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Referendum Trivelle: votare sì o votare no. Le posizioni spiegate, i perchè.

Si inizia a parlare più frequentemente del referendum sulle trivelle. Cerchiamo di capire più semplicemente possibili le ragioni del votare sì e del perchè votare no.




Domenica 17 aprile si terrà il referendum sulle trivelle. si tratta di un referendum abrogativo sul decreto legislativo 152 del 2006. Vediamo in dettaglio cosa tratta.

Referendum trivelle: cosa tratta.
domenica 17 aprile infatti i cittadini italiani saranno chiamati a votare si on no, ossia a scegliere se si vorrà abrogare oppure no l'articolo 6 del decreto legislativo 152 del 2006. Questo decreto permette alle compagnie petrolifere di continuare a prelevare da pozzi petroliferi che si trovano sott'acqua, o comunque a procedere a trivellazioni per trovarlo, fin oltre la naturale data si scadenza della sua licenza. Una legge che quindi consente di esaurire i pozzi che si trovano sott'acqua e fanno la possibilità alle società petrolifere di agire senza nessun limite, almeno questi contestano chi vuole l'abrogazione di questa legge, ma andiamo a vedere in dettaglio le ragioni del si e le ragioni del no.

Referendum trivelle: le ragioni del si.
Si invita a votare si, ossia ad abrogare questa norma, perché innanzitutto non far rispettare la scadenza delle concessioni alle società petrolifere viene considerato un atto di concorrenza sleale verso le altre società petrolifere che invece potrebbero prendere il loro posto, quindi questo sarebbe incostituzionale. Inoltre si invita a votare si perché una continua trivellazione sui nostri fondali marini può causare gravissimi danni ai nostri mari e in generale all'ambiente del nostro paese. Infine si vuole dare un segnale che è possibile trovare altre fonti energetiche e dovrebbe esserci uno stop con la ricerca del petrolio.

Le ragioni invece del comitato del no.
Si invita a votare no, e quindi a mantenere in vita l'articolo 6 del decreto legislativo 152 del 2006, perché si vuole innanzitutto tutelare il mercato interno: infatti il petrolio e il gas che vengono estratti in questo modo, con lo stop delle trivelle, si dovrebbe andare a compare all'estero e ciò andrebbe a sfavorire le nostre aziende. Poi il comitato del no afferma che se la scadenza delle licenze venisse fatta rispettare ci sarebbero ancora più aziende petrolifere che verrebbe ad invader ei nostri mari alla conquista delle nuove licenze. Infine non far lavorare più le piattaforme che attualmente lavorano con la licenza scaduta vorrebbe dire rischiare di mettere in mezzo ad una strada migliaia e migliaia di persone che lavorano sulle piattaforme.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il