BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie per approvazione quota 100, mini pensioni trattative su più livelli e aspetti differenti

Si fa sempre più intensa e ricca di appuntamenti ed eventi la discussione sulle novità per le pensioni: ma quando si arriverà ad una soluzione universale concreta?




Continua il dibattito sulla questione previdenziale, continuano ad essere rilanciate le proposte di uscita prima, ma continua a mancare una soluzione condivisa e mancano ancora anche le risorse economiche per permettere l’attuazione delle novità pensioni tanto attese. E’una chiara situazione ancora di confusione quella che si sta portando in merito alla discussione sulle novità pensioni e purtroppo per riuscire ad arrivare all’approvazione di cambiamenti concreti bisogna ancora superare diversi ostacoli che, secondo le ultime notizie, non saranno risolti in breve tempo. La novità positiva è che sembra, finalmente, che per la prima volta si stia lavorando seriamente con l’obiettivo di convincere l’Europa che le novità per le pensioni sul tavolo del nostro esecutivo possano portare solo vantaggi.

E sarebbe duplice il vantaggio: sia, infatti, in termini occupazionali, perché approvare metodi come mini pensione, quota 100 o anche quota 41 o uscita prima a 62 anni di età con 35 anni di contributi, permetterebbe ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima, comunque a fronte di penalizzazioni, lasciando il posto libero per l’assunzione di nuovi giovani che contribuirebbero a rilanciare produttività e competitività dando, di conseguenza, nuova spinta anche all’economia in generale; e sia in termini di risparmi, perché proprio le penalizzazioni imposte ai lavoratori che vogliono andare in pensione prima contribuirebbero a mettere da parte nuovi soldi che potrebbero essere poi impiegati per ulteriori novità per le pensioni.

Dopo l’ultimo incontro tra premier, ministero dell’Economia e il commissario per gli Affari economici, sembra che l’Europa sia più aperta e orientata a concedere maggiore flessibilità all’Italia e quei tre miliardi di euro che servirebbero certamente all’esecutivo per approvare novità per le pensioni. Ma non è detto che questi soldi in più vengano usati per le pensioni. La trattativa per i 3-4miliardi di euro riguarda, infatti, la clausola di immigrazione, per cui molto dipenderà dai piani di intervento che l’esecutivo riuscirà a mettere in atto, sempre a condizione che l’Europa conceda tali fondi. Ma se fossero usati davvero per novità pensioni, potrebbero a quel punto tornare in ballo i metodi di uscita prima in prova che sarebbero sperimentali e non definitivi, considerando che i fondi concessi sono soldi temporanei, che non possono, quindi, essere usati per provvedimenti di cambiamento definitivi.

Proprio al fine di convincere l’Europa che le novità pensioni per andare in pensione prima comporterebbero diversi vantaggi e sarebbero convenienti, il presidente dell’Istituto di Previdenza ha proposto la realizzazione di certificazioni da parte della Commissione Bilancio e da inviare all’Europa per giustificare costi ed eventuali recuperi. Il presidente dell’Istituto di Previdenza ritiene che anticipare la pensione è possibile permettendo ai lavoratori di andare in pensione tre anni prima dei requisiti richiesti, con una decurtazione di circa il 3% per ogni anno di anticipo di uscita dal lavoro fino ad un massimo di quasi il 10%, penalizzazioni che dovrebbero servire per convincere l’Europa che la spesa iniziale per l’attuazione di piani di uscita prima verrebbe comunque recuperata dall’applicazione di penalizzazioni e decurtazioni. Ciò significa che il problema dei possibili squilibri dei conti pubblici non esisterebbe ma, anzi, cambiare l’attuale legge porterebbe solo vantaggi.

Continuano, intanto, le trattative del ministro dell’Economia per l’introduzione dell’assegno universale, a livello comunitario, e della presidente della Camera. Anche lei, infatti, punta all’approvazione dell’assegno universale, o comunque di forme di sostegno sociale, ma sempre a livello europeo. E si tratta di una novità che aveva annunciato già mesi fa, quando aveva annunciato l’intenzione di introdurre l'assegno universale per 'rilanciare il sogno europeo', a sostegno delle famiglie che si ritrovano in difficoltà, sostenuto da risorse che deriverebbero direttamente dall’Europa attraverso l’introduzione di imposte relative a specifiche operazioni e non a carico dei contribuenti, come la carbon tax europea. Nei prossimi giorni si terranno anche nuovi incontri del Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio, che potrebbero rivelarsi finalmente importanti per alcune novità pensionistiche di immediata urgenza, a partire dalla necessità della quota 41.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il