Sky utilizzerà la PSP come set-top-box per il video on demand

Di quanti set-top-box, di quanti decoder abbiamo effettivamente bisogno? Più o meno uno per ogni tipologia di offerta che vogliamo abilitare



Di quanti set-top-box, di quanti decoder abbiamo effettivamente bisogno? Più o meno uno per ogni tipologia di offerta che vogliamo abilitare. E questo vale sia per i broadcaster che per gli utenti. Facciamo due rapidi conti: ne serve uno se vogliamo vedere il DTT, uno per SKY, un altro per SKY Alta Definizione, uno per il PVR di SKY (MySKY), uno per il DTT in HD, ed uno per il DTT in PVR. Poi abbiamo quello “classico” per vedere il satellite, quello ADSL per vedere l’IPTV (uno per ogni gestore), ed infine un box per vedere i contenuti scaricati da Internet (diciamo la Apple TV).

Un bel numero, non c’è che dire. La sola SKY qui in Italia manutiene 3 tipologie di box per 3 differenti offerte. Potrebbe arrivare ad averne solo 2 se unificasse come in Inghilterra l’offerta HD con quella PVR. Stesso discorso varrebbe per un broadcaster DTT: potrebbero bastare solo due famiglie di box, uno semplice ed un altro PVR/HD.

Ora, tutti questi box hanno un costo di gestione enorme. Serve assistenza, gestione clienti, serve garantire un costante aggiornamento. E in ogni caso è comunque da tenere in conto che un box periodicamente va sostituito. L’hardware invecchia in fretta e nuovi servizi e nuove opportunità si manifestano costantemente. Non si può rimanere fermi al palo per troppo tempo, e quindi la complessità aumenta ulteriormente. Da questo ragionamento non sono esenti le offerte che prevedono box acquistati on-the-shelf come ad esempio le offerte Pay del Digitale Terrestre. Anche se i box in questo caso non li gestisce direttamente il broadcaster comunque costituiscono un “parco installato” sul quale tarare la propria offerta: i box DTT di oggi non hanno ADSL, WiFi, USB, H264, Hard Disk e quindi nessuna di queste offerte è attivabile senza innescare una scintilla sul mercato che porti in produttori a rilasciare nuovi box.

In poche parole quello dell’hardware di base è un problema non da poco, una gatta da pelare che quando è possibile è meglio non avere.

Nel caso delle trasmissioni digitali in broadcast questo scoglio è invalicabile: la gente per vedere il DTT ha bisogno di un box DTT o di un televisore con sintonizzatore DVB-T; stesso discorso (senza TV) per vedere SKY o il satellite. Quindi amen, nulla si può fare se si vuole attivare una trasmissione digitale se non fare in modo che la gente sia incentivata ad avere un box adatto (i metodi d’incentivazione sono tanti: periodo di prova, decoder gratis, incentivi statali, etc.).

Ma se si volesse ad esempio arricchire la propria offerta broadcast con un servizio on-demand? Che fare: costruire un decoder ad hoc, o stimolare il mercato perché lo produca? O forse no. Siamo nel bel mezzo del processo di contaminazione tra Internet e TV. L’High Tech è arrivato a conquistare i nostri salotti. La rete viene usata sempre più spesso come antenna per sintonizzare nuovi e vecchi contenuti. La rete, la NetTV, è la piattaforma del “non lineare”, dell’on-demand. Abbiamo già milioni di consolle da gioco collegate alla rete, abbiamo PC portatli da attacare al televisore, abbiamo box come la Apple TV pensati per fare solo questo: on-demand via Internet.

E allora, se si vuole arricchire la propria offerta broadcast con un servizio on-demand qual’è la soluzione più intelligente? La risposta sembra ora scontata ed è esattamente quella che si è data SKY che ha appena firmato un accordo con Sony per attivare un servizio on-demand che userà come terminale la PlayStation Portatile (PSP) che grazie ad un qualsiasi collegamento WiFi potrà scaricare contenuti digitali dell’offerta SKY. Per il momento solo in UK dove sono già presenti 2 milioni di PSP. La chicca, se vogliamo, è data dal quasi contemporaneo annuncio della Sony di una nuova versione della PSP, più piccola e con incorporata una uscita per collegarla direttamente al televisore di casa. In pratica scelgo, compro e scarico tramite la PSP in WiFi, poi l’attacco al televisore e inizio la visione, o se voglio mi porto tutto con me in mobilità ovunque vada.

SKY continua a fare il suo business, Sony continua a fare il suo. Entrambe evolveranno ed aggiorneranno periodicamente la parte di loro competenza.

Una classica situazone win-win che dimostra quanto attenta ed intelligente sia la strategia del gruppo News Corp. su scala planetaria.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il