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Pensioni ultime notizie su testo unico Udc, Fi, M5S, Pd, Ministeri, Istituto Previdenza per quota 100, mini pensioni, quota 41

Partiti politici, forze sociali e Ministeri ancora concentrati sulle possibili novità per le pensioni da approvare: posizioni e proposte differenti




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO): Il testo unico per le novità per le pensioni sarebbe fondamentale in quanto metterebbe insieme tutti le forze politiche che a parole condividono gli obiettivi, ma pur con qualche differenza, anche i metodi principali ovver quota 100, mini pensioni, quota 41. Ma come si vede anche dalle ultime notizie e ultimissime non mancano le differenze e poi, anche a livello di testi unici, tranne alcune singole norme di singoli deputati presentati non c'è ancora un progetto organico tranne che da Istituto Previdenza.

Partiti politici, forze sociali e Ministeri si concentrano ancora sulla questione previdenziale pronti a portare avanti quelle novità pensioni che si stanno rendendo sempre più necessarie per alcuni, meno per altri. E le ultime notizie confermano questa divergenza. Nonostante i diversi partiti politici, così come il comitato ristretto per le pensioni da tempo ormai siano a lavoro per definire la soluzione migliore di cambiamento dell’attuale legge, mancano, paradossalmente, ancora i testi unici di legge di tutti. Si discute, per esempio, da due anni ormai ma non si è ancora fatto nulla di concreto per il testo unico in Comitato ristretto, così come manca quello dei diversi Ministeri, che tra l’altro sono su posizioni differenti. L’unico presentato è quello dell’Istituto di Previdenza, in cinque punti.

Pensioni novità Forza Italia: Forza Italia da sempre si batte perché la prima novità per le pensioni da approvare sia un aumento degli assegni più bassi, da portare sugli 800, mille euro, per garantire a tutti i pensionati la possibilità di condurre una vita dignitosa, cosa che in moltissimi casi oggi non accade considerando che, stando alle ultime notizie, ben 18 milioni di pensionati vivono con appena 750 euro al mese e alcuni anche con 500. E’ chiaro, dunque, come questo aspetto debba essere rivisto. Ma le novità da parte di FI si concentrano sulla recente richiesta di piena attuazione della sentenza dell'Alta Corte sul rimborso ai pensionati, la cui perequazione degli assegni era stata bloccata, decisione giudicata illegittima. Lo stesso partito è tornato a chiedere anche una revisione delle attuali norme per l'uscita dal lavoro, con la speranza che finalmente vengano rese meno rigide per tutti, ma senza l’imposizione di penalizzazioni.

Pensioni novità Udc: Novità per le pensioni che siano condivise da tutti e che prevedano l’uscita prima per tutti è ciò su cui punta da sempre l’Udc, non prima però di aver certezze sulla disponibilità di risorse economiche da impiegare eventualmente per i piani di prepensionamento in modo da non andare a pesare sui conti pubblici.

Pensioni novità Lega: La Lega torna a ribadire la sua posizione di appoggio alla necessità di approvazione delle novità per le pensioni: da quota 100, con possibilità di uscita a partire da 58 anni di età, a revisione delle intere norme che compongono la legge attuale, il Carroccio non si ferma, ben intenzionato a continuare sulla strada di richieste di modifiche che, finalmente, possano garantire a lavoratori e pensionandi la possibilità di andare in pensione prima rispetto a quanto oggi previsto. E il leader della Lega è tornato a protesta proprio con l’attuale legge pensioni.  

Pensioni novità Pd: Le intenzioni sono puntate su quota 100, quota 41, uscita con 62 anni di età e 35 anni di contributi e penalizzazioni, ma anche sulla necessità di reperire prima quei soldi necessari per l’attuazione di cambiamenti concreti. Da sempre gli esponenti del Pd dichiarano di voler modificare l’attuale legge pensioni, senza stravolgerne l’impianto iniziale, ma le discussioni sembrano ancora in alto mare. Ben definiti, cioè, i sistemi eventuali di modifica che però ritardano ad essere approvati. E questo rappresenta chiaramente una delusione da parte dei cittadini, cui sta particolarmente a cuore il tema pensioni. Ad oggi sembra che la quota 100, che permetterebbe l’uscita prima dal lavoro a partire da 60 anni di età con 40 anni di contributi, o a 61 anni di età con 39 anni di contributi, o a 62 anni di età e 38 di contributi e così via, con penalizzazioni minime, stia perdendo quota, mentre si continua a discutere della quota 41, che permetterebbe ai lavoratori di andare in pensione con 41 anni di età, senza limiti anagrafici, che sarebbe vantaggiosa soprattutto per determinate categorie di lavoratori, come dell’uscita a 62 annidi età con 35 anni di contributi e penalizzazione del 2% per ogni anno in cui si decide di andare prima in pensione rispetto ai 66 anni, fino ad un massimo dell’8%.

Pensioni novità M5S: Assegno universale, quota 41 e possibilità di estensione del contributivo per l’uscita prima delle donne anche agli uomini: queste le novità per le pensioni su cui punta il M5S, sostenendo, però, anche la quota 100, nonostante stia perdendo quota tra le novità per le pensioni in discussioni. Insieme all’assegno universale su cui il M5S ha sempre rilanciato, oggi le novità riguardano l’estensione delle norme che permettono l'uscita prima alle donne anche agli uomini, sostenendo, dunque, la possibilità di uscita a 57-58 anni di età e 35 anni di contributi accettando una riduzione della pensione finale che verrebbe calcolata anche per loro con metodo esclusivamente contributivo.

Pensioni novità Ministeri: Ministero dell’Economia e dell’Occupazione su due fronti diversi riguardo le novità per le pensioni: mentre i tecnici del Tesoro continuano a ribadire che al momento non ci sono novità concrete sul tavolo dell’esecutivo e che eventuali cambiamenti pensionistici saranno rimandati ai prossimi mesi, aprendo esclusivamente alla possibile introduzione dell’assegno universale, ma a livello comunitario, il Dicastero dl’Occupazione sembra barcamenarsi tra mini pensione e assegno universale, ma fondamentalmente nella stessa ottica. Più, cioè, che essere considerate novità per le pensioni, così come strutturate queste novità., sembrerebbero nuovi sostegni sociali. La mini pensione  pensata dal Ministero dell’Occupazione, infatti, permetterebbe di andare in pensione prima a 63 anni, percependo un anticipo sulla pensione finale, di circa 800 euro, che dovrà poi essere restituito dal lavoratore una volta maturati i normali requisiti, attraverso minime decurtazioni sull’assegno finale. Ma si tratterebbe di una misura valida solo per chi ha perso il lavoro, come fosse un ennesimo aiuto contro la disoccupazione. Stesso discorso, più o meno, per l’assegno universale che, come proposto dall’Istituto di Previdenza, andrebbe erogato agli over 55 che restano senza lavoro, ma non a tutti, solo a coloro che dimostrano di essere alla ricerca concreta di un’altra occupazione e per un periodo di tempo limitato.

Pensioni novità Istituto di Previdenza: Questa impostazione dell’assegno universale non è la stessa dell’Istituto di Previdenza che, nel suo piano pensioni presentato qualche mese fa d’accordo con l’esecutivo, aveva parlato dell’introduzione dell’assegno universale per tutti gli over 55 che restano senza lavoro e non possono andare in pensione, senza alcuna condizione, del valore di 500 euro e modulato sul quoziente familiare. Insieme a questo provvedimento, tra le altre novità pensioni proposte, unificazione e armonizzazione dei diversi trattamenti previdenziali con cancellazione delle ricongiunzioni onerose; piano di uscita prima a 63 anni e sette mesi di età con almeno 20 anni di contributi e un assegno non inferiore ai 1.500 euro mensili, con penalizzazioni elevate pari a circa il 3% o poco più per ogni anno in cui si decide di andare in pensione prima; e possibilità per il lavoratore pensionato di continuare a versare i contributi anche una volta raggiunta la pensione, in modo da rendere più cospicuo il suo assegno finale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il