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Bollo auto abolizione e cancellazione pagamento Governo Renzi. E quando già si può non pagare. Novità settimana

Ci si avvia verso la cancellazione effettiva del bollo auto: l’annuncio del governo Renzi e cosa accade in caso di mancati pagamenti arretrati




La notizia della cancellazione del pagamento del bollo auto annunciata dal governo Renzi a fatto parecchio entusiasmare i cittadini in questi ultimi giorni, ma si tratta di una eliminazione che, secondo molti, rappresenterebbe solo una mossa strategica in vista delle prossime elezioni. Dopo la cancellazione di Imu e Tasi, tuttavia, il premier sembrerebbe effettivamente intenzionato ad abolire la tassa sul possesso delle aut, tanto odiata dagli italiani, tanto che sono già state raccolte 90mila firme per la sua abolizione dalla petizione lanciata da Change.org, ipotesi che sarebbe effettivamente al vaglio dell'esecutivo e anche il Ministero dell'Economia ne confermerebbe la possibilità. Se questa notizie fosse confermata, i proprietari di ben 50 milioni di vetture potrebbero tirare un sospiro di sollievo.

La misura costerebbe quasi 6 miliardi di euro, che entrano nelle casse regionali e statali, motivo per il quale le Regioni non vedono poi di buon occhio tale provvedimento a meno che non venga bilanciato da una misura che riesca a colmare questa eventuale perdita miliardaria. Sarà, dunque, come immaginabile, complesso trovare un altro intervento da cui si possano ricavare i soldi che le Regioni perderebbero con l’abolizione del pagamento del bollo auto, per cui nonostante annunci e promesse c’è da aspettarsi che servirà abbastanza tempo per trasformare questa notizia in realtà. Ma si è iniziato a parlare di questa ipotesi, a sorpresa, esattamente come sta accadendo per le novità per le pensioni, perché tra qualche mese si terranno le elezioni amministrative e puntare su temi particolarmente cari ai cittadini, proprio come pensioni e odiato bollo, potrebbe permettere al governo di recuperare fiducia e consensi e, quindi, voti.

Questo stesso intento, però, rappresenta un’arma a doppio taglio: annunciando, infatti, questa misura, che sia una mossa strategica elettorale o meno, il governo si impegna a metterla in atto perché un suo rinvio, o addirittura, un annuncio che potrebbe trasformarsi in una dimenticanza sul lungo periodo, porterebbe esclusivamente ad una perdita di credibilità totale, trasformando quella mossa strategica per la riconquista di elettori in una caduta vertiginosa, quindi è plausibile pensare che davvero il bollo auto sarà cancellato.

Intanto, dal prossimo mese di giugno scatteranno i controlli per il recupero di quanto dovuto per il bollo auto da parte dei furbetti che non hanno pagato. I controlli partiranno in Piemonte e sarà la società di riscossioni Soris ad occuparsi dell'eventuale recupero di quanto dovuto, al posto di Equitalia. Si stima che saranno ben 250mila le lettere che inizieranno ad essere inviate a giugno ai cittadini piemontesi che non sono in regola con il pagamento del bollo auto. Passando, invece, al caso dei mancati pagamenti arretrati, sottolineiamo che il mancato pagamento del bollo decade dopo tre anni a partire dal primo gennaio dell'anno successivo a quello di scadenza del versamento.

Se, per esempio, il bollo non è stato pagato per l'anno 2012, il termine di prescrizione parte dal primo gennaio 2013 e i tre anni di decorrenza scadono il 31 dicembre 2015 ma, perché la prescrizione sia valida, nei tre anni l’automobilista non deve ricevere alcun sollecito di pagamento o notifica della cartella Equitalia. Se, infatti, il contribuente riceve la cartella esattoriale di Equitalia, bisogna o pagare o ricominciare a calcolare di nuovo i tre anni perché la stessa cartella vada in prescrizione. In ogni caso, la richiesta di pagamento di arretrati deve essere recapitata con raccomandata a.r.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il