BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Btp Italia 2016: emissione 4 Aprile. Come funziona rendimento dal tasso minimo ufficiale. E se conviene con CE Draghi, Bce

I ragionamenti sulla convenienza di acquistare i nuovi Btp Italia 2016 devono tenere conto di molto considerazione di carattere economico.




Al via lunedì 4 aprile 2016 il collocamento dei nuovi Btp Italia, giunti al nono collocamento. Caratteristiche interessanti del titolo sono il tasso reale annuo minimo garantito, le cedole semestrali calcolate sul capitale rivalutato,la garanzia a scadenza del capitale nominale anche in caso di deflazione, la tassazione al 12,5%. E se il risparmiatore ha bisogno di liquidità può venderlo senza difficoltà. Naturalmente le quotazioni dei Btp Italia 2016 sono influenzate da varie indicatori. Da un lato le decisioni di politica monetaria della Banca centrale europea, tese a contrastare la deflazione hanno prodotto in un primo momento un effetto molto positivo sulle quotazioni di questi titoli, nell'ipotesi di un ritorno a una normale inflazione nei prossimi anni.

Dall'altra i dati di breve periodo sull'andamento del costo della vita giocano a sfavore perché vanno a diminuire l'ammontare della cedola, fatta salva la quota di rendimento minimo garantito, allo 0,40%, comunicata dal Ministero dell'Economia. Sono quindi decisive le misure per il rilancio della crescita economica decisive dalla Bce, la seconda fase del cosiddetto Quantitative easing, destinato ad alzare il valore dei titoli in portafoglio. Si tratta di una manovra non convenzionale adottabile dalle Banche centrali per immettere liquidità nel sistema con l'acquisto di titoli pubblici o privati creando moneta.

L'acquisto di titoli sovrani con durata da 2 a 30 anni sul mercato secondario produrrà un calo dei rendimenti e un aumento dei prezzi, con minore spesa degli Stati per interessi nelle future aste. Ci saranno dunque conseguenze positive per chi possiede titoli di Stato coinvolti nel programma di acquisti della Bce, dato che il valore dei titoli aumenta, mentre ci si dovrà accontentare di rendimenti più bassi nelle future emissioni pubbliche.

Non si tratta dell'unico strumento finanziario per chi intende mettere al riparo i propri risparmi. Molti conti deposito, permettono di incassare in anticipo gli importi degli interessi e di poter svincolare le somme in ogni momento. Le percentuali, tuttavia, sono ben lontane da quelle del passato. Poi ci sono i buoni poliennali del Tesoro, anch'essi indicizzati all'inflazione, e di durata anche superiore ai 4 anni. E i buoni fruttiferi postali decennali, liquidabili in qualunque giorno al valore nominale, il cui punto di forza sta nella tassazione al 12,5%. Diverso è il ragionamento intorno ad azioni e obbligazioni, più a rischio in questa situazione di incertezza economica. Gli analisti consigliano di chiudere le porte a questa possibilità, ma come insegnano i recenti fatti italiani occorre molta cautela.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il