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Pensioni ultime notizie su tutto appare divisa la maggioranza dal referendum trivelle alle novità pensioni, adozioni, tasse, voto

I temi che spaccano maggiornza e partiti politicie le conseguenze che potrebbero derivare non solo per le novità per le pensioni: situazione attuale e prospettive




E’ ancora caos interno alla maggioranza: l’esecutivo appare decisamente spaccato, le tensioni non accennano a placarsi e in questa situazione di difficoltà sembra piuttosto difficile che si riescano a chiudere questioni cruciali, tra cui le novità per le pensioni,considerando che mancano soluzioni condivise e che ognuno è comunque orientato su una diversa strada di lavoro da seguire. Le ultime notizie poi non prospettano al momento nulla di buono, visto che le discussioni continuano, l’opposizione interna continua a chiedere all’esecutivo cambiamenti e gli altri partiti politici puntano ad altre modifiche. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le questioni che dividono.

Referendum trivelle novità: Tra le questioni che dividono il partito di maggioranza certamente il referendum sulle trivelle. In programma il prossimo 17, il referendum chiede l’abrogazione della norma che permette alle società petrolifere che hanno già ottenuto la concessione di continuare la loro attività entro il limite delle 12 miglia marine è il seguente. Per dire no alle trivelle bisogna votare sì. Secondo quanto stabilito dalla legge attuale, infatti, non si possono concedere nuovi permessi per attività di ricerca ed estrazione nelle acque territoriali ma non è previsto nulla per chi già tali permessi li aveva avuti e che quindi potrebbe avviare nuove trivellazioni. Sono diversi gli esponenti del partito di maggioranza che hanno già annunciato che voteranno no, i dem sono invece dalla parte del sì, così come il M5S.

Pensioni novità: Le divisioni non sono certo minime sul fronte delle novità pensioni, tutt’altro. La maggioranza è spaccata proprio sulle proposte di cambiamento su cui lavorare e mentre l’opposizione interna punta su modifiche dei requisiti di uscita, rilanciando piani come quota 100, quota 41, il Ministero dell’Occupazione punta invece sul piano di mini pensione, che risulterebbe al momento il più fattibile perché a impatto zero sui conti pubblici, mentre quello dell’Economia continua a ritenere che l’attuale legge pensionistica debba essere mantenuta ancora così com’è, aprendo solo alla possibilità di introduzione dell’assegno, a livello comunitario. Ma in questo quadro di spaccatura tra opposizione interna e maggioranza e Ministeri, si collocano anche le posizioni degli altri partiti politici, tra coloro che ribadiscono la necessità e l’urgenza di novità per le pensioni, a partire dalla Lega, che addirittura ha sempre voluto abrogare del tutto le norme oggi in vigore, per arrivare al M5S che,tra quota 100 e assegno universale, continua a chiedere all’esecutivo cambiamenti concreti e soluzioni universali. Ma si temporeggia ancora: l’esecutivo, come hanno confermato anche tecnici del Tesoro, giustifica il nulla di fatto reale sulle novità per le pensioni con la mancanza di adeguate risorse economiche ma, d’altro canto, a detta di tanti, se ci fosse stata davvero l’intenzione di introdurre novità per le pensioni i soldi si sarebbero potuti recuperare esattamente come fatto per permettere altri provvedimenti, come la cancellazione della Tasi per tutti.

Riforma Senato e sistema di voto novità: Anche su riforma del Senato e Italicum la maggioranza appare spaccata, come del resto emerge una forte spaccatura tra tutti i partiti politici. Se da una parte c’è chi ritiene che effettivamente il Parlamento possa cambiare, dall’altra c’è chi sostiene che nulla dovrebbe cambiare in merito, esattamente come parecchio negativamente viene additato il nuovo sistema di voto dall’Italicum. Tra coloro che non lo sostengono per nulla Bersani, che non ha certo mai nascosto la sua contrarietà a questa novità. E in vista del referendum costituzionale, fissato per il prossimo autunno, regna la totale incertezza su come si chiuderà davvero la questione sulla nuova legge elettorale.  

Tasse novità: Spacca anche il capitolo tasse: mentre lo stesso premier ha annunciato, sostenuto dal Ministero dell’Economia, un piano di revisione delle tasse a carico dei cittadini, puntando ad anticipare il taglio dell’Ires, per poi proseguire con una riduzione dell’Irpef e il congelamento dell’Iva per i prossimi tre anni, fino cioè al 2019, a dividere oggi sono le tasse sulla casa. Se per il premier aver cancellato le tasse sulla prima casa per tutti è stato un segno di attenzione nei confronti dei cittadini, per altri è stato un errore. Sono in tanti, infatti, a sostenere che la Tasi avrebbe potuto continuare ad essere pagata sulle prime case dai più ricchi, per esempio. Ma ormai, come si suol dire, quel che è fatto è fatto e anche questo tema crea spaccature.

Adozioni novità: Tra le novità in discussione che dividono fortemente le forze politiche certamente il tema delle adozione: il capitolo della cosiddetta stepchild adoption, legata all’approvazione delle norme per le coppie di fatto, è stato quello che ha creato più problemi, polemiche, discussioni in Aula. La Cei ha fermamente detto no, i Dem hanno detto no, il M5S ha fatto un passo indietro proprio sul finale, senza considerare il colpo, a sorpresa, dei verdiniani che hanno appoggiato la maggioranza sul voto. Mossa inaspettata che ha decisamente sconvolto gli equilibri, ancora difficili da ritrovare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il