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Pensioni ultime notizie quota 41, mini pensioni, quota 100 solo apparente unità Fi, Ncd, Pd, M5S Istituto Previdenza, Ministeri

Come cambiano le posizioni dei partiti politici sulle novità per le pensioni e differenze con ipotesi Ministeri e Istituto di previdenza




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:27): Tutti parlano di una unione di intenti, di stesse idee per le novità per le pensioni di una convergenza che riguarda tutte le forze, gli stessi Dicasteri tra loro e al loro interno e anche l'Istituto di Previdenza, pur con qualche differenza. Nulla di meno vero coem abbiamo visto sotto e come vedremo poi con ulteriori ultime notizie e ultimissime pervenute.

Le posizioni dei diversi partiti politici sembrano apparentemente unitarie sulla necessità di attuazione di novità per le pensioni, ma si tratta di un’unione non reale considerando che, pur essendo tutti d’accordo con l’urgenza di revisione delle attuali norme pensionistiche, ognuno spinge su sistemi di cambiamento differenti, e si tratta di differenze che emergono tanto tra loro che all’interno degli stessi singoli partiti, a partire dallo stesso Partito Democratico.

Pensioni novità Forza Italia: Aumentare le pensioni minime portandole a 800, mille euro, concedere prepensionamenti per tutti coloro che lo desiderassero e senza penalizzazioni, e attuazione della sentenza dell'Alta Corte sul rimborso ai pensionati: queste le ultime richieste di novità per le pensioni ancora una volta rilanciate da Forza Italia che, prima di sostenere la revisione dei requisiti di uscita dal lavoro, punta a migliorare il valore degli assegni finali.

Pensioni novità Lega: Le ultime posizioni della Lega riportano anche nuovo appoggio al piano di uscita con quota 41, a vantaggio soprattutto di coloro che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi e di coloro che svolgono mansioni pesanti, ma senza alcuna penalizzazione, considerando quelle che hanno già subito in questi anni. Secondo la Lega, è arrivato il momento di rivedere la legge pensioni attuale per sostenere il prepensionamento di questa categorie di persone innanzitutto, ma di tutti coloro per cui risulta difficile raggiungere gli attuali requisiti pensionistici richiesti, in modo, dall'altro lato, da lasciare liberi nuovi posti di lavoro per i più giovani. Tra le altre novità per le pensioni da sempre sostenute dalla Lega l’uscita con quota 100.

Pensioni novità Pd: La stessa quota 100, insieme alla quota 41, è una delle novità per le pensioni portata avanti anche da alcuni esponenti del Pd, in particolare dall’opposizione interna. Il presidente del Comitato ristretto, fautore delle proposte di entrambi questi sistemi di uscita prima, ha anche proposta l’uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino al massimo dell’8% per chi decide di lasciare il lavoro quattro anni prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni. Si tratta di un sistema che non da tutti viene sostenuto, a causa delle penalizzazioni elevate e che si contrappone alla proposta dem di part time e staffetta generazionale per sostenere la graduale uscita prima dei lavoratori più anziani e l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Questo piano prevederebbe la possibilità di uscita a partire da 62, 63 anni, accettando una decurtazione dello stipendio mensile. Il part time non è però visto da tutti di buon’occhio, considerando che a detta di molti non porterebbe quei vantaggi che ci si attendono, né per coloro che vorrebbero uscire prima né da un punto di vista del rilancio occupazione dei giovani.

Pensioni novità M5S: Cambiano le posizioni sulle novità per le pensioni anche all’interno del M5S: il Movimento di Beppe Grillo punta da sempre all’introduzione dell’assegno universale per tutti; da mesi si dice favorevole all’approvazione della quota 100, nonostante nelle ultime settimane sembra stia calando di importanza, ma le ultime notizie riportano le nuove posizioni a sostegno dell’estensione del contributivo donna anche agli uomini. Secondo quanto dichiarato da alcuni esponenti del Movimenti, è possibile che, al pari delle donne, anche alcune uomini trascorrano periodo di vita impegnati da lavoro e cura della famiglia, motivo per il quale dovrebbero avere la stessa possibilità delle donne di andare in pensione prima, a 57 o a 58 anni, accettando il calcolo della pensione finale esclusivamente con metodo contributivo, e una pensione finale notevolmente ridotta, di quasi il 30%. Sarebbe una novità che permettere anche all’Italia di rispondere al richiamo dell’Europa che proprio qualche tempo fa ha avviato una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese proprio per il differente trattamento previdenziale di genere.

Pensioni novità Ministeri: Dopo le ultime notizie sulle novità pensioni relative sia ai valori mensili degli assegni sia agli aumenti dell’età pensionabile che stanno bloccando il turn over lavorativo, il Ministero dell’Occupazione continua a fare alcun riferimento diretto ad alcuna novità per le pensioni. Ed è tornato il silenzio anche su quel piano di mini pensione, che qualche settimana fa era stato rilanciato proprio dal responsabile del Dicastero dell’Occupazione, per permettere ai lavoratori di lasciare il proprio posto tre anni prima rispetto ai 66 anni oggi richiesti e che non avrebbe avuto alcun impatto sui conti pubblici perché del tutto a carico del lavoratore stesso. Si tratta di un sistema che pur essendo a costo zero non riesce a decollare, soprattutto perché è visto da molti non come una vera e propria novità per le pensioni, ma più come un ennesimo aiuto sociale, visto che varrebbe solo per chi resta lavoro. E a fronte di questa misura si potrebbe scegliere la strada dell’assegno universale, ma anche in questo caso le posizioni sono decisamente divergenti, tra gli stessi Ministeri, e con l’Istituto di Previdenza. Per il Ministero dell’Occupazione, infatti, l’assegno universale dovrebbe essere erogato a coloro che in età avanzata perdono il lavoro e non possono andare in pensione ma solo a condizione che sia collegato a politiche attive di lavoro, cioè se il disoccupato dimostra concretamente di essere alla ricerca di un altro lavoro. E potrebbe anche essere limitato nel tempo. Il Ministero dell’Economia invece vorrebbe una modulazione di tale assegno a livello comunitario, e con risorse derivanti proprio da fondi comuni per tutti.
 
Pensioni novità Istituto Previdenza: L’assegno universale dell’Istituto di Previdenza, invece, varrebbe per tutti gli over 55 che restano senza lavoro e non possono andare in pensione, dovrebbe avere un valore di 500 euro, calcolato sul quoziente familiare. Ma non è questa l’unica novità per le pensioni su cui ha intenzione di lavorare l’Istituto di Previdenza: tra gli altri provvedimenti al vaglio, revisione dei metodi di ricongiunzione, uscita prima a 63 anni e sette mesi di età con almeno 20 anni di contributi e un assegno non inferiore ai 1.500 euro mensili, e penalità del 3% fino ad un massimo del 10% circa. Secondo il presidente dell’Istituto di Previdenza, però, per poter riuscire a modificare le pensioni attuali sarebbe necessario innanzitutto rivedere il Patto di Stabilità con l’Europa, convincendola dei vantaggi che le novità per le pensioni in discussione in Italia porterebbero, sia per quel rilancio dell’occupazione giovanile rilanciato proprio dall’Europa che sarebbe sostenuto da piani di uscita prima che permetterebbero ai più giovani di entrare nel mondo lavorativo, sia per riuscire a mettere da parte nuovi soldi, nel lungo periodo, che deriverebbero dalle penalità, elevate, imposte da ogni piani di uscita prima.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il