Videogiochi: i cittadini europei giocano 5 ore a settimana

Senza però privarci delle relazioni sociali e di altri passatempi, come tv, Internet, musica o sport. Lo rende noto una ricerca delle ISFE



I videogames piacciono a grandi e piccini. In Europa trascorriamo circa 5 ore settimanali davanti a console o Pc, senza però trascurare i rapporti con gli altri e le altre attività del tempo libero. E' il risultato dell'indagine Videogamers in Europe 2007, condotta nei primi mesi del 2007 da Nielsen Interactive Entertainment su commissione di ISFE (Interactive Software Federation of Europe). Dieci i paesi presi in considerazione dalla ricerca, che ha interpellato circa 4mila giocatori abituali tra i 16 ed i 39 anni.

Il 68% degli intervistati gioca su console fissa, il 72% sceglie il Pc ed il 31% opta per la console portatile. Molti di essi però amano anche frequentare gli amici e praticare sport. I videogames sono più apprezzati della lettura ma meno della musica. Più della metà del campione (55%) pensa che il videogioco stimoli la creatività, ed il 47% lo ritiene utile per pensare. Quanto al binomio videogames/vita sociale solo il 27% degli europei lo associa. Per relazionarsi con gli altri, il 59% considera più adatto un film ed il 34% la tv. Il 51% ritiene la televisione più educativa.

Pirateria e videogames. Quattro giocatori su dieci dichiarano di aver scaricato un videogame pirata e di averne circa 19 (la metà della propria collezione). Il fenomeno è più diffuso tra gli adolescenti e fra gli "heavy gamers" (coloro che trascorrono oltre 10 ore settimanali col passatempo). Solo sei intervistati su dieci considerano la pirateria un crimine e solo la metà crede che copiare videogiochi sia illegale. La ragione principale per cui si sceglie il prodotto contraffatto è il costo degli originali.

Quasi il 60% del campione conosce l'esistenza di un sistema di classificazione europeo dei videogiochi, ma solo il 30% è informato sul PEGI (Pan European Game Information). Poco conosciuto il sito Internet del PEGI e la possibilità per tutti i consumatori di segnalare la propria opinione nel caso non condividano la classificazione attribuita ad un singolo gioco.

E in Italia? La media del tempo trascorso davanti allo schermo interattivo è in linea con quella europea (5 ore a settimana), mentre solo il 9% dichiara di passarvi più di 11 ore settimanali. Il 68% dei videogiocatori italiani acquista in media 6 prodotti in un anno e molti possiedono circa 37 titolo (50 nella media Ue). Il 36% conosce il PEGI.

"La conclusione - ha dichiarato Andrea Persegati, Presidente AESVI - che si può trarre da questo studio è duplice. I videogiochi stanno conquistando spazi sempre maggiori fra le altre attività del tempo libero, raggiungendo target differenti per età e stili di vita. Allo stesso tempo, l'industria deve confrontarsi con la diffusione della pirateria e la scarsa percezione della sua illegalità, soprattutto in rete, oltre che con la necessità di creare una maggiore consapevolezza tra i consumatori sul sistema di classificazione dei videogiochi PEGI. Tutti questi aspetti sono sintomatici dell'evoluzione del videogioco come medium. Se e nella misura in cui l'industria saprà affrontare efficacemente queste sfide, il videogioco potrà acquistare un ruolo sempre più importante tra le forme di intrattenimento, grazie alla sua capacità di racchiudere le caratteristiche migliori del cinema, della musica, della grafica e di farle proprie e reinterpretarle".

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il