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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni e novità riforma pensioni con elezione Confindustria e mossa elezioni

Le proposte di cambiamento per le attuali pensioni da parte dei diversi partiti e posizioni Ministeri: novità e cosa prevedono




Pensioni ultime notizie e novità pensioni (aggiornamento):  Boccia è stato eletto nuovo Presidente dell'Associazione degli Industriali e questa potrebbe essere una novità per le pensioni importante, un vero e proprio assist a quota 100, mini pensioni o quota 41 essendo un sostenitore dei sistemi per uscire prima insieme ai giovani industriali per aumentare produttività e occupazione giovanile

Pensioni ultime notizie e novità pensioni (aggiornamento): Secondo alcune indiscrezioni e ultime notizie sarebbe stata presa la prima decisione per le elezioni per quelle mosse a sorpresa e novità che scrivevamo. E consisterebbe nel ridare a tutti in maniera indistinta senza arbitrati, i rimborsi per le quattro banche fallite senza arbitrati. La decisione sarebbe stata già presa nello scorso CDM, ma ci sono alcuni problemi tecnici da sistemare ancora. Al momento, dunque, nulla per le novità per le pensioni che rimangono, comunque, ancora, almeno uno, in auge.

Pensioni ultime notizie e novità pensioni (aggiornamento): L'altra sorpresa per le elezioni fiscale sarebbe l'abolizione del bollo auto, la sua cancellazione e il non doverlo più pagare. Costerebbe circa 6 miliardi di euro all'anno. Se venisse fatto, sarebbe una mossa che piacerebbe come indicano numerosi sondaggi a tantissimi italiani, ma rispetto al'importanza delle novità per le pensioni o del taglio delle tasse non sarebbe minimamente proponibile a livello di rilancio dell'economia sia dei consumi sia di occupazione e produttività. E con 6 miliardi si potrebbero davvero fare tante cose per le pensioni. E sarebbe sei miliardi annui, quindi che si potrebbero invetsire in modo costante proprio per le novità per uscire prima con i sistemi pensionistici rivisti.

Pensioni ultime notizie e novità pensioni (aggiornamento): La Mini pensioni sembra essere la novità a sorpresa più facile che l'esecutivo possa fare prendendo in considerazione il fatto che non costerebbe praticamente nulla e permetterebbe di uscire prima di 3-4. Il problema è come farla, ovvero chi potrebbe beneficiarne e con quali regole e qui le cose stanno cambiando come vedremo. Sempre per le novità per le pensioni da fare subito ci potrebbe essere la ricongiunzione senza costi e più semplificata oppure l'aumento dai 500 ai 1000 euro di pensione di 80 euro, dando quel famoso bonus che non è stato mai detto ai pensionati ed è stato tanto richiesto Tra l'altro sarebbe sulla linea di obiettivi fiscali della attuale maggioranza. Vi sono però altre sorprese che sarebbero allo studio da annunciare prima delle prossime elezioni amministrative.

Pensioni ultime notizie e novità pensioni (aggiornamento): Oltre ai progetti rivisti in continuo aggiornamento per le novità per le pensioni non si possono tralasciare le mosse a sorprese che sta continuando a studiare l'attuale maggioranza per vincere le prossime elezioni. E tra le mosse ci può essere una accellerazione per le pensioni dei metodi come le mini pensioni, un bonus fiscale insieme ad altre alternative che vedremo. 

Pensioni ultime notizie e novità pensioni (aggiornamento): Le forze politiche, tranne alcune, sembrano sempre più conscie che le condizioni attuali non permettano delle novità per le pensioni profonde e a 360 gradi e in molti casi l'obiettivo o gli obiettivi sono diventati quelli di fare dei cambiamenti per permettere di uscire prima, ma non di cambiare radicalmente la norma attuale. Certo all'interno delle stesse forze o addirittura tra tecnici ed esponenenti degli stessi Dicasteri o tra differenti Dicasteri ed enti ci sono divisioni sui modi e tempistiche non indifferenti

Pensioni ultime notizie e novità pensioni (aggiornamento): I diversi piani e progetti si rincorrono da parti di tutti gli attori in causa essendo un tema centrale le novità per le pensioni e leggendo le ultime notizie e ultimissime dei vari esponenti si capisce come sia in continua evoluzione e non statistici con metodi e sistemi come quota 100, mini pensioni o quota 41 che appaiono sempre uguali, ma che in realtà sono ancora in studio e subiscono cambiamenti e novità costantemente.

Quali sono le novità per le pensioni che i partiti continuano ad avanzare e quali le posizioni dei Ministeri? Ma la domanda più ricorrente è: quando davvero si riusciranno a modificare le attuali norme? Si tratta, in quest'ultimo caso, di una domanda a cui sembra ancora difficilissimo rispondere, soprattutto alla luce delle ultime notizie che ancora non permettono di agire con novità. e nell'attesa di sapere come e quando si riuscirà ad arrivare ad una soluzione universale e concreta, vediamo di diversi piani di modifica su cui si lavora ormai da teempo.

Pensioni novità Forza Italia: Forza Italia si associa a quanti vorrebbero rivedere l’attuale legge pensioni, partendo però dalla priorità di aumentare le pensioni minime. Secondo i piani di FI, infatti, il primo passo verso un reale cambiamento del sistema previdenziale dovrebbe essere l’aumento degli assegni più bassi che dovrebbero essere portati a 800, mille euro. E lo stesso leader del partito ha annunciato che potrebbe provvedere ad approvare davvero questi aumenti, nel caso di vittoria alle prossime elezioni.

Pensioni novità Udc: L'Udc ha presentato diverse novità per le pensioni, a partire dalla necessità di introdurre meccanismi che permettano di andare in pensione prima a 62, 63 anni, ma serve una soluzione che sia condivisa da tutti e che non richieda ulteriori sacrifici dal punto di vista economico. Vale a dire valutare bene prima le risorse economiche disponibili in modo da lavorare solo a sostegno di lavoratori e pensionandi.

Pensioni novità Lega: Dopo aver chiesto una totale abrogazione dell’attuale legge pensioni, la Lega si è ‘limitata’ a sostenere novità per la revisione dei requisiti di uscita, con particolare riferimento alla quota 100. Si tratta sempre del sistema che lascia al lavoratore di scegliere quando andare in pensione, purchè la somma di età anagrafica ed età contributiva dia 100, ma a differenza di quanto proposto dall’opposizione interna del Pd, la soglia di età di uscita non sarebbe di 60 anni ma di 58 anni.  

Pensioni novità Pd: La quota 100 proposta invece dal Pd prevede la possibilità di uscita prima dal lavoro a partire da 60 anni di età con 40 anni di contributi, o a 61 anni di età con 39 anni di contributi, o a 62 anni di età e 38 di contributi e così via, a fronte di penalizzazioni che non sarebbero però elevate. Dall’opposizione interna del Pd è arrivata anche la proposta di quota 41, che permetterebbe ai lavoratori di andare in pensione con 41 anni di età, indipendentemente dall’età anagrafica ma sempre con penalizzazioni, novità che sarebbe decisamente vantaggiosa per chi è entrato giovanissimo nel mondo del lavoro. Sostenuto anche dal Pd il piano di uscita prima dell’Istituto di Previdenza a 63 anni e sette mesi di età a fronte però di elevate penalizzazioni, necessarie per colmare l’elevato costo previsto per l’attuazione di questo sistema, circa 10 miliardi di euro. Tra i piani di cambiamento delle pensioni attuali, anche l’uscita a 62 annidi età con 35 anni di contributi e penalità fino ad un massimo dell’8%, vale a dire del 2% per ogni anno in cui si decide di andare prima in pensione rispetto alla soglia dei 66 anni e sette mesi oggi richiesti.

Pensioni novità Istituto di Previdenza: L’Istituto di Previdenza rilancia sulla necessità di novità per le pensioni, partendo da una revisione del Patto di Stabilità con l’Europa, in modo da avere più margini di intervento, affinchè si convinca che cambiare l’attuale legge pensioni porterebbe solo vantaggi. Un duplice vantaggio, anzi: sia per quanto riguarda il rilancio dell’occupazione giovanile, sia in termini di risparmi sul lungo periodo. E torna a puntare sul suo piano pensioni presentato ufficialmente, d’accordo con l’esecutivo, lo scorso dicembre. Cinque in particolare le misure previste: unificazione e armonizzazione dei diversi trattamenti previdenziali con cancellazione delle ricongiunzioni onerose e semplificazione del cumulo; introduzione dell’assegno universale per tutti gli over 55 che restano senza lavoro e non possono ancora andare in pensione, di 500 euro, che scenderebbero a 400 nel 2017, modulato in base al quoziente familiare; possibilità di continuare a versare in contributi anche una volta raggiunta la pensione; e revisione dei requisiti di uscita dal lavoro, da abbassare a 63 anni e sette mesi di età con almeno 20 anni di contributi e un assegno non inferiore ai 1.500 euro mensili, a fronte, però, di penalizzazioni elevate, di quasi il 10%, pari a circa il 3% o poco più per ogni anno in cui si decide di andare in pensione prima. Nessun riferimento, invece, a piani di quota 100 o mini pensione, ma qualche apertura alla quota 41, che potrebbe diventare anche 42, 43.

Pensioni novità Ministeri: Differenti le posizioni di Ministero dell’Economia e dell’Occupazione sulle novità pensioni. Se, infatti, l’Economia continua a dirsi contraria a cambiamenti dell’attuale legge, sostenendo esclusivamente l’introduzione dell’assegno universale ma a livello comunitario, il Dicastero dell’Occupazione, assolutamente distante da piani come quota 100 ma anche 41, punta sulla mini pensione, spiegando che si tratterebbe dell’unica novità sostenibile perché non avrebbe alcun impatto sui conti pubblici e quindi potrebbe essere approvata. La misura prevede la possibilità di andare in pensione fino a tre anni rispetto alla soglia dei 66 anni, percependo una sorta di accompagnamento alla pensione finale, di circa 800 euro. Questa cifra, però, dovrà essere restituita dal lavoratore una volta maturati i normali requisiti con penalizzazioni minime sulla pensione finale. Secondo il Ministero dell’Occupazione, però, si tratterebbe di una misura che si approverebbe solo per chi resta senza lavoro, per cui più che essere considerata una novità per le pensioni che rivede l’età di uscita per tutti, è stata considerata un’ennesima misura sociale. Differente rispetto all’Istituto di Previdenza, la posizione del ministero dell’Occupazione anche sull’assegno universale: l’impostazione resterebbe quella, vale a dire erogarlo agli over 55 che restano senza lavoro, ma non sarebbe valido per tutti. Varebbe, infatti, solo per un periodo di tempo limitato e solo se collegato a politiche attive per il lavoro, vale a dire per coloro che dimostrano di essere alla ricerca concreta di un altro impiego.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il