


L’indagine sulla vicenda dell’evasione fiscale della Bell, la holding lussemburghese che ha ceduto nel 2001 a Marco Tronchetti Provera il controllo di Olivetti e di Telecom, si allarga. Il motivo è semplice: se dal 2001 al 2006 la Guardia di Finanza e la Agenzia delle Entrate hanno detto che Bell non doveva pagare niente, allora ci deve essere stata malafede. E così proprio l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate di Milano, Massimo Orsi, è finito sotto inchiesta, inquisito dai pm Laura Pedio e Roberto Pellicano. Il nuovo filone prosegue parallelo all’inchiesta sulla presunta omessa dichiarazione dei rettiti protata avanti dai pm Carlo Nocerino e Letizia Mannella.
La tempesta sta scuotendo la fusione tra Palladio e Fingruppo (che controlla
Hopa). Attualmente infatti è in corso una due diligence da parte della
finanziaria vicentina su Fingruppo. Ieri i vertici delle due società hanno fatto
il punto della situazione, ma per il momento l’operazione non è sospesa. A conti
fatti Palladio erediterebbe nel nuovo gruppo 650 milioni di debiti verso
l’erario. Non è che a Vicenza non sapessero di questa faccenda, ma sicuramente
non si aspettavano questo epilogo.
Il rischio più pesante è che la procura
disponga il sequestro dei beni, ivi compresa la partecipazione in Telecom, che
vale poco più di 900 milioni di euro.
Tra i soci di Bell comunque oltre a Monte dei Paschi e Antonveneta, ci sono
anche Interbanca e finanziarie off shore come l’Oak Fund. Ciascuno potrebbe
quindi avere da mettere dei soldi nel piatto comune.
Secondo Repubblica chi
invece non ha niente da temere è Roberto Colaninno, che all’epoca non entrò mai
direttamente in Bell, ma rimase defilato con posizioni in Fingruppo e
Hopa.
In effetti Monte Dei Paschi in chiusura di giornata sfiora una perdita
del 2,3%, sottoperformando un Mibtel già piuttosto gramo, che viaggia in
territorio negativo dell’1,74 per cento.