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Pensioni ultime notizie su quota 100, mini pensioni, quota 41 da nuove affermazioni Rizzetto, Messina, Boeri, Poletti, Morando

Sempre più intenso il dibattito sulla previdenza: le ultime notizie sulle pensioni da Messina, Rizzetto, Poletti, Morando, Boeri, Renzi




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:23): Continua senza sosta il dibattito sulle novità per le pensioni e quali metodi siano i migliori per poter permettere di uscire prima a chi lo desideri. E quelli che abbiamo riportato sono solo parziali, in quanto nelle ultime notizie e ultimissime vi è già un ennesimo contrasto con nuove affermazioni come vedremo.

Si fa sempre più intenso il dibattito sulla questione previdenziale e sono sempre più gli esponenti dell’esecutivo che, attraverso le loro posizioni, lasciano intendere mosse più o meno eventuali al vaglio dell’esecutivo stesso per l’applicazione di novità per le pensioni. Se ne parla ormai da due anni senza alcuna soluzione, ancora, definita e concreta, ma, come ribadiscono le ultime notizie, sembra sia arrivato il momento di fare qualcosa non soltanto per una revisione dei requisiti di uscita dal lavoro, oggi troppo rigidi e che potrebbero essere modificati da sistemi come quota 100, quota 41 o mini pensioni, ma anche per migliorare le condizioni di vita dei pensionati di oggi che, come hanno attestato gli ultimi dati, percepiscono assegni mensili decisamente troppo bassi per poter condurre una vita dignitosa.

Continua ad essere profondamente convinto della necessità di approvare novità delle pensioni Ignazio Messina dell’Idv, da sempre contrario all’attuale legge, e che si è fatto già promotore di un cambiamento orientato sulla stessa strada del piano di uscita a prima a 62 anni con penalizzazioni. La proposta, in tal caso, prevederebbe penalità per chi decide di andare in pensione prima rispetto agli attuali 66 anni richiesti e incentivi per chi invece rimane a lavoro più a lungo. Ha, inoltre, proposto nuove regole per gli orari di lavoro, sostenendo il part time e l’investimento sui giovani. Non solo uscita prima ma anche assegno universale è invece ciò su cui rilancia Walter Rizzetto. Tra le altre novità per le pensioni da lui sostenute, piano di quota 41 ed estensione delle norme che permettono l'uscita prima alle donne anche agli uomini.

Rizzetto prende le distanze da coloro che continuano a dire che a bloccare le novità per le pensioni sia la mancanza di soldi, perchè se si volesse, esattamente come fatto per altri provvedimento, a partire dalla cancellazione della Tasi per tutti, i fondi necessari per modifiche pensionistiche si troverebbero. Ma evidentemente non risultano ancora una priorità per l'esecutivo. Decisamente controversa invece la posizione del ministro del Lavoro Poletti: dopo aver rilanciato qualche settimana fa la mini pensione, ritenendo sia la novità al momento più fattibile perché totalmente a carico del lavoratore e che non toccherebbe in alcun modo i conti pubblici, dopo aver parlato dalla possibilità di introduzione dell’assegno universale ma solo se collegato a politiche lavorative attive, Poletti ammette che l’attuale legge debba essere rivista e sostiene nuovamente che l’esecutivo si sta impegnando in tal senso, ma che si tratta di un’operazione che deve essere fatta in relazione alla compatibilità con i soldi disponibili.

Ha, inoltre, nuovamente detto che eventuali novità per le pensioni dovrebbero essere inserite nella prossima Manovra, nonostante i tecnici del Tesoro continuino a dire che al momento non ci sono novità pensioni sul tavolo dell’esecutivo, ma solo se esisteranno le condizioni tali da mettere a punto cambiamenti pensionistici. Inoltre, ha anche annunciato che nella prossima Manovra sarà certamente riproposta la questione delle ricongiunzioni onerose.

Ha, invece, di nuovo frenato su novità per le pensioni nel breve periodo il viceministro dell’Economia Morando e non è la prima volta che smentisce che la questione pensioni sia tra le priorità dell’esecutivo. Mesi fa aveva detto che nulla sarebbe stato fatto nella stessa Manovra e così è stato e oggi riconferma che le novità per le pensioni saranno rimandate ai prossimi mesi, dicendosi comunque favorevole a novità che possano rendere più flessibili i requisiti di uscita di tutti. E mentre il presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri tace al momento sulle pensioni, dal premier Renzi qualcosa ci si aspetta dal Direttorio di lunedì, considerando che si tratta di un appuntamento importante per la definizione di nuovi equilibri interni alla maggioranza e la discussione di temi cruciali per la stessa tenuta dell’esecutivo, tra cui certamente rientrano le novità per le pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il