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Pensioni ultime notizie affermazioni e novità quota 100, mini pensioni, quota 41 Boccia, Vacca, Moretti, Rizzetto

Le recenti posizioni sulle novità per le pensioni dei candidati presidenti di Confindustria e Moretti del Pd e Rizzetto: cosa propongono




Cambiare le attuali norme pensionistiche attraverso sistemi di uscita prima che riescano a rilanciare occupazione giovanile ma anche economica in generale: le ultime notizie sulla questione previdenziale partono, indirettamente, in questi ultimissimo giorni, dall’elezione del nuovo presidente di Confindustria il cui nome si conoscerà oggi 31 marzo. Sapremo infatti chi sarà il successore di Giorgio Squinzi alla guida dell’Associazione degli Industriali tra Vincenzo Boccia, particolarmente sostenuto dai giovani industriali, e Alberto Vacca. Si tratta di due personalità che potrebbero avere particolari influenze anche sulla realizzazione di novità per le pensioni.

Nessuno dei due ha mai direttamente fatto riferimento alla questione previdenziale né tanto meno ad eventuali novità sostenute ma è ben chiaro come entrambi siano decisamente favorevoli ad una revisione della legge attuale. Nonostante i loro diversi programmi, gli obiettivi sono comuni, vale a dire perseguire nuova produttività e competitività delle imprese italiane, traguardo possibile solo attraverso lo sfruttamento delle nuove tecnologie che, come ben si sa, sono tutte appannaggio dei più giovani. Ciò significa creare quel sistema di ricambio generazionale che permetta ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima in modo da lasciare posti di lavoro liberi per l’impiego dei più giovani.

E questo turn over potrebbe essere sostenuto solo da quelle novità per le pensioni in discussione ormai da due anni e che continuano a dividere, vale a dire piani di uscita prima come quota 100, mini pensione, quota 41, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi. Dal canto suo la Moretti del Pd spiega come sia intenzione effettiva dell'esecutivo agire con novità per le pensioni, in modo da ridurre il divario di genere, permettere l'erogazione di pensioni dignitose ed eque per tutti, e l'uscita prima, alla ricerca di una soluzione universale e organica di correzione alle attuali norme.

Diversa la posizione di Rizzetto: dopo aver sostenuto con forza, quando faceva parte del M5S, l'introduzione dell'assegno universale, fiore all'occhiello del Movimento, ora, passato al gruppo Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, ritiene che la priorità in tema di cambiamenti pensionistici sia l'approvazione del piano di quota 41, quello che cioè permetterebbe a tutti i lavoratori di andare in pensione con 41 ani di contributi e senza alcun limite anagrafico, e che sosterrebbe particolarmente coloro che sono entrati prestissimo nel mondo occupazionale. Tra le altre novità per le pensioni da lui proposte, la possibile estensione delle norme che permettono l'uscita prima alle donne anche agli uomini, che possono, secondo Rizzetto, in alcuni casi, aver vissuto lo stesso percorso lavorativo e di tempo dedicato alla cura della famiglia, al pari delle donne. In questo caso, dunque, sosterebbe anche gli uomini la possibilità di uscita a 57-58 anni di età con un minimo di di 35 anni di contributi accettando una riduzione della pensione finale che verrebbe calcolata anche per loro con metodo esclusivamente contributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il