Elezioni politiche in Spagna: iniziano i primi scontri elettorali

Con l'approssimarsi della scadenza della legislatura si celebrano i primi atti della campagna per le prossime elezioni politiche, con Zapatero che vuole dimostrare la sua particolare vicinanza alle necessità della Catalogna, e la Generalitat che



E' di questi giorni l'avvio della campagna promossa dal Governo spagnolo di José Luis Rodríguez Zapatero sul risparmio energetico, che suggerisce come livello ottimale di temperatura "condizionata", per il bene dell'ambiente e la salute delle persone, quello non inferiore ai 24 gradi.
Lo scorso lunedì 23 luglio, a Barcellona, un cavo dell'alta tensione è caduto su una stazione della Red Eléctrica Española causando un cortocircuito che, nel diffondersi sulla rete, ha mandato in tilt l'intero sistema elettrico della capitale catalana e delle località limitrofe. L'apagón (da apagar, spegnere) è durato ben 60 ore, interessando circa 350 mila abbonati, 10 mila dei quali hanno patito l'assenza di elettricità fino alla fine.


Mentre i cittadini inscenavano proteste notturne per le vie della città a suon di caceroladas (ossia con il tipico batter di colpi sulle pentole), Endesa, principale impresa spagnola per la distribuzione dell'energia e REE, impresa pubblica proprietaria della rete d'alta tensione, s'incolpavano reciprocamente per l'accaduto. Finalmente, anche la Generalitat sembrava reagire, decidendo di esercitare, magari un po' tardivamente, il proprio potere di controllo sul livello degli investimenti realizzati dalle imprese del settore elettrico in Catalogna. Il President José Montilla pare abbia strappato alle imprese elettriche il pagamento di un indennizzo ai cittadini rimasti "all'oscuro", tra i 60 e i 300 euro, una cifra mai pagata prima, in occasioni analoghe.
Il grave incidente ha fatto riemergere il malcontento catalano nei confronti della ripartizione delle risorse statali per gli investimenti in infrastrutture. La Camera di Commercio di Barcellona, i sindacati, la confederazione delle piccole e medie imprese hanno denunciato il deficit di risorse: la Catalogna farebbe registrare un consumo di elettricità pari al 25% del totale spagnolo, ma sarebbe titolare di risorse per investimenti nel settore, per appena il 15%.

Sull'accaduto, è intervenuto lo stesso Zapatero, assicurando che il Governo individuerà le responsabilità, affinché i cittadini siano ricompensati per il danno sofferto e non venga a riprodursi un evento simile in futuro.
Il leader socialista, con l'approssimarsi della scadenza della legislatura, vuole dimostrare la sua particolare vicinanza alle necessità della Catalogna, specie per quanto riguarda il potenziamento del sistema infrastrutturale.
Tanto che ora, sia il Governo spagnolo che la Generalitat, riconoscono che le risorse per investimenti in infrastrutture trasferite, nel 2007, dallo Stato alla Catalogna, in applicazione del nuovo Estatut, sono state inferiori a quanto avrebbero dovuto essere. Nella ripartizione tra le Comunità Autonome, la Catalogna avrebbe, infatti, ricevuto il 13,9% del totale, invece del 18,8% che era stato stabilito, in ragione del peso dell'economia catalana su quella spagnola.
Ed ora, la Generalitat sembra nutrire qualche speranza in più di riuscire a vincere contro il ricorso d'incostituzionalità promosso dal Partido Popular nei confronti dell'Estatut catalano. Da una parte, il Tribunal Constitucional ha infatti dichiarato inammissibile un ricorso presentato dal Governo dell'Andalusia (PP), nei confronti dello Statuto Andaluso, difeso dal PP in quella comunità, avente per scopo, piuttosto, quello di sollevare una questione di costituzionalità riferita all'Estatut. Dall'altra, l'Abogacía del Estado ha trasmesso al Tribunal Costitucional una nota, nella quale si evidenzia la contraddizione del PP nell'avere impugnato circa trenta articoli dell'Estatut, che figurano identici nello Statuto Andaluso, approvato, invece, dal partito locale.

Per il momento, comunque, la linea dura del PP nei confronti del catalanismo sembra essere prevalsa. Josep Piqué, leader dei popolari in Catalogna, uomo di centro, con un passato di governo nell'era di José María Aznar, è stato costretto a dimettersi da presidente del partito; il segretario generale del PP, Ángel Acebes, aveva commissariato l'organizzazione locale, in vista delle prossime elezioni generali. Gli osservatori di cose spagnole e catalane leggono, nell'irrigidimento del partito nazionale nei confronti del partito catalano, la vittoria della tendenza più oltranzista interna al PP, rispetto ai tentativi di Mariano Rajoy d'impostare la prossima campagna elettorale su di un terreno più moderato. Nel voto del 2004, allora, la Catalogna fece la differenza nei voti, a favore dei socialisti. Alcuni avanzano la convinzione che nel PP sarebbero già rassegnati alla sconfitta prossima e che, perciò, la vecchia guardia, all'interno del gruppo dirigente, si stia attrezzando per rimanere in sella, comunque vada.

Proprio in vista delle prossime elezioni, Mariano Rajoy ha presentato la sua proposta di riforma della Legge Elettorale, che inserirà nel programma del PP: un'ipotesi che spazzerebbe via l'attuale sistema proporzionale, consentendo di governare solo a quel partito che abbia conseguito almeno il 30% dei voti. E' un'idea che Rajoy ha maturato all'indomani dei risultati delle elezioni amministrative del 27 maggio scorso, che hanno visto il suo partito perdere la maggioranza assoluta in più di un caso e, talvolta, la possibilità di formare un governo di coalizione. Il PP ha infatti perso il Governo delle Baleari, è riuscito a conservare quello delle Canarie (in maggioranza con Coalición Canaria), mentre non è ancora certo di cosa l'attenda in Navarra.
Dopo un mese e mezzo di trattative tra i socialisti della Navarra (PSN) e la formazione nazionalista NaBai, sembra essere sfumata ogni possibilità di dar vita ad un'esperienza di Governo progressista in Navarra, frustrando così le aspettative di cambiamento che erano state riposte nel voto amministrativo di maggio. Alla fine, i socialisti hanno avanzato una proposta per la formazione dell'Esecutivo, che i nazionalisti hanno considerato non degna di un governo di coalizione, e si è andati alla rottura. Il PP aveva minacciato di giudicare la lealtà di Zapatero in merito alla dichiarata chiusura del dialogo con l'ETA, dal tipo di Governo che i socialisti avrebbero favorito per la comunità forale. Nella conduzione del negoziato con NaBai e poi nelle sue conclusioni, i socialisti della Navarra, e il PSOE di Madrid, hanno mostrato di dar credito a questa minaccia e di esserne particolarmente preoccupati in vista della prossima campagna elettorale, preferendo rimettere tutto in discussione, fino al rischio di andare a nuove elezioni. Se, infatti, entro il 18 agosto, non ci sarà l'indicazione di un candidato in grado di essere eletto alla guida della Navarra, si tornerà al voto. Prima di allora, però, è probabile la formazione di un Governo a guida popolare, con l'astensione dei socialisti. Anche se, nel gruppo dirigente del PSN, il malumore è diffuso, per un esito che regala ai popolari una vittoria inattesa; mentre Izquierda Unida e NaBai sembrano non aver rinunciato ancora del tutto ad un'alternativa di Governo.

Intanto, nella calura estiva, si celebrano i primi atti della campagna per le prossime elezioni politiche. Dopo il disastroso esito elettorale del 27 maggio, il Partito Socialista di Madrid (PSM) ha finalmente un nuovo segretario, Tomás Gómez, eletto per la prima volta, sembra, senza patteggiamenti interni al gruppo dirigente madrileno. Zapatero promette 2.500 euro per ogni nuovo bimbo nato dal luglio di quest'anno e, per quelli cresciuti e diventati giovani, s'impegna a promuovere un insieme di misure per facilitare l'accesso alla prima casa. I Vescovi spagnoli si preparano all'attacco della nuova disciplina introdotta nell'insegnamento scolastico di Educazione per la Cittadinanza. A settembre è attesa la sentenza definitiva del processo per la strage dell'11-M, di cui è emersa chiara la matrice islamica. La collaborazione tra le forze dell'ordine spagnole e francesi sta registrando, al momento, alcuni importanti successi nella lotta contro il terrorismo etarra. Alla ripresa dalle ferie estive, il Governo lavorerà per l'approvazione definitiva della Legge sulla Memoria storica, a ricordo delle vittime della Guerra Civile e della dittatura.
Sabato 21 luglio, intanto, si è spento, all'età di 77 anni, l'editore Jesús de Polanco, presidente del gruppo PRISA e del quotidiano spagnolo El País che aveva contribuito a fondare, apprezzato come leader della comunicazione in lingua spagnola nel mondo.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il