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Pensioni ultime notizie su quota 100, quota 41, mini pensioni da Sindacati Divisi e posizioni Fi, Pd, Lega, Ministeri, Istituto

Sono da sempre diversi gli orientamenti dei partiti politici e dei Ministeri di Economia e Occupazione sulle novitÓ per le pensioni: facciamo un quadro




Pensioni novità e ultime notizie, ultimissime (aggiornamento):  All'interno degli stessi Ministeri c'è grande confusione, ma più in generale nello stessa maggioranza. In pochi giorni il Ministro del Lavoro ha cambiato idee su cosa fare quali metodi per uscire prima facendo ritornare l'idea della staffetta mentre solo qualche giorno fa aveva parlato di mini pensioni.

Pensioni novità e ultime notizie, ultimissime (aggiornamento): Tutte le sigle sociali sembrano essere d'accordo su quota 41 senza penalità, ma per quota 100 sono divise. Tra l'altro anche gli stessi lavoratori non appaiono avere così tanta fiducia nei sindacati almeno leggendo i tanti commenti lasciati anche sul nostro sito o i gruppi Facebook o altri siti specializzati.

Pensioni novità e ultime notizie, ultimissime (aggiornamento): Le stesse forze sociali appaiono disunite nonostante l'annuncio ripetuto anche nelle ultime notizie e ultimissime di una piattaforma comune per le novità per le pensioni. Alcuni sigle, infatti, vogliono l'uscita senza condizioni, mentre altre accetterebbe le penalizzazioni. Altre vorrebbero anche il ricalcolo dell'assegno, mentre altre ancora assolutamente no, meglio una patrimoniale per trovare i fondi.

Pensioni novità e ultime notizie, ultimissime (aggiornamento): Tutte le forze hanno espresso delle proprie posizioni sulle novità per le pensioni, nessuna però un progetto univoco tranne l'Istituto di Previdenza che ha messo nero su bianco cifre e numeri, metodi e conti come ben sapete dalle ultime notizie e ultimissime. Tutti gli altri pur convergendo a grandi linee non hanno nè steso un testo unico, nè portato avanti realmente una delle norme già depositate. E non fanno eccezioni come vedremo neppure i sindacati

Nonostante le ultime notizie non siano proprio positive tanto da far sperare in possibili novità pensioni da approvare nel breve periodo, forze politiche e sociali continuano a chiedere all’esecutivo di fare qualcosa nel più breve tempo possibile, in modo da modificare l’attuale legge, permettendo l’approvazione di piani di prepensionamento come quota 100, mini pensioni, quota 41. Ma le posizioni di sindacati e delle diverse forze politiche sono differenti e chiedono cambiamenti diversi.

Pensioni novità Lega: Esponenti del Carroccio tornano a chiedere all’esecutivo di dare risposte concrete sulle novità per le pensioni. Tra le modifiche su cui la Lega da sempre punta il piano di quota 100 che, però, a differenza di quanto proposto dal Pd, prevederebbe requisiti diversi. Se infatti nel piano del presidente del Comitato Ristretto l’uscita partirebbe da 60 anni di età e 40 di contributi, o si potrebbe uscire a 61 anni di età con 39 di contributi, o a 62 anni con 38 di contributi e così via fino a raggiungere quota 100, per la Lega il requisito minimo di età sarebbe di 58 anni.

Pensioni novità FI: Più che revisione dei requisiti di uscita prima dal lavoro, Forza Italia, per quanto riguarda le novità per le pensioni, è sempre partita dalla priorità di aumentare le pensioni minime. Esistono, come più volte riportato e confermato anche dai numeri, milioni di pensionati italiani che vivono con meno di mille euro di pensione al mese, alcuni anche che percepiscono assegni di 500 euro, somme che, come ben immaginabile, non permettono di condurre una vita dignitosa ed è per questo che da sempre FI punta sul portare innanzitutto le pensioni più basse a 800, mille euro per tutti.

Pensioni novità Pd: Corpose le richieste di novità per le pensioni da parte del Partito Democratico, tra maggioranza e opposizione interna. Da mesi, se non da anni, in verità, a puntare su cambiamenti pensionistici è l’opposizione interna e diverse discussioni si stanno portando avanti anche in Comitato ristretto a Montecitorio. Le principali proposte di modifica sono state avanzate proprio dal suo presidente  sono state piano di uscita con quota 100, risultato di somma tra età anagrafica e contributiva; piano di uscita con quota 41, per l’uscita per tutti con 41 anni di contributi senza alcuna soglia anagrafica da raggiungere e con penalizzazioni; e uscita prima a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalità fino ad un massimo dell’8%, e cioè circa il 2% in meno per ogni anno in cui si decide di andare in pensione prima rispetto ai 66 anni attualmente richiesti. E l'uscita prima, insieme alla quota 41, sarà anche tra i temi caldi che saranno discussi dal prossimo incontro del Direttorio del Partito Democratico, che si terrà lunedì prossimo 4 aprile. Difficile, intanto, che si possa lavorare su un aumento degli assegni più bassi, nonostante qualche giorno fa sia circolata la notizia secondo cui lo stesso premier avrebbe parlato di possibile estensione del bonus di 80 euro ai pensionati. Non ci sono le risorse economiche e questo è vero, anche perché altrimenti si procederebbe in altre iniziative per cambiare le pensioni, ma soprattutto lo stesso premier settimane fa aveva chiaramente detto nel corso di un’intervista televisiva che non avrebbe potuto annunciare una misura del genere proprio per mancanza di soldi.

Pensioni novità Ministeri: Ministero dell’Economia e dell’Occupazione su due posizioni differenti riguardo le novità per le pensioni: il ministro dell’Occupazione ha spiegato che l’unica novità per le pensioni approvabile al momento è la mini pensione, che sarebbe a costo zero, permettendo l’uscita prima a 63 anni, percependo un anticipo di circa 800 euro che dovrà poi essere restituito dal lavoratore stesso una volta maturata la normale pensioni attraverso piccole decurtazioni sull’assegno finale, che dovrebbero essere di circa il 4, 5%. Secondo il Dicastero dell’Occupazione, però, si tratterebbe di una possibilità valida solo per chi è rimasto senza lavoro, per cui in tanti ritengono che più che trattarsi di una vera e propria novità per le pensioni, si tratterebbe di un’altra prestazione sociale. Se, però, dal Ministero dell’Occupazione prospettano qualche novità, seppur minima, considerando che non si fa alcun riferimento a piani di quota 100 o quota 41, dal Ministero dell’Economia continuano a ribadire di non essere favorevoli a cambiamenti dell’attuale legge, almeno nel breve periodo, e diversi tecnici hanno confermato che ora nessun cambiamento è ancora sul tavolo dell’esecutivo. L’unica possibilità cui ha aperto il ministro dell’Economia è  l’assegno universale che però dovrebbe essere definito a livello comunitario, per tutti.

Pensioni novità Istituto di Previdenza:  Un piano in cinque punti quello presentato dall’Istituto di Previdenza qualche tempo fa che prevede introduzione dell’assegno universale per gli over 55 che restano senza lavoro ma che sono ancora ben lontani dal raggiungimento della pensione finale; uscita prima a 63 anni e sette mesi di età con almeno 20 anni di contributi ed elevate penalizzazioni fino quasi al 10%; armonizzazione e unificazione dei diversi trattamenti previdenziali, con semplificazione del cumulo e ricongiunzioni gratis, nonché stop ai vitalizi d’oro dei politici; e possibilità di continuare a versare i contributi anche una volta maturata già la pensione finale. Per poter procedere però alla realizzazione di queste novità per le pensioni, soprattutto riguardanti la revisione dei requisiti di uscita dal lavoro, e per cui il presidente dell’Istituto ha recentemente aperto anche al piano di quota 41, che potrebbe diventare anche 42 per lui, è innanzitutto necessario convincere l’Europa che si tratterebbe di modifiche convenienti che avrebbero il duplice vantaggio di aprire nuove possibilità lavorative ai più giovani e di permettere di accumulare, sul lungo periodo, nuovi risparmi che potrebbero poi essere impiegati in ulteriori novità positive, magari sempre per le pensioni.

Pensioni novità sindacati: I sindacati si preparano a scendere in piazza il prossimo 2 aprile per chiedere all'esecutivo di rivedere l'età di uscita dal lavoro, riportandola a 62 anni e ponendo particolare attenzione a quelle categorie di persone che sono state fortemente penalizzate dall'attuale legge, come coloro che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi. Ed è per loro che i sindacati chiedono l'approvazione del piano di uscita con quota 41, che permetterebbe a tutti i lavoratori di andare in pensione con 41 anni di contributi, senza alcun limite anagrafico e senza penalizzazioni. Si tratta di misure chieste per sostenere anche l'ingresso dei più giovani nel mondo occupazionale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il