo fermi anni di contribuzioni minimi e l'accettazione di una penalizzazione nell'assegno finale. Alla base di questi sforzi c'è una disoccupazione giovanile sempre più pronunciata e l'aumento progressivo dell'età di pensione ovvero un mix che congela la spinta alla ripresa dell'economia. Dal primo gennaio i lavoratori pubblici, privati e autonomi e le lavoratrici pubbliche non possono andare in pensione prima di aver raggiunto 66 anni e 7 mesi di età. Per le lavoratrici dipendenti private sarà necessario arrivare al tetto di 65 anni e 7 mesi.

Pensioni, novità contributivo. Il primo tassello è stato già collocato con la manovra approvata sul finire dello scorso anno e prevede la concessione alle lavoratrici, siano essere autonome o dipendenti, di uscire un po' prima rispetto ai requisiti in vigore, in cambio del ricalcolo dell'assegno previdenziale con il metodo contributivo. I limiti sono due: il primo è legato alla durata limitata di questa novità pensioni, essendo in vigore solo fino alla fine dell'anno. Il secondo è la restrizione della platea dei beneficiari. In realtà, c'è chi chiede l'estensione di questa misura anche agli uomini, magari da far passare con decreto, ma resta da fare i conto con una disponibilità economica che non permette grandi spazi di manovra.

Il principale problema è legato alla necessità per lo Stato di disporre di un'ampia liquidità nel caso di adesione massiccia a questa soluzione per uscire prima. Ecco allora che sia il Ministero dell'Economia e sia il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali frenano e cercano nuovi modi per raggiungere quella flessibilità nelle novità pensioni così tanto ambita.

Novità mini pensioni. Una di queste novità potrebbero essere le mini pensioni, ma anche in questo caso occorre tenere ben presenti le somme che lo Stato sarebbe in grado di stanziare. A conti fatti si tratterebbe di una misura a costo zero perché non consisterebbe altro che in un prestito che verrebbe concesso agli over 55 senza lavoro e senza pensione per poter accedere al trattamento di previdenza. L'importo verrebbe restituito integralmente e in piccole rate. Di recente lo stesso ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato spiegato come si tratti di una delle novità pensioni più adatte per lo Stato, ferme restano alcune correzioni rispetto allo schema originario. L'appuntamento, eventualmente, è con la prossima manovra finanziaria.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il