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Irap, taglio 2005 da 1,7 mld, escluse banche e assicurazioni

Il governo dovrebbe dare il via libera domani ad un decreto legge che prevede l'abbattimento per un terzo del costo del lavoro dalla base imponibile per l'Irap per il 2005



Il governo dovrebbe dare il via libera domani ad un decreto legge che prevede l'abbattimento per un terzo del costo del lavoro dalla base imponibile per l'Irap per il 2005.

Se in termini di competenza la riduzione è pari a 5 miliardi, il costo di cassa previsto per l'anno in corso è di 1,7 miliardi, (7,5 miliardi nel 2006 e 5 miliardi dal 2007) a causa del meccanismo con cui si versano le imposte.

Dal provvedimento sarebbero escluse inizialmente le banche e le assicurazioni che inizierebbero a beneficiare degli sgravi a partire dal 2006.

E' quanto emerso oggi dagli incontri fra esecutivo ed enti locali prima e parti sociali poi.

Il decreto si inserisce nel progetto governativo di tagli Irap da realizzare in tre anni per 11 miliardi, secondo quanto dichiarato dal presidente della provincia di Roma Enrico Gasbarra. Gli interventi lasciati fuori dal decreto saranno rimandati alla Finanziaria 2006.

Molta incertezza sulle coperture.

Secondo quanto riferito da alcuni partecipanti, il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco avrebbe indicato diverse opzioni: 3,5 miliardi ottenibili dal recupero dell'evasione fiscale (di cui 250 milioni nel 2005), 3,5 miliardi dalla riduzione della spesa corrente. Per altri 3,5 miliardi sarebbero sul tappeto due ipotesi: un aumento di un punto percentuale dell'aliquota sull'Iva o l'inclusione degli ammortamenti nella base imponibile Irap.

Il presidente del Consiglio avrebbe espressamente ammesso che "non è stato ancora deciso come e se aumentare l'aliquota sull'Iva". Il gettito da un aumento di un punto percentuale dal 20 al 21% sarebbe pari a 3 miliardi, se si intervenisse - sempre per un punto percentuale - su quella del 10% il gettito sarebbe pari a 1,5 mld.

Confindustria si è detta assolutamente contraria ad una estensione della base imponibile includendo gli ammortamenti spiegando che se questo è lo strumento di copertura degli sgravi Irap "preferiamo che non la tocchiate".

Sembrano invece esclusi interventi sulla Sanità.

"Ci hanno presentato un provvedimento di riduzione dell'Irap nel triennio da 11 miliardi...Il mancato introito per il 2005 sarà finanziato con un provvedimento di urgenza che sarà fatto entro domattina per 1,7 miliardi di euro", ha detto il presidente della Provicia di Roma Enrico Gasbarra.

"Il piano prevede la deducibilità di un terzo del costo del lavoro, pari a 4 miliardi, e un ulteriore miliardo di esenzioni totali per gli "imprenditori senza organizazzione", quelli che utilizzano beni strumentali con un valore inferiore ai 15.000 euro (avvocati, professionisti, ecc.)", ha riferito una fonte.

Insoddisfatti comunque gli enti locali che hanno chiesto un nuovo incontro prima del cdm di domani. "Visto che non abbiamo ricevuto risposte certe abbiamo chiesto al governo un nuovo incontro prima del Consiglio dei ministri", ha detto Vasco Errani, presidente della Conferenza delle regioni al termine dell'incontro.

Insoddisfatte Ania e Abi per l'esclusione dagli scgravi. L'associazione bancaria parla di penalizzazine del settore annuncia che la questione sarà affrontata al Comitato esecutivo di domani. Di discriminazione parla anche il presidente Ania Fabio Cerchiai.

Il governo sta poi studiando, sempre secondo alcune fonti, la possibilità di trasferire gli oneri impropri (assegni familiari, maternità etc) sulla fiscalità generale. Il provvedimento dovrebbe portare a regime fra 1 e 3 miliardi.

Il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta, ha commenta che "questi incontri sono diventati una liturgia inutile".

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