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Pensioni ultime notizie affermazioni e novità positive Moscovici e Padoan su disponibilità fondi quota 100, mini pensioni

Nuove possibili disponibilità per l’attuazione di novità pensioni dopo ultimi incontri europei: si potrà davvero contare su ulteriori soldi e come potrebbero essere utilizzati




I recenti incontri sulla trattativa europea che dovrebbe portare, come si spera, alla concessione di aperture nei confronti dell’Italia per ulteriori margini di interventi, sembrano essere andati bene. Le ultime notizie relative all’incontro tenutosi nei giorni scorsi tra premier e ministro dell'Economia italiano, Padoan, e il commissario per gli Affari economici, Pierre Moscovici, sembra infatti aver aperto nuove speranze alla realizzazione di novità che potrebbero interessare anche le pensioni se l'Europa deciderà di concedere all'Italia ulteriori fondi. La risposta definitiva dovrebbe arrivare nel mese di maggio, quando la Commissione si è riservata una nuova valutazione dell’operato di quanto fatto dall’esecutivo e solo allora si potrà capire se ci sarà effettivamente nuova disponibilità di fondi per l’attuazione, concreta, di piani di novità delle pensioni, come quota 100, quota 41 o mini pensione.

Del resto, sono ormai due anni che queste novità per le pensioni sono al centro del dibattito politico italiano, ma anche europeo, e mentre nel nostro Paese di fa fatica a farle approvare soprattutto per mancanza di risorse economiche necessarie ma anche perché manca ancora una soluzione condivisa tra tutti, al di fuori il problema resta la contrarietà europea, particolarmente attenta ai conti pubblici e secondo cui ogni cambiamento all’attuale legge pensioni sarebbe negativo perché avrebbe un forte impatto sui costi, sia da impiegare per la realizzazione concreta di novità, sia di perdite, considerando che la legge in vigore continua ad essere l’unica capace di garantire sostenibilità finanziaria.

Ma le ultime notizie confermano che tale posizione non trova basi veritiere: è stato, infatti, più volte spiegato che cambiare l’attuale legge con le novità pensioni proposte non intaccherebbe i conti pubblici. O meglio: le risorse che servirebbero inizialmente verrebbero comunque recuperate nei periodo successivi attraverso le penalizzazioni imposte da ogni metodo per l’uscita prima del singolo lavoratore. Si tratta, poi, di penalità totalmente a carico del lavoratore stesso, per cui non solo questi sistemi di prepensionamento non sbilancerebbero i conti pubblici ma permetterebbero, sempre nel lungo periodo, di accumulare nuovi risparmi, senza considerare poi il vantaggio in termini occupazionali, visto che con l’uscita anticipata del lavoratori più anziani si libererebbero posti di lavoro in cui impiegare i più giovani.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e il presidente dell’Istituto di Previdenza da tempo mirano a far capire all’Europa i vantaggi che tali novità per le pensioni avrebbero, la strada sembra ancora lunga, ma dopo l'appoggio espresso da Moscovici sulle proposte italiane per impegni su questioni cruciali come lavoro, crescita e stabilità sembra aprire nuove speranze. Del resto, si tratterebbe di avere soldi che servono per l’attuazione di diverse novità, pensioni comprese, soprattutto dopo le ultime notizie del ministro dell’Economia sulla revisione della spesa pubblica.

Qualche giorno fa, infatti, il ministro Padoan ha chiaramente detto che le misure di revisione della spesa pubblica hanno portato a tagli di 25miliardi di euro che, al momento, non potranno variare, perché non sussisterebbero le condizioni per affermare che la spesa pubblica possa subire ulteriori tagli, permettendo, allo stesso tempo, l’accumulo di nuovi risparmi da investire in provvedimenti richiesti.  

Per recuperare ulteriori soldi per approvare novità pensioni come quota 100, quota 41 o mini pensione per permettere a tutti di andare in pensione prima, si potrebbero considerare quei 2,5 miliardi di euro stanziati per prorogare le norme che permettono l'uscita prima delle donne ma che sembrano tanti, per cui i restanti potrebbero essere impiegati per altre novità e provvedimenti che, per esempio, potrebbero riguardare l'estensione di tale metodo anche agli uomini. Altre risorse, che secondo alcuni potrebbero essere considerevoli, potrebbero derivare dalla divisione tra spesa assistenziale e spesa prettamente previdenziale, di cui si discute ormai da tempo. Considerando, infatti, che gran parte della spesa pensionistica deriva da quella assistenziale, tagliandola, e anche notevolmente, si potrebbero recuperare nuovi soldi da investire in novità pensioni vere e proprie. Ma al momento si tratta solo di ipotesi di lavoro che ancora non hanno alcuna concretezza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il